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06/10/22

QUATTORDICI MESI...

E' il tempo passato dall'ultimo post. 

In questi quattordici mesi è successo di tutto: cose belle (poche ma buone) e cose brutte (un po' troppe per i miei gusti). 

Il problema sono sia le bastonate che arrivano inaspettate sia il fatto che si susseguono con ritmo sincopato. 

Ormai ho ricominciato a tenere le spalle contratte e la mascella serrata H24; rilassarsi è un optional e si campa aggrappandosi al pensiero che un altro giorno è passato e che domani andrà meglio.

Il mio sarcasmo sta raggiungendo vette da record e grazie al cielo non ho perso l'autoironia.

Ho notato però che, come già successo in passato, nei periodi di stress e fatica fisica e mentale il mio livello di tolleranza si abbassa molto, moltissimo, di più!!! 

E' tutto un frullìo e giramento di cabasisi: non sopporto più chi si lamenta per ogni cosa e chi parla in continuazione di malanni, malattie, lutti e catastrofi. Alcune volte sembra quasi che ci godano.

Mi rendo conto che non siamo tutti uguali: ci sono persone introverse che preferiscono metabolizzare le avversità e persone estroverse che preferiscono esternarle.

A queste ultime rivolgo il mio appello accorato: per favore ogni tanto evitate di comunicare urbi e orbi qualsiasi problema anche minuscolo, in quel momento la persona che avete di fronte potrebbe star attraversando un momento un pelino più drammatico dell'unghia incarnita* e mandarvi a quel paese senza passare dal via.

Io, nel frattempo, mi aggrappo al mio pensiero felice: mancano 79 giorni a Natale :)




(*del fidanzato della vicina del fratello della cugina di quarto grado del vostro padrone di casa)


02/02/21

Punti di vista (fateviica##ivostri)

Durante questa pandemia abbiamo scelto (e continuiamo a farlo) di proteggere noi stessi e le persone a noi care: nessuno di noi quattro incontra gli amici, abbiamo azzerato le uscite non necessarie e anche le visite mediche non urgenti (io pagherò un prezzo alto per questo, lo so già). Non si può andare a mangiare fuori ma, per dare una mano, una volta a settimana ordiniamo a domicilio dai ristoratori che frequentavamo abitualmente. 

Le nonne sono piuttosto anziane e mio cognato è cardiopatico quindi cerchiamo di evitare visite e contatti. Nessuno di noi ha voglia di contrarre questo virus dal quale non sai cosa aspettarti visto che si comporta come una roulette russa: positivo asintomatico, positivo pauci sintomatico e via via sempre peggio fino ad ucciderti.

Non abbiamo festeggiato i 50 anni del Bello e ci siamo limitati ad ospitare le nonne solo per il pranzo di Natale con tutti gli accorgimenti del caso: tavola in salotto allungata come se fossimo 20 (eravamo solo in sette) per tenere più spazio possibile tra i commensali, timer nel cellulare per ricordarci di arieggiare la stanza ogni ora, detergente con alcool, disinfettante e rotolo di carta al posto degli asciugamani in bagno, niente baci e abbracci.

Non ci vedevamo dai primi di ottobre e continuiamo a non vederci se non in video chiamata. Unico strappo alla regola una domenica pomeriggio per il compleanno di mia madre, ma sono andata da sola per portarle il regalo e mi sono fermata per un'oretta senza togliere la mascherina.

Tirando le somme la sensazione è di essere assediati e non passa giorno senza sentire o pronunciare la fatidica frase: "sai chi è risultato positivo?"

Segui le regole e i comportamenti consigliati e realizzi che questi 11 mesi assurdi stanno cominciando a presentare il conto in termini di stanchezza mentale e fisica, sai che non potrà migliorare se non quando (quando?) questo virus sarà finalmente debellato e aspetti, sopporti, cerchi di dare coraggio anche quando ti viene voglia di urlare per la frustrazione. 

Nel frattempo guardi con schifata costernazione chi continua a minimizzare o addirittura negare la gravità della situazione.

Ma la cosa che mi fa diventare una iena più dei minimizzatori, dei negazionisti, dei nasi fuori dalla mascherina e dei vaccinofobi del piffero sono quelli/e (alcuni/e nemmeno li/e conosco di persona) che non si fanno i cazzi propri e che durante le conversazioni telefoniche si permettono di giudicare e criticare il nostro mantenere le distanze.

LORO non potrebbero rinunciare MAI ad abbracciare madri/padri/sorelle/fratelli fino alla settima generazione, LORO agli affetti ci tengono TROPPO e non potrebbero stare tutto questo tempo senza incontrarsi!!!

