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21/03/20

#iorestoacasa 2) E' tutto vero

E' la frase che mi viene in mente al mattino appena sveglia, forse inconsciamente durante la notte il mio cervello si convince che sia tutto un sogno,  
Il primo input è quello di rimanere nascosta sotto le coperte, poi mi spingo fuori dal letto.

Mi sono autoimposta delle piccole regole che mi aiutano ad affrontare meglio le giornate:

  • Lasciare puntata la sveglia del mattino
  • Non rimanere in pigiama
  • Tenere in ordine e pulita la casa
  • Informarmi sull'andamento dell'epidemia solo un paio di volte al giorno e solo su determinate testate, non ho bisogno di notizie infondate o allarmistiche: la situazione è abbastanza schifosa di suo.
  • Evitare, sui social, quegli account che si stanno rivelando rabbiosi e rancorosi; su Twitter non vado più dall'inizio del mese e su Instagram ho diminuito il numero dei following. 
  • Mi impegno a cercare sul web e nella vita reale delle piccole cose belle.

Sul fronte familiare la convivenza procede bene anche se qualche segno di cedimento si è verificato: 
Sid che attraversa il corridoio camminando come il gobbo di Notre Dame o che imita il verso dei delfini, TralAlì che guarda la tv seduta a testa in giù sul divano o che si trucca per passare il tempo.

Ci sono anche i momenti che ti sbattono in faccia l'assurdità di quello che stiamo vivendo: l'altoparlante della protezione civile che invita a stare a casa (va be' che la prima volta ero mezza addormentata e mi sono incazzata perché credevo fosse l'arrotino), la riflessione su quante cose davamo per scontate, il magone che mi ha riempito gli occhi di lacrime quando ho visto per la prima volta la Via Libertà senza auto e con pochissime persone, i dubbi su come dovremo comportarci una volta finita l'emergenza (mi auguro che il ritorno alla normalità avvenga gradualmente).
E infine il senso di impotenza che ti assale quando una persona cara viene colpita da un lutto e non puoi andare oltre la telefonata o quando un'amica, a causa di tutte le restrizioni in corso, si ritrova a vivere come un incubo quello che di solito è uno dei momenti più belli nella vita di una donna.

Di questa seconda settimana voglio salvare l'emozione delle piccole belle notizie ricevute da persone a me care e questa frase di Giovanni Falcone.





14/03/20

#iorestoacasa 1) Stai ferma lì e non ti muovere!

E' quello che ripeto all'ansia che in questi giorni cerca di farsi largo a gomitate.
Sono impegnata a schivare le notizie inutilmente allarmistiche mentre insieme con tutta la famiglia cerchiamo di adattarci alle indicazioni necessarie a contenere il contagio anche se non siamo in zona rossa.
Anche qui palestre chiuse, scuole chiuse, si cerca di stare in casa ed evitare luoghi affollati.
Si rinuncia agli incontri con gli amici e si evita di andare dalle nonne.



L'inizio di questo post l'avevo scritto lunedì pomeriggio, prima che l'intero territorio nazionale diventasse zona protetta, prima che le restrizioni diventassero ancora più restrittive, prima che prendessi l'abitudine della tisanina rilassante della sera altrimenti col cavolo che riesco ad addormentarmi.
L'ansia oramai mi si è appollaiata sulla spalla e lì vive  tranquilla (l'ansia non è ansiosa). 


Siamo tutti in casa a studiare e lavorare on line, anche il bello ha rinunciato a percorrere le poche centinaia di metri che lo separano dall'ufficio.
La convivenza è abbastanza serena, ogni tanto c'è qualche scatto di nervi ma niente di tragico. 


I ragazzi si sono adattati abbastanza bene alle restrizioni e alla clausura, almeno per questa prima settimana, tra allenamenti fitness casalinghi (per lui) e immancabile beauty routine (per lei), incursioni estemporanee tra forno e fornelli, maratone di serie tv su Netflix, lezioni on line e lauree di amici in streaming le loro giornate trascorrono abbastanza agevolmente.


Marito (un po' germofobico ma si sta rassegnando) passa la mattina e gran parte del pomeriggio tra telefonate, conference call, telefonate, discussioni su whatsapp e telefonate; il salotto è la sua base operativa e il balcone la zona telefonate.
Non ho ancora capito se si è reso conto che, con il silenzio di questi giorni, le voci si sentono a grande distanza e che tutto il vicinato è al corrente dei suoi affari.


