In questa estate di lettura a scrocco tra biblioteche pubbliche, libri prestati e files scaricati dal web, ho già fatto fuori più di una dozzina di titoli.
Leggo velocemente e poi dimentico con altrettanta velocità (ma col vantaggio di poter rileggere in futuro una storia quasi nuova) e leggo principalmente romanzi horror e fantasy, ma anche (novità estate 2013!) i classici inglesi che non c'entrano niente con l'ultimo libro che mi è capitato tra le mani: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" del palermitanissimo Alessandro D'Avenia.
Dell' autore conoscevo il blog nel quale mi ero imbattuta qualche anno fa e sapevo che era stato tra gli autori di una serie tv italiana per teenagers andata in onda sui canali Disney (che ero prevenuta l'ho scritto nel titolo, giusto?)
Dell' autore conoscevo il blog nel quale mi ero imbattuta qualche anno fa e sapevo che era stato tra gli autori di una serie tv italiana per teenagers andata in onda sui canali Disney (che ero prevenuta l'ho scritto nel titolo, giusto?)
Poichè rifuggo le recensioni altrui (ho un neurone ancora funzionante, grazie, e preferisco farmi un' opinione arrivata in fondo al libro e non prima di aprirne la copertina) non avevo idea di cosa parlasse escluse le informazioni ricavate da un'occhiata sfuggevole ai trailer passati in tv la scorsa primavera.
Letto un anticipo di trama la prima reazione è stata di fastidio, temevo di trovarmi davanti all'ennesima storiella tipo "lui ama lei che sembra amare un altro ma in realtá è cotta di lui che però è un mostro (zombi-vampiro-alieno-angelo) e finge di non amarla per non portarla alla perdizione ma alla fine il loro amore trionfa e redime lei, lui e tutti quelli nel raggio di 10 km" o, peggio ancora, sullo stile di 3 metri sopra il cielo ( e qui taccio per pubblica decenza).
E invece no, ho trovato un libro delicato, commovente, rabbioso e consolatorio.
Ho ritrovato le furie e le passioni dei miei 16 anni che chissà dove si erano nascoste che mi hanno aiutato a capire che le forme di "pensiero alieno" che oggi vedo nei miei figli le ho vissute anche io una 30ina di anni fa.
Alla prima occasione possibile regalerò una copia del libro a TralAlì e una a Mutante per aiutarli a capire e per dire loro che non ho dimenticato come ci si sente
E qui mi fermo; come al solito dell'iceberg dei miei sentimenti emerge solo la punta, non sono brava ad aprirmi e non comincerò certo a farlo qui, ora.