Da ciò si evince che noi, invece, siamo delle piccole teste di cazzo esagerate, senza cuore né sentimento che abbiamo approfittato della paura del contagio per tenere alla larga i nostri affetti.

Per la cronaca: io, piccola testa di cazzo senza cuore, preferisco non vedere mia madre piuttosto di essere veicolo di contagio o, peggio ancora, dovere fare i conti con il rimorso se dovesse finire in ospedale.

E come direbbero a Berlino... 





 

15/12/20

-10 giorni a Natale

Tutto e il contrario di tutto: cambi continui di colore nelle regioni, apri i negozi, chiudi i negozi, puoi passeggiare in centro ma non fermarti a chiacchierare però puoi metterti in coda per entrare nei negozi, puoi andare nei centri commerciali ma devi fare la fila perché vi facciamo entrare pochi alla volta, puoi mangiare al ristorante ma solo d'asporto; anzi no: puoi sederti ma solo a pranzo. Puoi metterti in coda per fare shopping ma non per visitare una mostra. Nei giorni di festa non puoi spostarti di comune, anzi no, forse si ma tanto chiudiamo tutto e non hai dove andare. Certo che quest'anno, che già lo spirito del Natale faticava a venire a galla, ci stanno mettendo a dura prova. 
Io continuo a limitare le uscite allo stretto indispensabile, scelgo gli orari meno affollati e pianifico con cura l'itinerario (mi auto proclamo stratega dello shopping fisico), entro con lista alla mano per ridurre i tempi di stazionamento e sanifico le mani ogni volta che entro ed esco da un negozio. Tutto molto stressante, torno a casa stanca come se avessi affrontato la mezza maratona e con la pelle delle mani arrossatissima che invoca clemenza, acqua e sapone e crema idratante. Le uniche uscite extra sono quelle per andare dal dentista... 'na botta de vita pazzesca: ogni volta mi tira via un molare :(
Tra sortite disinfettate e acquisti on line ho chiuso la lista dei regali già lo scorso venerdì e mi limito a monitorare gli ultimi pacchi vaganti affidati al corriere.
A proposito di acquisti on line.. avevo bisogno di una salsiera con piattino (che mi sono scocciata ogni anno a chiederla in prestito a mia madre e vivere con l'ansia di danneggiare la sua salsiera antica) il 30 novembre (seiv de deit!) su un noto franchising nazionale ne trovo una semplicissima: tutta bianca con piattino, decoro molto simile a quello del servizio buono, costo ragionevole. Opto per il servizio "clicca e ritira in negozio". Dopo 11 giorni e due solleciti al servizio clienti, finalmente arriva la comunicazione che il mio pacco è arrivato in negozio e posso ritirarlo; vado, e per non rimanere più del necessario evito di aprire e controllare il pacco in negozio. Torno a casa, apro il pacco e.... C'E' SOLO IL PIATTINO! 
SUL SERIO? CI HAI MESSO 11 GIORNI PER PREPARARE UN PACCO E SEI RIUSCITO A DIMENTICARE DI INFILARE LA SALSIERA NELLA SCATOLA ? 
Avviata la procedura di segnalazione del disservizio ho ricevuto una mail (automatica?) nella quale mi dicono che verrò contattata quanto prima... 4 giorni e tutto tace :(

Chiudiamo con un nota positiva: ho ricevuto in dono il delizioso Quaderno delle liste di Natale di Valefatina del blog Brodo di Coccole
Ovviamente il 2020 non merita tanta bellezza, lo userò il prossimo anno


18/10/20

...isti

Negazionisti, complottisti, menefreghisti, edonisti, polemisti.

Tanti "isti" un solo grande risultato: stanno tornando le restrizioni anti-contagio con mini lockdown, orario di chiusura anticipato per diverse attività, mascherine obbligatorie all'aperto, divieti vari ed eventuali.

Ed eccomi qui con "l'ansietta" che si sta nuovamente arrampicando sulla spalla a pensare freneticamente come riuscire a comprare per tempo e in maniera meno traumatica possibile i regali di Natale,  a modificare per la quarta o quinta volta i festeggiamenti per i 50 anni del Bello (di questo passo festeggerà da solo chiuso in cucina) a cercare di organizzare le prossime settimane cercando di anticipare e concentrare nel minor tempo possibile analisi, visite mediche e impegni vari.

Attività mentale piuttosto vivace (anche se il risultato è un enorme stato confusionale che non aiuta per niente) mentre in realtà vorrei nascondermi sotto le coperte e sbucare fuori quando tutto questo sarà finito. 