La città è silenziosa in maniera inusuale considerato che viviamo a pochi metri da una delle strade centrali. 
Questo silenzio mi destabilizza, non capisco "ad orecchio" se le finestre di casa sono aperte o chiuse e sono costretta a guardare l'orologio per sapere che ora sia, io che con inquietante approssimazione riuscivo a capirlo, di giorno e di notte, basandomi sui rumori provenienti dalla strada.


Mi ero ripromessa di dedicare ai miei hobby quelli che vedevo come giorni di noia:  ricamo, uncinetto, lettura, serie tv… invece sbrigo il lavoro d'ufficio, cerco di mantenere la casa più in ordine e pulita del solito, ne approfitto per fare un tantino di decluttering ogni giorno, e poi lava, stira, cucina, telefonate e video chiamate con madre (che già non usciva da 15 giorni perché era stata raffreddata) e con fratello (dalle sue parti la clausura è iniziata una settimana prima) per sentirci più vicini, messaggi nelle varie chat di gruppo per tenerci un po' su anche se siamo distanti.
Insomma mi ritrovo a sera che sono talmente stanca che non riesco a far altro che spalmarmi sul divano e fingere di guardare la tv mentre con un occhio già dormo.


Da un lato è una cosa positiva perché le giornate trascorrono abbastanza in fretta, dall'altro un po' meno: il pensiero che domani e domani ancora, fino al 3 aprile se tutto va bene, saranno uguali ad oggi mi butta giù.




Cerco di affrontare un giorno per volta, di tenermi in contatto con le amiche, alcune hanno seri problemi di salute resi ancora più problematici dall'emergenza sanitaria in corso, altre hanno figlie e figli "bloccati fuori" alcuni anche all'estero.
C'è un sottile filo di solidarietà che corre tra di noi, parole taciute per non aggravare ulteriormente il peso dell'anima, battute per alleggerire la tensione, consigli per affrontare momenti di sconforto ma ci siamo le une per le altre in maniera discreta e costante, pronte a condividere le buone notizie, che in questi giorni sono merce rara, per farci forza a vicenda.


Di questa prima settimana di clausura voglio salvare questo strano silenzio, la forza della solidarietà femminile, la gioia suscitata dal messaggio vocale di un'amica che annuncia che della sua leucemia non resta traccia =)

foto presa dal web



13/01/20

Uffici pubblici? No,grazie

Il mio rapporto con gli uffici pubblici è assolutamente bipolare.

Avete presente quando nei film parte la sequenza con il protagonista che sbrocca, si infuria, distrugge tutto urlando come un ossesso e poi -PUFF- cambio scena: il protagonista in realtà è ancora lì fermo, immobile a subire la situazione?
Ultimamente, avendo avuto a che fare con troppi uffici pubblici, questo scenario si è ripetuto diverse volte.

Sono riuscita a ringraziare sorridendo l'impiegato della agenzia delle entrate che, dopo avermi fatto fare avanti e indietro per 4 mesi e aspettare un'ora "a màtula", ha messo il timbro necessario su una pratica avviata solamente 11 anni prima.
Per l'assenza del timbro e il mancato protocollo della pratica ci era stata notificata una multa di quasi 500€.

Mi sono arresa all'impossibilità di effettuare una voltura on line del contratto di fornitura dell'acqua per manifesta incapacità dell'impiegato che via email continuava a richiedere certificati e documenti inutili.
Alla decima mail mi sono rotta le scatole e sono andata a fare la voltura di persona: gran parte dei documenti e certificati richiesti via mail erano assolutamente non dovuti (ma va'?). 
In mezz'ora tutto fatto e cordiali ringraziamenti all'impiegata. 

Domani mi tocca andare all'ufficio anagrafe e presentare un modulo in cui chiedo di correggere il mio cognome negli atti di matrimonio: qualche genio del male ha pensato bene di aggiungere una vocale al mio cognome, pertanto se richiedo il certificato a nome mio risulto non sposata (il che volendo potrebbe avere anche qualche risvolto positivo XD), mentre se lo richiedo a nome di mio marito spuntano i miei dati ma con il cognome storpiato.
E così domattina alle 6.30 la sveglia suonerà, prenderò la metro per mettermi a turno all'ufficio anagrafe verso le 7.30, attenderò l'apertura degli uffici prevista per le 8.30 per presentare un'istanza di "correzione errori materiali di scrittura".

Ancora una volta sorriderò e ringrazierò mentre dentro sarò una furia nei confronti di chi non è neppure capace di ricopiare correttamente un cognome.






17/10/17

Signori si nasce

Quando sei costretto a servirti in un'officina ortopedica non è mai per diletto. 
Ovviamente qualcuno a cui vuoi bene ha necessità di un presidio medico specifico e già ti girano le palle per mille mila motivi e hai l'umore sotto i piedi.
Vai in una delle più note e antiche officine ortopediche della città; al di là del bancone ti aspetti di trovare una persona minimamente empatica e invece sei costretta a relazionarti con un individuo poco simpatico che fornisce informazioni in maniera stitica e con aria di sufficienza e infine, in tono risentito, sottolinea che lui non è il signor Tal dei Tali, ma il dottore Tal dei Tali.
Va da sè che, dopo questa sparata, ho ringraziato e me ne sono andata senza acquistare nulla. 
"Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente" diceva Totò e tu, caro il mio dottorino, nonostante la laurea non sei un signore sei solo un "piruòcchio arrinisciutu".



20/03/14

QUELLI CHE SANNO TUTTO

Spocchiosi e cafoni. 
Autonominatisi maître à penser.
Depositari di Verità assolute su qualsivoglia argomento.
Dispensatori di critiche estetiche e morali non richieste.
Convinti, per qualche oscura ragione, che la propria opinione e i propri gusti siano superiori a quelli di chiunque altro.
Poveri, piccoli esseri meschini che valgono quanto le loro opinioni: NULLA!

Aaahhh, adesso si che mi sento meglio!
^___^

09/10/13

Non è che voglio fare...

...quella che si lamenta sempre ma il discorso è che questa situazione (vedi foto in fondo al post) si ripresenta ad ogni nubifragio. E così domenica pomeriggio durante le 3 ore che ho passato incolonnata in autostrada a meno di 5 km da dove è stata scattata la foto incriminata, in attesa che quei santi uomini dei vigili del fuoco, degli operai anas e delle forze dell'ordine finissero di fare il loro lavoro, mi sono permessa una piccola, pacata riflessione:


"Eccheccazz' non ci vuole il cervello di un genio per capire che forse è ora di creare degli scarichi per l'acqua in questi sottopassaggi visto che quei "crozzoni" dei progettisti se ne sono dimenticati (laureati e pagati profumatamente)! Certo, il morto non c'è ancora scappato ma, rivelazione illuminante, si può intervenire anche senza aspettare la strage o lo stato di calamità..."


Va beeeene, mi sono sfogata.
Ecco la foto:

23/05/13

23.5.2013

Sono passati 21 anni da quell'inferno, un'intera generazione non c'era o era così bambina da non ricordare. 
Molti di noi hanno insegnato ai propri figli a non dimenticare partecipando alle manifestazioni, portando un fiore davanti l'albero Falcone (e abbiamo fatto un buon lavoro).
Finchè i ragazzi di questa città prenderanno parte ai cortei piuttosto che andare in spiaggia a Mondello finchè dal resto d'Italia arriveranno navi cariche di studenti ad onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ancora "le loro idee cammineranno sulle nostre gambe."






img di repertorio presa qua


10/05/13

Di scuole, "ggente" e incazzature...

Sarà l'età, o  forse è solo la primavera ma sono particolarmente stanca ed insofferente.

Insofferente nei confronti della società che mi circonda e del modo piccolo, miope e provinciale che la "Palermobbene" (da leggere rigorosamente con le vocali aperte e la b doppia) ha di condurre la propria esistenza e di giudicare gli altri.
Mi riferisco al tono schifato con cui una persona mi ha definito "coraggiosa".
Coraggiosa perchè ho iscritto i miei figli alle superiori seguendo le loro inclinazioni e desideri,  scartando a priori i licei classico e scientifico tappa obbligata della borghesia palermitana, escludendo le scuole private gestite dal clero, ricettacolo della "crème de la crème" cittadina.
TralAlì e Mutante non sono due secchioni, hanno un'intelligenza vivace e buone basi che permettono loro anche di tralasciare lo studio per qualche mese per poi recuperare in extremis. 
E' sbagliato, non si fa, ci litighiamo sù...ma alla fine mi rendo conto che alla loro età anche io ero così (pure peggio visto che sono riuscita anche a farmi bocciare) e che si tratta di una fase che fa parte della crescita. 
Hanno scelto loro cosa frequentare dopo le medie, si tratta di due scuole che, pensando positivo, possono offrire delle opportunità di lavoro già dopo la maturità senza necessariamente dover frequentare l'università.