13/01/20

Uffici pubblici? No,grazie

Il mio rapporto con gli uffici pubblici è assolutamente bipolare.

Avete presente quando nei film parte la sequenza con il protagonista che sbrocca, si infuria, distrugge tutto urlando come un ossesso e poi -PUFF- cambio scena: il protagonista in realtà è ancora lì fermo, immobile a subire la situazione?
Ultimamente, avendo avuto a che fare con troppi uffici pubblici, questo scenario si è ripetuto diverse volte.

Sono riuscita a ringraziare sorridendo l'impiegato della agenzia delle entrate che, dopo avermi fatto fare avanti e indietro per 4 mesi e aspettare un'ora "a màtula", ha messo il timbro necessario su una pratica avviata solamente 11 anni prima.
Per l'assenza del timbro e il mancato protocollo della pratica ci era stata notificata una multa di quasi 500€.

Mi sono arresa all'impossibilità di effettuare una voltura on line del contratto di fornitura dell'acqua per manifesta incapacità dell'impiegato che via email continuava a richiedere certificati e documenti inutili.
Alla decima mail mi sono rotta le scatole e sono andata a fare la voltura di persona: gran parte dei documenti e certificati richiesti via mail erano assolutamente non dovuti (ma va'?). 
In mezz'ora tutto fatto e cordiali ringraziamenti all'impiegata. 

Domani mi tocca andare all'ufficio anagrafe e presentare un modulo in cui chiedo di correggere il mio cognome negli atti di matrimonio: qualche genio del male ha pensato bene di aggiungere una vocale al mio cognome, pertanto se richiedo il certificato a nome mio risulto non sposata (il che volendo potrebbe avere anche qualche risvolto positivo XD), mentre se lo richiedo a nome di mio marito spuntano i miei dati ma con il cognome storpiato.
E così domattina alle 6.30 la sveglia suonerà, prenderò la metro per mettermi a turno all'ufficio anagrafe verso le 7.30, attenderò l'apertura degli uffici prevista per le 8.30 per presentare un'istanza di "correzione errori materiali di scrittura".

Ancora una volta sorriderò e ringrazierò mentre dentro sarò una furia nei confronti di chi non è neppure capace di ricopiare correttamente un cognome.






04/12/19

Mutante fa cose

Mutante in realtà è già mutato da un pezzo e, in virtù delle sue attitudini, si è guadagnato pure un nuovo soprannome: Sid


Naaa non è anarchico, punk e ribelle come il leader dei Sex Pistols
Piuttosto è pigro (ma solo dentro casa) come un bradipo e quindi, se ve lo state chiedendo, è il Sid della foto sotto...
Dicevamo che Mutante fa cose e le fa permeate di svogliatezza e pigrizia.

E così gli chiedi di cambiare il rotolo di carta igienica ormai esaurito e dopo un po' trovi, al posto della carta igienica, un pacchetto di fazzoletti di carta.

Apparecchiare la tavola? Si, ma in ordine sparso così ti tocca alzarti di volta in volta perché manca la grattugia, un tovagliolo o l'acqua.

Finita la doccia? Perché chiudere il tappo del flacone del bagnoschiuma e sollevarlo da terra? Vediamo se anche stavolta mamma se ne accorge o se riesco a mandare qualcuno in ortopedia.

Prendi una qualsiasi cosa da un qualsiasi posto? Perché macchiarsi dell'onta di rimetterla dov'era piuttosto che lasciarla in giro?

Ma la cosa che più mi manda fuori di testa è il fatto che usi i tovaglioli di carta al posto dei fazzoletti perché, sostiene, sono più delicati e non gli irritano il naso.
Il problema sorge nel momento in cui dimentico di controllare le tasche di pantaloni e felpe prima del bucato (rigorosamente scuro) e a fine lavaggio tutta la biancheria è disseminata di minuscoli e tenacissimi frammenti di carta. 
Ormai ha in dotazione una spazzola adesiva ed è suo compito, una volta che la biancheria è asciutta, divertirsi a passarla sugli indumenti per eliminare ogni traccia di carta.
Su queste, e tante altre cose, abbiamo scazzettini frequenti con lui che sbuffa e io che mi sgolo a vuoto; ma non c'è verso: continua a fregarsene bellamente.

Non credo dipenda dal tipo di educazione impartita altrimenti non avrei una figlia maniaca dell'ordine e delle pulizie.