E' vero: diventi grande e le tue prospettive cambiano, poi diventi genitore e cambiano di nuovo radicalmente.
Poi i tuoi figli crescono e non solo le prospettive cambiano ulteriormente ma addirittura ti ritrovi a riconsiderare sotto una nuova luce dei concetti che credevi facessero parte integrante di te  e del tuo modo di pensare. 
E questo ti destabilizza enormemente. 
Ti fa sentire ipocrita, e ci stai male. 
Poi ci rifletti e rimoduli concetti e prospettive, li adatti alla tua vita e a quella dei tuoi figli.

Ho provato rabbia, tanto da avere i lucciconi ogni volta che penso a quel "coraggiosa", ma alla fine ho deciso di fottermene. 
Forse i miei figli non frequenteranno i figli di notai, avvocati e dottori, ma avranno la possibilità di confrontarsi con culture, stili di vita e condizioni socioeconomiche molto differenti dalla nostra.
Spero ne facciano buon uso, che si arricchiscano di queste diversità, che imparino ad apprezzare a fondo quei "privilegi" di cui è fatta la loro vita.
Io ho cercato di crescerli secondo i princìpi che ho sempre ritenuto giusti, ho cercato di farne persone tolleranti, rispettose delle diversità, capaci di riflettere con la propria testa.
I miei figli non hanno il massimo dei voti, non frequentano scuole esclusive ma quando portano a casa la brutta copia dei temi di attualità (e storia) io sono ORGOGLIOSA delle persone che stanno diventando.
Quindi, cara "Palermobbene" ho un messaggio per te:


23/11/12

5 minuti...

...dura solo 5 minuti, a piedi, il tragitto da casa a lavoro.
Oggi, in questi 5 minuti di camminata, ho dribblato 1 trasloco, 4 cantieri, 3 deficienti in controsenso, un posto di blocco, un venditore di fiorellini di vetro fatti dai detenuti e due cretini fermi sulle strisce che mi hanno costretto ad attraversare in mezzo alla strada.
Questa città mi odia e io non ce la posso fare!

20/01/12

Di blocchi, forconi e pacchi

Non vi parlerò del Movimento dei Forconi, che non ho ancora ben capito e quando non capisco non esprimo opinioni,  forse potrei parlare delle mie sensazioni ma non sarebbe corretto.
Una cosa però la posso fare, raccontare quello che ho visto in città in questi giorni.
Ho visto gente stare in coda al benzinaio (col motore acceso!!!) per oltre due ore in attesa di fare il pieno guardando in cagnesco tutti quelli che avevano avuto la stessa idea
Ho visto le stesse persone rimanere bloccate per altre due ore (col motore acceso!!!) nell'ingorgo venutosi a creare maledicendo tutti gli altri geniacci che avevano deciso di prendere l'auto...(che se lasciavano la macchina posteggiata spendevano meno soldi e sprecavano meno benzina)
Ho visto che molte di queste persone erano anziane
Ho visto anche che, una volta riempito il serbatoio, la maggior parte ha ben parcheggiato l'auto sotto casa e l'ha lasciata lì per l'intera settimana...magari qualche povero disgraziato che aveva bisogno della benzina per lavorare non avrà avuto il tempo di fare il pieno (giusto perchè era a lavorare) e gli avrà svuotato il serbatoio nottetempo eh eh eh
Ho visto che per una settimana il traffico  è stato scarsissimo e sono addirittura scomparsi gli ingorghi nelle ore critiche della giornata, fatto che conferma la mia personalissima teoria secondo cui il 70% dei palermitani non ha un "benemerito attributo maschile volgarmente detto..." da fare e per non annoiarsi si infila in macchina e gironzola tra le vie cittadine
Ho visto gente svuotare gli scaffali  dei supermercati come se fosse scoppiata la guerra... o come se lo sciopero dovesse durare per altri 6 mesi
Per inciso, io cammino a piedi, non ho fatto la coda al benzinaio, non sono rimasta bloccata nel traffico, la spesa l'avevo fatta 7 giorni fa e mi sono goduta la città in versione "domenica d'estate" con poche macchine e aria pulita =)
Ma il blocco forcaiolo, pardon, dei forconi ha colpito anche me: il 10 gennaio ho osato spedire in provincia di Catania un famigerato paccocelere 3 che ad oggi non è ancora stato consegnato.
Il pacchetto, che doveva percorrere poco più di 200 km ha dapprima fatto il giro largo: da Palermo a Roma e da Roma a Catania...
Dopo 6 giorni (che abbia fatto la strada a piedi? ) è arrivato a Catania e...zacchete!...è stato infilzato da un forcone e si è bloccato... ad oggi il sito delle poste (aggiornato a lunedì 16)  mi dice che il pacco è fermo ma la cosa che mi fa impazzire è la motivazione per cui, secondo loro, è fermo....




15/12/11

Vi ricordate...

...il post "Il lato oscuro" ?
E' assodato che molte volte in vita mia ho fatto la figura della perfetta rintronata, ma non mi era mai capitato di fare la mia bella figura di m. cercando di fare un gesto carino...
Lunedì pomeriggio ero in giro per un po' di shopping natalizio e mi sono imbattuta in una coppia di senzatetto che avevo già visto più volte: un uomo ed una donna sulla cinquantina che stazionano nella rientranza delle vetrine laterali di un noto negozio: lui seduto, lei coricata, coperta con un vecchio plaid e con la testa poggiata sulle gambe di lui che passa il tempo a carezzarle il viso.
Ho tirato dritto e mi sono infilata in un bar poco più avanti, ho comprato del latte caldo e delle brioches e glieli ho portati; lui ha ringraziato, lei mi ha rimproverato aspramente a voce piuttosto alta perchè avrei dovuto dar loro soldi invece che cibo: questa scena è durata parecchi minuti (almeno a me è sembrata un'eternità) con me ammutolita e rossa in viso per la vergogna e i passanti che si fermavano ad osservare. Dopo un po' ho salutato e sono andata via.
Mi è rimasto l'amaro in bocca e una sensazione di profonda delusione. Credevo di aver fatto un gesto carino e  non mi aspettavo una cazziata. Non mi sono pentita del gesto ma mi sono sentita un'imbranata e, si, ci sono rimasta male.

04/11/11

Furbizie da guinness

A questo punto metteteci anche nome e cognome del magistrato e/o la fotografia!

02/11/11

Il lunedì è uno stato mentale!

Essì perchè secondo il calendario oggi è mercoledì ma per la mia testa sarebbe lunedì (causa ponte di ognissanti) e nell'ordine:

  • mi sono svegliata al dolce suono di un martello pneumatico sotto la camera da letto (che per una che abita al secondo piano non è male!)
  • mi sono resa conto che il sopracitato serviva a creare ex novo un passo carrabile ergo un parcheggio in meno nella zona blu (se volete rinfrescatevi la memoria clic qua
  • ho avuto l'alzata di ingegno di passare dalle sigarette già pronte al tabacco+cartine+filtrini...
e ci credo che fumi meno: ci ho messo 15 minuti per dare forma a qualcosa che assomigliasse vagamente ad una sigaretta, allora son tornata dal tabaccaio ed ho pure comperato la macchinetta per rollare (in tutto ho speso poco più dell'equivalente di 2 pacchi di sigarette voglio proprio vedere quante ne tiro fuori ) ed anche qui ho perso un quarto d'ora per capirne l'esatto funzionamento. In ultimo il tabacco consigliatomi con molta premura dal tabaccaio ha un aroma terribile...vago sospetto che mi abbia sbolognato il meno venduto, visto che ne aveva una scorta considerevole ben riposta dietro a tutte le altre u.u. 
E a proposito di vaghi sospetti: ecco la "differenziata" della mia città, clic qui, che se penso ai 4 (dicasi 4)  contenitori sparpagliati per casa e a tutte le volte che ho infilato le mani nel pattume per correggere gli errori da differenziata, mi vien voglia di prendere bidoni e contenuto, portarli sotto casa de "l'uomocheride" (inutile ed incapace primo cittadino di questa città che prima di lui faceva un po' schifo ma era mille volte meglio di oggi e per fortuna che sta per scadergli la legislatura) e servirgli un pasto completo...vediamo se anche a lui la differenziata resta sullo stomaco!
Ovviamente al banchetto sarebbe invitato anche il capo della Municipalizzata, ti conosco mio caro e sono orgogliosa e fiera di me stessa che millemila anni fa (quando avevo ancora sembianze da fanciulla in fiore) ho rifiutato un tuo invito bloccando sul nascere eventuali abbozzi di corteggiamenti (oh, non ridete, a quei tempi si usava), mi eri antipatico allora e mi sei ancor più antipatico oggi: in quello che per altre era il tenero sguardo d'artista io vedevo già il viscido merluzzo marcio che si sarebbe dato alla politica...il partito neppure lo scrivo che secondo me lo avete già capito da sole. 