La ciliegina sulla torta è sentirsi fare i complimenti per l'impegno e la serietà quando gli capita di fare dei lavoretti fuori casa, in quel momento non sai se sputtanarlo pubblicamente o continuare a sorridere perplessa ringraziando l'interlocutore.


04/06/18

Vita vissuta

Lunedì mattina (già troppo caldo per i miei gusti) sullo stesso marciapiede io e lei.

Lei: bionda, longilinea, alta (e per giunta con i tacchi) scende dallo scooter con movenze feline, si toglie elegantemente il casco ed esegue un perfetto swuuuiiiiiischhhh con la fluente capigliatura senza neppure accennare a perdere l'equilibrio.

Io: capelli arruffati che sfidano la forza di gravità, leggins e maglietta sbracata, caracollo affannata in direzione della palestra ed inciampo nel nulla.

Cala il sipario (anche sull'autostima).

17/12/17

Penelope, scansate!

Come una novella Penelope continuo ad avviare lavori all'uncinetto e, arrivata a buon punto, disfo tutto.
Sono già al terzo tentativo per un scialle leggero leggero con una bella lana sottile sfumata e al quarto (o quinto?) per una copertina rosa che dovrei terminare entro gennaio... per non parlare delle decine di lavori lasciati a metà...
Mi detesto quando faccio così!
Foto presa qui

21/11/17

Di cedimenti strutturali ed altre amenità

E' cominciato tutto in luglio quando il mio rapporto con la corsa, che si faceva sempre più coinvolgente e soddisfacente, è stato bruscamente interrotto da una malefica intrusa: la spina calcaneare.
Radiografie, visita ortopedica e il responso è stato "statte ferma ma 'ndo corri?!" 
Contestualmente a causa di un brutto (bruttissimo) movimento (avete presente Fracchia mentre cerca di sfilarsi il reggiseno sportivo "monoblocco"? Uguale uguale!) mi è venuto un forte dolore all'articolazione della spalla destra che, secondo l'ortopedico, altro non era se non uno strappo muscolare che sarebbe guarito da solo.
Passano i mesi e 'sto fantomatico strappo muscolare continua a provocare dolore oltre che a limitarmi nei movimenti.
A settembre decido di rivolgermi ad un fisiatra secondo il quale si tratta di problemi alla cervicale e alla schiena in generale, mi consiglia di iscrivermi ad un corso di pilates per rendere maggiormente elastica la colonna vertebrale e mi manda da un secondo fisiatra che, in ottobre, con un paio di sedute mi "scrocchia" tutta e riesce a sbloccare parzialmente l'articolazione che continua comunque a far male con determinati movimenti.
Nel frattempo mi iscrivo in una palestra vicino casa per iniziare pilates e qui sorvoliamo pietosamente sulla mia agilità e leggiadria e sul fatto che un paio di 70enni sono molto più agili della sottoscritta...


Prima dell'inizio delle lezioni informo l'istruttore che sono da rottamare e con onestà elenco tutti gli acciacchi.
Omino coscienzioso e attento, l'istruttore mi tiene d'occhio per evitare che io possa fare ulteriori danni e dopo un paio di settimane se ne esce con un consiglio: vai a fare un' ecografia alla spalla.
Prendo appuntamento e finalmente nel giro di pochi minuti abbiamo un verdetto: una bella lesione al tendine.
Ecco, in quel momento ho avuto una reazione mooolto matura... ero infuriata contro i medici precedenti che avevano minimizzato, rossa di rabbia (credo di aver raggiunto la tonalità Pantone 195C)  con le orecchie che ronzavano e una gran voglia di spaccare tutto.
In un attimo di lucidità mi sono resa conto che non sarebbe stata una cosa carina e ho cercato di darmi una calmata anche se una decina di lacrimoni sono riusciti a fare passerella (e grazie Doc che lo hai raccontato a mio marito durante la visita successiva).

Giusto per dare un'idea della tonalità!

Adesso mi tocca fare una risonanza magnetica per capire se, in questi quattro mesi, sia stata compromessa la funzionalità del muscolo e poi si deciderà come intervenire.
Intanto quella piccola infame della Pollyanna che c'è in me (prima o poi la strozzo) mi ha fatto notare con orgoglio che sto diventando brava ad usare la mano sinistra.
Nel frattempo sono ancora in attesa dei risultati del referendum indetto dai miei ormoni che dovevano votare si o no sulla menopausa.
Al momento vige il caos assoluto e di conseguenza ho saltato due cicli per poi averne uno che ha compensato abbondantemente.
Sono tornate le caldane anche quest'anno in autunno, non capisco questa fissazione per i mesi di settembre e ottobre ma va bene così, penso che se fossero venute in estate sarei potuta morire sul serio per autocombustione.
Tirando le somme, a sei mesi esatti dal 50° compleanno, mi ritrovo nel bel mezzo di un cedimento strutturale travolgente che non fa sperare niente di buono per i 50 anni a venire...