08/07/11

4 cantieri 4!

Una vera tortura! Aiuto! Siamo circondati! Urge transumare!
Sono 4 i "mini cantieri" che circondano il mio palazzo: quello condominiale con il martello pneumatico che continua allegramente a demolire balconi facendoti tremare anche i pensieri, quello del palazzo accanto (vicino vicino alla camera da letto) dove una truce comitiva di operai dai decibel esagerati lavora dallo scorso febbraio e da cinque mesi ci assicura un risveglio traumatico, quello del palazzo di fronte dove da un paio di giorni è in corso la ristrutturazione di un appartamento e quello nuovo di zecca, per strada, dove si scava per sostituire una conduttura! Non avete idea di quanto sia "piacevole" stare a casa...... -.-
Ora, visto che hanno venduto anche un appartamento vicino al mio (volete che non venga ristrutturato???) e che sembra che tra qualche giorno partirà la scarificazione della strada...io questo pomeriggio afferro un paio di valigie, ci ficco dentro scarpe e vestiti per tutta la famiglia, chiudo casa (lasciando il caos intatto e per sistemare se ne parla a settembre...) e transumo alla velocità della luce!

23/05/11

Il delirio assoluto!

Non basta dire che è lunedì per rendere l'idea.
Il mio delirio personale è cominciato con un balzo dal letto seguito da imprecazioni stile scaricatore di porto, causa sveglia che non ha suonato, seguita da un abbozzo di abluzioni mattutine, riempimento al volo della borsa con i vari arnesi per il restauro facciale ed una corsa affannosa verso l'ufficio, con sosta al volo al bar per prendere 2 caffè (ottima mossa) e una brioche.
La scena nelle due ore successive è stata più o meno questa in rapida successione: apertura della  posta elettronica, scrematura della stessa, partecipazione in teleconferenza (o come caspita si chiama) ad una riunione sotto mentite spoglie del marito che si trovava a Roma.
Mentre seguivo (...) la riunione sono riuscita a caricare degli ordini, a rispondere ad alcune telefonate,  a scrivere un paio di mail, a fare colazione e a truccarmi, c'era migliore giornata per un appuntamento al quale NON si deve mancare? No, e allora di volata verso un altra parte della città.
A, piedi of course, anche perchè al delirio personale si aggiunge anche quello istituzionale: oggi è il 23 maggio e la città si paralizza nella zona centrale a causa delle manifestazioni per ricordare la strage di Capaci: prendere l'auto è impensabile; già da ieri in molte strade era vietata la sosta e gruppetti di vigili urbani (non me ne vogliate ma...sembrano avvoltoi) supportati da un esuberante spiegamento di autocarri per la rimozione delle auto (secondo me il sindaco se li fa prestare anche dai comuni della provincia) fanno capannello agli angoli di molte strade. Il traffico era in tilt già da stamane e, ciliegina sulla torta, gli elicotteri sorvolano il centro ad intervalli regolari aumentando la sensazione di confusione.
Sono riuscita a tornare a casa per le 13.30 ho preparato qualcosa che somigliasse vagamente ad un pranzo maledicendo me stessa per aver dimenticato di preparare le polpette ieri sera, ho sparecchiato, ho rifatto i letti e sono tornata in ufficio.
Sono da poco passate le 17.00...gli elicotteri continuano a sorvolare la città, il traffico è più impazzito che mai (un concerto favoloso di clacson...) ed io mi accingo a tornare a casa, non riesco a telefonare a casa visto che il telefono rimanda uno strano segnale (piuttosto isterico) di occupato.
Per le 20 sarà tutto finito spero, il traffico sarà tornato normale, gli elicotteri avranno smesso di fare tremare i vetri delle abitazioni ed anche la stirata e la preparazione delle polpette saranno archiviate.
Posso farcela...credo!
Spero, tornando a casa, di non essere fagocitata da qualche corteo.
Casomai, se tra un paio di giorni non sono tornata a postare, rivolgetevi a "Chi l'ha visto?".

28/04/11

Ieri pomeriggio...