17/10/17

Signori si nasce

Quando sei costretto a servirti in un'officina ortopedica non è mai per diletto. 
Ovviamente qualcuno a cui vuoi bene ha necessità di un presidio medico specifico e già ti girano le palle per mille mila motivi e hai l'umore sotto i piedi.
Vai in una delle più note e antiche officine ortopediche della città; al di là del bancone ti aspetti di trovare una persona minimamente empatica e invece sei costretta a relazionarti con un individuo poco simpatico che fornisce informazioni in maniera stitica e con aria di sufficienza e infine, in tono risentito, sottolinea che lui non è il signor Tal dei Tali, ma il dottore Tal dei Tali.
Va da sè che, dopo questa sparata, ho ringraziato e me ne sono andata senza acquistare nulla. 
"Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente" diceva Totò e tu, caro il mio dottorino, nonostante la laurea non sei un signore sei solo un "piruòcchio arrinisciutu".



13/06/17

Il mio peggio

E' che sono stanca, confusa e arrabbiatissima.
Ho sbalzi di umore repentini, sono malmostosa h24 e mi accendo come una miccia.
Vorrei riuscire a fare di più e meglio e invece sto solo facendo del mio peggio.
Per il resto tutto bene (sarcasmo come se piovesse).



                                     

28/03/17

Quelli che...

...se fanno un errore "ahahah come sono sbadato!" ma se lo fai tu, ti inseguono con chiodi e martello per crocifiggerti.
...non hanno capito che l'eleganza dei modi e la buona creanza non corrispondono alla quantità di denaro che possiedi o alle firme che indossi.
...lamentano negli altri invidie e malignità soltanto perché valutano gli altri secondo il proprio comportamento.
...sono convinti che maleducazione e aggressività siano espressioni di carattere forte e deciso.
...criticano, per partito preso, qualsiasi forma di pensiero ed espressione che non sia la propria.
...fuori bellezza impeccabile e dentro un verminaio da guinnes.
E credo che questo post potrà essere aggiornato periodicamente.

29/3
...pensano che finestra e posacenere siano la stessa cosa.

30/3
...invece di ringraziare tirano calci sui denti.

20/10
...commentano "ad minchiam" sotto gli articoli del Giornale di Sicilia dando la colpa di tutto al sindaco e/o agli immigrati.

09/03/17

Ufficio Lamentele

I primi due mesi di quest'anno sono trascorsi, purtroppo, tra malanni più o meno gravi dell'entourage familiare.
La cosa che mi ha stressato enormemente, ma davvero davvero, è stata la lamentela continua e il report quotidiano di tutti i sintomi, gli acciacchi e le disperazioni varie cui ero sottoposta; una sorta di tiro incrociato da diversi fronti, con me al centro.
Magari ogni tanto alla domanda "oggi come va?" si potrebbe rispondere in maniera vaga, tipo "un po' meglio..." oppure "un po' peggio..." e invece NO! 
"Prontievvia" con l'elenco di tutti i sintomi, sotto-sintomi, trascrizione letterale dei colloqui con i medici, analisi effettuate e da effettuare, medicinali assunti e da assumere, effetti collaterali dei farmaci e analisi logica e grammaticale del bugiardino.
Ovviamente quando ho fatto presente che da circa due mesi non sentivo altro che lamentele la reazione è stata vagamente risentita.
Ok!  
Quindi ricapitolando: loro si possono lamentare ma io non mi posso lamentare delle loro lamentele altrimenti si offendono.
A posto, ora lo so!
Presa qui



18/07/16

Ma grazie, eh!

Ho cominciato a muovere i primi passi sul web nel 2008.
L'anno successivo ho aperto questo blog.
In questi anni ho avuto ed in alcuni casi ho ancora, degli account sui vari social a volte sotto pseudonimo, a volte con nome e iniziale del cognome ma mai, in nessun caso, con nome e cognome perchè sono piuttosto asociale e sopratutto non voglio che determinate persone (che purtroppo fanno parte della mia vita) si facciano i cavoli miei ci tengo alla privacy.
Per questa e altre ragioni non ho mai pubblicato foto mie se non in sezioni private riservate a pochi. 
Sono su instagram, twitter, pinterest, qualche forum e, sotto mentitissime spoglie, anche FB e ho sempre mantenuto una certa riservatezza. 
MA...un paio di mesi fa mia madre ha aperto un profilo FB e mi ha chiesto l'amicizia (che fa? non gliela do l'amicizia a mammà?) una settimana fa ha festeggiato le nozze d'oro e da qualche giorno, grazie al generoso aiuto (vi potessero cadere tutte e dieci le dita delle manine o magari solo i pollici opponibili) di un paio di cugini, TUTTE le foto della festa sono on line.
Gentilmente mi ha anche taggato in quelle che mi riguardano e poi mi ha chiesto se mi piacciono...
Occheeeeeiii, sono una furia, sono incazzatissima e no, il 90% di quelle foto non mi piace.
Otto anni di discrezione mandati a puttane!
Grazie mamma, grazie! 

Presa qui

09/04/16

E' passato....

...più di un anno dall'ultimo post e in questo periodo sono successe tante cose: cose belle, cose brutte, cose difficili, altre strane, altre ancora pericolose. 
Ci sono stati cambiamenti importanti e piccole trasformazioni. 
Ci sono in vista novità considerevoli che stravolgeranno l'ordine quotidiano della vita familiare gettando le basi per nuove sfide e nuovi scenari.
Ci sono anche speranze cui rimanere aggrappati strenuamente facendoci forza a vicenda per vincere la paura e lo sconforto.
E' mancata la voglia di scrivere, senza un motivo se non quello di voler metabolizzare tante cose in maniera privata.
Ma eccomi di nuovo quà per mettere nero su bianco la rabbia verso chi è convinto di essere depositario di verità assolute e di grandi segreti. 
Rabbia che non voglio sfogare vis-à-vis con il destinatario perchè se devo litigare con qualcuno è necessario che sia cervello-munito.
E questo qualcuno il cervello se l'è bevuto in un momento imprecisato degli ultimi 6 anni.
Premessa: mi ritengo una persona tollerante, sono convinta che ognuno di noi debba fare della propria vita quello che vuole scegliendo in totale libertà come vestirsi, come nutrirsi, come curarsi, chi amare e a quale religione appartenere. 
Non ho problemi a frequentare persone con uno stile di vita diverso dal mio. 
Non giudico e non voglio essere giudicata, accetto e voglio essere accettata senza preconcetti. 
Considero la diversità una ricchezza, una fonte di conoscenza che aiuta a crescere e migliorare.
Ma c'è un MA: detesto il fanatismo, lo considero un atteggiamento che obnubila la capacità di ragionare lucidamente, che impedisce di analizzare con raziocinio qualsiasi informazione e che ti porta (scusate il termine) a sparare minchiate stratosferiche senza curarti della sensibilità di chi ti sta di fronte.
Fine della premessa e disclaimer sul periodo che segue che sarà riccamente farcito di termini poco ortodossi.
Veniamo al dunque.
In virtù di quanto detto sopra ognuno è libero di curare il proprio cancro come cazzo gli pare e piace, però fate la cortesia di non rompere i coglioni a chi ("fidandosi ottusamente" della scienza e della lobby di quei cospiratori che si sono fatti un culo così a studiare per anni, altrimenti detti oncologi) decide di curarsi con la chemio.
Purtroppo il cancro non è venuto a voi e capisco che vi sentiate tristi per non poter sperimentare tutte queste nuove terapie a base di bicarbonato, psicologia, merda di vacca, acqua e sale, erbette di campo, aglio essiccato o sciroppo di giuggiole, però siate fiduciosi un giorno o l'altro potrebbe capitarvi un bel cancro inaspettato e allora potrete dimostrare al mondo che con i frullati e la forza del pensiero si guarisce. 
Fino a quel giorno però siete pregati di non rompere i coglioni!

P.S.
Il cancro non ce l'ho io!

Un altro P.S.
Un post di MedBunker al giorno leva i ciarlatani di torno! 

AGGIORNAMENTO:
Questo è quello che intendevo... suggerimento di quel "qualcuno" ai diretti interessati...
MA SI PUO'???


20/03/14

QUELLI CHE SANNO TUTTO

Spocchiosi e cafoni. 
Autonominatisi maître à penser.
Depositari di Verità assolute su qualsivoglia argomento.
Dispensatori di critiche estetiche e morali non richieste.
Convinti, per qualche oscura ragione, che la propria opinione e i propri gusti siano superiori a quelli di chiunque altro.
Poveri, piccoli esseri meschini che valgono quanto le loro opinioni: NULLA!