...ricevimento dei prof a scuola. 
Mentre aspettavo i miei turni ho cominciato a notarle.
Sono tante le bionde sicule: ricce, lisce, mosse, lunghe, corte, medie, scalate, vaporose, mielate, platinate, dorate, ramate, "mesciate", luminose, spente, confuse, stratificate, omogenee, optical (sono quelle con la ricrescita color ebano) eccetera eccetera.
Sono davvero tante...così tante che neppure in Svezia... 
I miei sette capelli bianchi (li ha contati NonnaL perchè sono arroccati su un cocuzzolo di ricci e io non riesco a vederli) sentendosi circondati, hanno avuto un brivido di paura...tipo così: 

Tranquilli, ragazzi...piuttosto vi lascio diventare così: mmmh...forse barba e baffi li taglio.

02/03/11

Necrologio

Tacciano le malelingue...io non ho fatto alcuna macumba!
Il vecchio prof è morto. Si proprio lui, l'uomo in mutande che scampanellava allegramente a notte fonda e nutriva un intero stormo di piccioni.
Da circa 3 settimane non era a casa, le figlie dopo la mia telefonata erano venute a prenderlo e si erano accorte che non stava bene...enfisema polmonare, sembra. Un dubbio mi rode il cervello "...e se io non avessi telefonato?...".
Ieri sera ero perplessa: da diverso tempo non arriva la telefonata notturna della vecchietta fusa...che stia male? Stasera le telefono io.
Ero pronta a scrivere un altro necrologio per Ninetta, la clochard di quartiere alcolista e imprevedibile, ma cercando la sua foto in rete ho trovato la smentita alla notizia della sua morte.
Ninetta è viva, ricoverata in ospedale, ma viva.
Quindi auguri Ninetta, spero che tu possa tornare presto a terrorizzare i bambini del quartiere, a lanciare bottiglie di birra vuote alle auto e ai cassonetti, a ballare in desabillé sotto la pioggia, a dormire nell'auto del malcapitato di turno.
Un paio di infarti in tutti questi anni me li hai fatti venire: quella mattina che ho trovato le tracce (anche olfattive) della tua dormita nella mia auto, quella volta che mezza nuda, sotto il diluvio universale, sei sbucata all'improvviso al centro della strada ed hai improvvisato una danza del ventre mentre io continuavo a ringraziare i freni nuovi, quella sera che mi hai fatto saltare per aria urlando a squarciagola dall'angolo buio del marciapiede...ma sei anche la stessa persona che, teneramente, una sera non voleva accettare pizza e patatine perchè credevi che fossero per i miei bimbi.
Lunga vita a te Ninetta... il quartiere ti aspetta :)

28/07/10

Metti un pomeriggio che...

...la logistica familiare ti porta a dovere aspettare tuo marito che incontra i clienti. Cosa fai? Ti puoi annoiare....fare un po' di shopping (e buttare magari roba che hai nei cassetti da una decina di anni)...cazziare in maniera spropositata una settenne che con infinita cattiveria ha pestato di proposito la zampa di un randagio malato che dormiva...e poi osservare (e prendere appunti microscopici su un cartoncino di medicinali) per fare un post.
Comincia per caso mentre stai fuori dal grande magazzino o dal centro commerciale per fumare una sigaretta e pian piano l'occhio della pettegola comincia a mettere a fuoco e vede....
  • quelli che ancora tentano di entrare dal lato sbagliato delle porte scorrevoli nonostante il negozio sia aperto da oltre 20 anni
  • i/le mammadipendenti: adulti più che trentenni che non comprano uno spillo senza la presenza, il consiglio e il benestare della genitrice . Li riconosci dallo sguardo perso nel nulla mentre la madre dispensa consigli parlando fitto, fitto.
  • quelli che vanno di corsa e...
  • quelli che vanno nei centri commerciali per "passiàre" (passeggiare) godendosi il fresco
  • i rappresentanti. Li riconosci da lontano: all'inizio credi che il caldo ti abbia dato alla testa e di essere in preda alle allucinazioni: "occielo!!! pinguini a spasso per la città a fine luglio??? " "...Ah no, rappresentanti in giacca e cravatta......"
  • le bonazze (ma non tutte belle) della Lap: tacco a spillo, succintissime e pesantemente truccate...sembrano appena staccate dal palo della lap anche se vanno a comprare solo la carta igienica
  • le modelle ingioiellate: stesso genere di cui sopra ovviamente più eleganti e meno volgari
  • Le famiglie in gita: padre, madre, sassolata di bambini da 0 a 11 anni, sorelle e fratelli con famiglia a seguito, coppia di fidanzatini ed anziano di turno...questi si spostano in blocco e li trovi nella stessa formazione anche in spiaggia (e qui ci vorrebbe un post a parte =)) )
  • i "piruocchi arrìnisciùti": griffati dalla testa ai piedi (mutande comprese ci scommetto!) ma appena aprono bocca sono terrificanti: non riescono a mettere in fila due parole in un italiano accettabile.
  • le cetacee fasciatissime e...
  • quelle drappeggiate (io appartengo a quest'ultima categoria) :p
...e siccome rimanevo ferma, con la matita in mano, a guardarli passare molti avevano lo sguardo terrorizzato che potessi fermarli per provare a vendergli qualcosa :D

15/07/10

"Assicutàta"...

...la traduzione letterale dal panormita è "inseguita" ma generalmente indica quella condizione in cui sei talmente oberato di cose da fare da correre a destra e sinistra come se fossi inseguito.
E' ufficiale sono "assicutàta"!
Sono stanca, e quando sono stanca divento nervosa, e quando sono nervosa (oltre a sbraitare come un'aquila) ho la lacrima facile, aggiungiamoci anche la sindrome premestruale, il caldo, la pressione rasoterra, il fatto che ancora ho due case in mezzo, di cui una da sistemare, gli impegni (familiari e lavorativi) che continuano ad accumularsi ed il quadro è abbastanza chiaro, desolante ma chiaro! :-t
Sono davvero spompata e a corto di argomenti, motivo per cui ho deciso di prendere una pausa (quantomeno) dal blog, tornerò appena ritorna il buonumore (o il sarcasmo).
Approfitto di questo post per scusarmi con tutte le amiche di Casteldisedano che non sono riuscita ad incontrare (spero di farmi perdonare) ma gli ultimi due giorni sono stati oltremodo convulsi tra voli cancellati e riprenotati, arrivi e partenze, corse da e per l'aeroporto...no comment!
Spero più tardi di riuscire a transumare definitivamente (scongiuri! scongiuri!) approfittando dell'ora di pranzo per evitare i branchi di panormiti autostradali.
A proposito di autostrada...permettete uno sfogo?
Ai lobotomizzati-menteccati-cerebroprivi che si fermano in autostrada presso lo slargo dove sorgono i monumenti che ricordano la strage di Capaci, per scattare la foto ricordo sotto l'obelisco, auguro che le loro vacanze vadano in malora tra lunghe sedute provocate da dissenteria fulminante, terribili ustioni multiple da medusa e miriadi di morsi di insetto che spero si trasformino in piaghe purulente.
E' una cosa che non sopporto, la considero un'offesa personale.
Per me quel tratto di autostrada è una ferita ancora aperta, non riesco a vedere l'asfalto nuovo anche se ci passo sopra.
Nei miei occhi è ancora sventrato come nella primavera del '92...ricordo chiaramente l'eco lontana del boato che ho sentito e l'inferno delle sirene dei mezzi di soccorso.
Ricordo quel pomeriggio di sabato del 23 maggio come se fosse ieri. Ricordo tutte le sensazioni provate: la paura, lo sgomento, la preoccupazione per le persone a me care che avevo salutato poco prima e che sapevo stavano percorrendo quel tratto di autostrada, la rabbia, la confusione, il dovere lavorare per raccontare quanto accaduto ad una città sconvolta e amutolita, quando per prima mi sentivo sconvolta e ammutolita, e tanti particolari di quella sera, di quella notte che sono incisi dentro di me e che non ho voglia di raccontare.
Per questo non mi va giù il "ricordino fotografico" con lo scemo di turno che sorride con espressione ebete e soddisfatta, pensando già a quando mostrerà la foto ad amici e parenti.
Io lo considero di pessimo gusto...come farsi fotografare sorridenti al cimitero accanto ad una sepoltura.
A presto.
PS La foto l'ho presa da questo sito e se qualcuno s'è offeso per le mie invettive vada a rinfrescarsi la memoria.

11/06/10

Voci di piazza!

...e scopri della tua vita cose che non hai mai fatto, parole che non hai mai detto, decisioni che non hai mai preso...e tutti ne parlano come se fosse vero!
Ne abbiamo riso per tutta la sera, perchè la realtà è ben diversa e perchè fortunatamente è roba innocua, ma in fondo agli occhi è rimasto un lago di perplessità
e un paio di domande continuano a frullarmi in testa: "ma come fanno a mettere in giro certe storie e a raccontarsele fino a farle tornare alle loro orecchie come verità?" ma sopratutto: "perchè in questa città nessuno si fa i c**zi suoi?"