Aaahhh, adesso si che mi sento meglio!
^___^

13/03/14

INSEGNANTI, FIGLI E CIBO

Sono una di quelle mamme all'antica (non ho detto che sono antica, vipere!) piuttosto démodé  di quelle che se i figli sbagliano devono accollarsi le conseguenze,  se si comportano male non escono o subiscono il sequestro dei videogames. 
Anche per quanto riguarda la scuola parto dal presupposto che, al di là del carattere, del comportamento e della personale simpatia, l’insegnante debba essere rispettato sia come educatore che come figura professionale ma soprattutto per il difficile impegno di sopportare affrontare quotidianamente orde di ragazzini che attraversano la fase più delicata ed odiosa (soprattutto per gli adulti che devono conviverci) della crescita. 
Sono convinta che un insegnante per il solo fatto di doversi sciroppare la figliolanza altrui ogni giorno, per nove mesi all'anno, per tutta la durata della propria vita lavorativa, dovrebbe guadagnare il triplo di quanto in effetti guadagna. 
Per questi motivi e soprattutto perché conosco i miei polli parto sempre dal presupposto che “l’insegnante ha ragione e poi se vuoi parliamone”. 
Solo che… due giorni fa ho preso un’incazzatura leggendaria (a distanza) con la prof di italiano di TralAlì. 
La suddetta TralAlì quest’anno ha considerato lo studio alla stregua dei peli: assolutamente superfluo e il risultato è stata una pagella da schifo che, come ampiamente sottolineato con tono gelido dalla sottoscritta, fosse stata quella di giugno sarebbe stata bocciata e amen.  
L’onnisciente fanciullina se ne è resa conto e ha cominciato a riaprire i libri; poi sono cominciate le interrogazioni ed i compiti in classe  e lei ha beccato l’influenza che ha generosamente condiviso con il resto della famiglia. 
Sebbene influenzata (e con l’aggravante del ciclo) ha preferito andare a scuola viste le interrogazioni e le verifiche in programma. 
Lunedì manda un messaggio da scuola “Non mi sento molto bene , sento le gambe molli, mi viene da vomitare e da piangere ed ho il cuore che fa “puff”…..”ciò nonostante preferisce comunque terminare le lezioni. 
Una volta a casa le misuriamo la pressione:  98/54 e 84 puls. prima di riposare e 100/51 e 98 puls. dopo aver riposato. 
Nel corso del pomeriggio si riprende e martedì torna regolarmente a scuola. 
Durante la pausa racconta del malessere ad una compagna e l’insegnante di italiano,in ascolto, commenta dicendo che “ne ha piacere così impara a fare colazione e a mangiare”. 
E qui scatta l’incazzatura materna che prossimamente verrà esposta in maniera civile e diplomatica dal Bello (così evitiamo che la sottoscritta esageri):

1) Anche se mia figlia fosse la ragazza più antipatica dell’universo creato non è corretto dirle che ti fa piacere che sia stata male
2) Non puoi sapere quanto e quando mangia; per tua informazione fa colazione ogni mattina (spesso e volentieri con dolci e biscotti preparati dalle manine sante della sua mamma)
3) TralAlì è magra ma non eccessivamente,  va in palestra 2/3 volte la settimana, non disdegna dolci e leccornie, si nutre regolarmente e con cibi sani e vari (anche se mastica lentamente e tanto a lungo che sembra un ruminante!)
4) Se ti sembra che mia figlia sia troppo magra e sospetti abbia un disturbo alimentare,  invece di apostrofarla con 'ste stronzate chiedi alla segreteria di contattarmi per un colloquio nel corso del quale avrei potuto rassicurarti che sia lei che il fratello sono seguiti anche nell'alimentazione, che non cincischiano con il cibo che hanno nel piatto e neppure vanno  in bagno a vomitare dopo i pasti.
5) Sarai pure una brava insegnante ma in questa circostanza sei stata una pessima educatrice.



09/10/13

Non è che voglio fare...

...quella che si lamenta sempre ma il discorso è che questa situazione (vedi foto in fondo al post) si ripresenta ad ogni nubifragio. E così domenica pomeriggio durante le 3 ore che ho passato incolonnata in autostrada a meno di 5 km da dove è stata scattata la foto incriminata, in attesa che quei santi uomini dei vigili del fuoco, degli operai anas e delle forze dell'ordine finissero di fare il loro lavoro, mi sono permessa una piccola, pacata riflessione:


"Eccheccazz' non ci vuole il cervello di un genio per capire che forse è ora di creare degli scarichi per l'acqua in questi sottopassaggi visto che quei "crozzoni" dei progettisti se ne sono dimenticati (laureati e pagati profumatamente)! Certo, il morto non c'è ancora scappato ma, rivelazione illuminante, si può intervenire anche senza aspettare la strage o lo stato di calamità..."


Va beeeene, mi sono sfogata.
Ecco la foto:

13/06/13

Di cani, amore e leccatine

A me gli animali piacciono e in particolar modo i cani. Ma determinate cose, legate  alla sfera dell'igiene, non le ammetto e mi da molto fastidio sentirmi dire "allora non li ami!".
Li amo ma continuerò a lavarmi le mani dopo averli carezzati così come lavo le mani ogni volta che prendo il bus o maneggio soldi.
Li amo ma continuerò ad educarli a non elemosinare cibo dalla tavola, dalla quale si devono tenere alla larga se stiamo mangiando. 
Li amo ma continuerò a non farmi leccare in viso.
Se durante una serata conviviale mentre si ride, si beve, si chiacchiera e si mangia, qualcuno (uomo o donna non importa) si infilasse più volte le mani nelle mutande per darsi una grattatina, riuscireste poi a dargli la mano per salutarlo? No, credo di no, e avreste tutte le ragioni per rifiutarvi di farlo senza che nessuno vi etichetti come misantropi o  sociopatici.
Allora spiegatemi perché dovrei lasciarmi leccare il viso da un cane!



AGGIORNAMENTO: sembra che questo post mi sia costato qualche follower.
Siamo in democrazia e così come io sono libera di esprimere le mie opinioni, ognuno è libero di fare le proprie scelte anche quella di smettere di seguirmi, solo avrei preferito un commento che motivasse la scelta.
Ciá,


10/05/13

Di scuole, "ggente" e incazzature...

Sarà l'età, o  forse è solo la primavera ma sono particolarmente stanca ed insofferente.

Insofferente nei confronti della società che mi circonda e del modo piccolo, miope e provinciale che la "Palermobbene" (da leggere rigorosamente con le vocali aperte e la b doppia) ha di condurre la propria esistenza e di giudicare gli altri.
Mi riferisco al tono schifato con cui una persona mi ha definito "coraggiosa".
Coraggiosa perchè ho iscritto i miei figli alle superiori seguendo le loro inclinazioni e desideri,  scartando a priori i licei classico e scientifico tappa obbligata della borghesia palermitana, escludendo le scuole private gestite dal clero, ricettacolo della "crème de la crème" cittadina.
TralAlì e Mutante non sono due secchioni, hanno un'intelligenza vivace e buone basi che permettono loro anche di tralasciare lo studio per qualche mese per poi recuperare in extremis. 
E' sbagliato, non si fa, ci litighiamo sù...ma alla fine mi rendo conto che alla loro età anche io ero così (pure peggio visto che sono riuscita anche a farmi bocciare) e che si tratta di una fase che fa parte della crescita. 
Hanno scelto loro cosa frequentare dopo le medie, si tratta di due scuole che, pensando positivo, possono offrire delle opportunità di lavoro già dopo la maturità senza necessariamente dover frequentare l'università.

E' vero: diventi grande e le tue prospettive cambiano, poi diventi genitore e cambiano di nuovo radicalmente.
Poi i tuoi figli crescono e non solo le prospettive cambiano ulteriormente ma addirittura ti ritrovi a riconsiderare sotto una nuova luce dei concetti che credevi facessero parte integrante di te  e del tuo modo di pensare. 
E questo ti destabilizza enormemente. 
Ti fa sentire ipocrita, e ci stai male. 
Poi ci rifletti e rimoduli concetti e prospettive, li adatti alla tua vita e a quella dei tuoi figli.

Ho provato rabbia, tanto da avere i lucciconi ogni volta che penso a quel "coraggiosa", ma alla fine ho deciso di fottermene. 
Forse i miei figli non frequenteranno i figli di notai, avvocati e dottori, ma avranno la possibilità di confrontarsi con culture, stili di vita e condizioni socioeconomiche molto differenti dalla nostra.
Spero ne facciano buon uso, che si arricchiscano di queste diversità, che imparino ad apprezzare a fondo quei "privilegi" di cui è fatta la loro vita.
Io ho cercato di crescerli secondo i princìpi che ho sempre ritenuto giusti, ho cercato di farne persone tolleranti, rispettose delle diversità, capaci di riflettere con la propria testa.
I miei figli non hanno il massimo dei voti, non frequentano scuole esclusive ma quando portano a casa la brutta copia dei temi di attualità (e storia) io sono ORGOGLIOSA delle persone che stanno diventando.
Quindi, cara "Palermobbene" ho un messaggio per te: