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05/11/20

Karma...e sangue freddo

I dpcm sono ormai diventata l'unità di misura dello scorrere del tempo in questo anno che difficilmente dimenticheremo.

Tra un dpcm e l'altro il mese di ottobre è scivolato via velocissimo e ci ritroviamo a novembre con una nuova serie di restrizioni nel tentativo di rallentare i contagi che ormai anche qui in terronia stanno diventando, purtroppo, pane quotidiano e cominciano a colpirci da vicino: non passa giorno senza che arrivi la notizia che qualche parente, amico, conoscente, collega è risultato positivo al tampone. 

In famiglia si cerca di mantenere il buon umore e la speranza, si esce pochissimo e solo per lo stretto indispensabile, cerchiamo di proteggere le nonne che ormai non vediamo da oltre una ventina di giorni con la speranza di poterci riunire senza pericolo almeno per le feste. 

Personalmente cerco di non farmi prendere dal panico e dalla disperazione; affronto un giorno alla volta  sforzandomi di pensare positivo, di cercare la bellezza e i pensieri positivi, impegnandomi in nuovi progetti che mi tengano occupata: uncinetto, gruppi di lettura, corsi on line di bon ton (non è mai troppo tardi per diventare una donnina a modo), pianificazione del Natale a dita incrociate (nuova disciplina legata all'andamento dei dpcm).

Mi rifiuto di farmi contagiare da quella che sembra essere diventata la moda del momento soprattutto sul web: sfogare sugli altri la propria frustrazione.

A marzo si diceva che saremmo usciti migliori da questa pandemia, sono passati sei mesi, la pandemia è ancora in corso e mi sembra che la gente faccia a gara per dare il peggio di se: su qualsiasi social è tutto un fiorire di offese, cattiverie, malignità. Urla virtuali che però hanno anche loro un lato positivo: mi aiutano a capire molto velocemente con chi non voglio interagire.

Non parliamo poi dei detentori-illuminati-tuttologi delle Verità Assolute (faccia di me perplessa e leggermente schifata). Recentemente ho scoperto una cosa bellissima che mi ha aperto gli occhi su determinati atteggiamenti e mi ha fatto ridere pensando ad alcuni soggetti dell'entourage familiare, si tratta del cosiddetto Effetto Dunning-Kruger cliccate sulle parole in grassetto e vi si aprirà il link che vi consiglio di leggere ;)

Ma il karma che c'entra? C'entra, c'entra! 

Per una vita ho schifato e snobbato Facebook, avevo un account, creato giusto per tenere d'occhio la figliolanza, che poi ho cancellato senza neppure togliere la ragnatele quando i ragazzi hanno abbandonato FB. 

Poi è arrivato il secondo dpcm d'autunno (suona romantico ma non lo è) e hanno chiuso le palestre, a questo punto la struttura dove seguo i corsi di power yoga ha pensato bene di continuarli on line e tra tutte le meravigliose soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia moderna ha scelto FB.

Perplessa e incredula ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco e pur di continuare (l'inattività del primo lockdown non ha fatto bene alle mie articolazioni) ho creato un account sul social che più detesto. 

Se non è karma non so come chiamarlo!

 

13/01/20

Uffici pubblici? No,grazie

Il mio rapporto con gli uffici pubblici è assolutamente bipolare.

Avete presente quando nei film parte la sequenza con il protagonista che sbrocca, si infuria, distrugge tutto urlando come un ossesso e poi -PUFF- cambio scena: il protagonista in realtà è ancora lì fermo, immobile a subire la situazione?
Ultimamente, avendo avuto a che fare con troppi uffici pubblici, questo scenario si è ripetuto diverse volte.

Sono riuscita a ringraziare sorridendo l'impiegato della agenzia delle entrate che, dopo avermi fatto fare avanti e indietro per 4 mesi e aspettare un'ora "a màtula", ha messo il timbro necessario su una pratica avviata solamente 11 anni prima.
Per l'assenza del timbro e il mancato protocollo della pratica ci era stata notificata una multa di quasi 500€.

Mi sono arresa all'impossibilità di effettuare una voltura on line del contratto di fornitura dell'acqua per manifesta incapacità dell'impiegato che via email continuava a richiedere certificati e documenti inutili.
Alla decima mail mi sono rotta le scatole e sono andata a fare la voltura di persona: gran parte dei documenti e certificati richiesti via mail erano assolutamente non dovuti (ma va'?). 
In mezz'ora tutto fatto e cordiali ringraziamenti all'impiegata. 

Domani mi tocca andare all'ufficio anagrafe e presentare un modulo in cui chiedo di correggere il mio cognome negli atti di matrimonio: qualche genio del male ha pensato bene di aggiungere una vocale al mio cognome, pertanto se richiedo il certificato a nome mio risulto non sposata (il che volendo potrebbe avere anche qualche risvolto positivo XD), mentre se lo richiedo a nome di mio marito spuntano i miei dati ma con il cognome storpiato.
E così domattina alle 6.30 la sveglia suonerà, prenderò la metro per mettermi a turno all'ufficio anagrafe verso le 7.30, attenderò l'apertura degli uffici prevista per le 8.30 per presentare un'istanza di "correzione errori materiali di scrittura".

Ancora una volta sorriderò e ringrazierò mentre dentro sarò una furia nei confronti di chi non è neppure capace di ricopiare correttamente un cognome.






09/12/19

ORGOGLIOSA E COCCIUTA

Qualche post fa vi ho scritto del carattere che è peggiorato e che alcune peculiarità  alcuni difetti si sono accentuati.
Da sempre se una persona mi ferisce, per quanto mi riguarda, cessa di esistere: non discuto, non litigo semplicemente smetto di considerarla e vado per la mia strada, ciò non toglie che resto lì in attesa del tocco sereno del karma o del momento propizio per restituire la "cortesia".
Tra questi individui annovero anche Bettyboop e Crudelia sua madre.
Di Betty ho taciuto in questi ultimi anni perché lei e il Santo si sono separati e, per mia buona pace, non sono stata più costretta a frequentarla. 
L'ho incontrata solo una volta in occasione della cerimonia di laurea di nipote Gandhi e in quella circostanza, ad un mese esatto dalla morte di mio padre, lei e sua madre (che pur avendolo saputo non si erano disturbate nemmeno a telefonare) hanno "dimenticato" di farmi le condoglianze.
Bene! Brave! A buon rendere.
Questo mio atteggiamento mi porta, a volte, a prendere delle decisioni che vanno anche a scapito della mia comodità.
Ho smesso di frequentare la comoda palestra sotto casa e il corso tri settimanale di poweryoga (anche questo in un orario comodissimo) per manifesta indegnità sociale della proprietaria.
Se hai un'attività commerciale non ti puoi permettere di trattare i clienti come se fossero cacche puzzolenti. 
E' quel tipo di persona che ha più riguardo per gli animali che per gli esseri umani e ho notato che spesso queste persone hanno serie difficoltà a relazionarsi con i propri simili.
L'ho vista più di una volta rispondere sgarbatamente a richieste educate e del tutto legittime e anche nei miei confronti si è comportata in maniera talmente indelicata e scortese che, senza fare alcuna discussione, ho deciso di non frequentare più la sua palestra (e pare che la stessa decisione sia stata presa da parecchie altre persone). 
Ma c'è sempre un ma.
Io ho bisogno di questo tipo di attività perché mi fa bene fisicamente e mi aiuta anche a livello psicologico e in questi anni mi sono trovata benissimo con l'istruttore che conosce i miei problemi fisici ed è sempre molto attento.
Così ho cominciato a "cercare" on line e finalmente l'ho trovato in un'altra palestra:
Mi sono iscritta a novembre e ho ripreso a frequentare i suoi corsi.
L'orario è scomodissimo: dalle 14.30 alle 15.30, la palestra è bruttina e per raggiungerla ci vogliono 20 minuti di camminata a piedi.
E ogni volta che mi viene il dubbio di avere fatto una min**iata ripenso all'espressione acida della proprietaria della vecchia palestra e dico a me stessa che l'orgoglio ha il suo prezzo e che va bene così



04/06/18

Vita vissuta

Lunedì mattina (già troppo caldo per i miei gusti) sullo stesso marciapiede io e lei.

Lei: bionda, longilinea, alta (e per giunta con i tacchi) scende dallo scooter con movenze feline, si toglie elegantemente il casco ed esegue un perfetto swuuuiiiiiischhhh con la fluente capigliatura senza neppure accennare a perdere l'equilibrio.

Io: capelli arruffati che sfidano la forza di gravità, leggins e maglietta sbracata, caracollo affannata in direzione della palestra ed inciampo nel nulla.

Cala il sipario (anche sull'autostima).

17/12/17

Penelope, scansate!

Come una novella Penelope continuo ad avviare lavori all'uncinetto e, arrivata a buon punto, disfo tutto.
Sono già al terzo tentativo per un scialle leggero leggero con una bella lana sottile sfumata e al quarto (o quinto?) per una copertina rosa che dovrei terminare entro gennaio... per non parlare delle decine di lavori lasciati a metà...
Mi detesto quando faccio così!
Foto presa qui

21/11/17

Di cedimenti strutturali ed altre amenità

E' cominciato tutto in luglio quando il mio rapporto con la corsa, che si faceva sempre più coinvolgente e soddisfacente, è stato bruscamente interrotto da una malefica intrusa: la spina calcaneare.
Radiografie, visita ortopedica e il responso è stato "statte ferma ma 'ndo corri?!" 
Contestualmente a causa di un brutto (bruttissimo) movimento (avete presente Fracchia mentre cerca di sfilarsi il reggiseno sportivo "monoblocco"? Uguale uguale!) mi è venuto un forte dolore all'articolazione della spalla destra che, secondo l'ortopedico, altro non era se non uno strappo muscolare che sarebbe guarito da solo.
Passano i mesi e 'sto fantomatico strappo muscolare continua a provocare dolore oltre che a limitarmi nei movimenti.
A settembre decido di rivolgermi ad un fisiatra secondo il quale si tratta di problemi alla cervicale e alla schiena in generale, mi consiglia di iscrivermi ad un corso di pilates per rendere maggiormente elastica la colonna vertebrale e mi manda da un secondo fisiatra che, in ottobre, con un paio di sedute mi "scrocchia" tutta e riesce a sbloccare parzialmente l'articolazione che continua comunque a far male con determinati movimenti.
Nel frattempo mi iscrivo in una palestra vicino casa per iniziare pilates e qui sorvoliamo pietosamente sulla mia agilità e leggiadria e sul fatto che un paio di 70enni sono molto più agili della sottoscritta...


Prima dell'inizio delle lezioni informo l'istruttore che sono da rottamare e con onestà elenco tutti gli acciacchi.
Omino coscienzioso e attento, l'istruttore mi tiene d'occhio per evitare che io possa fare ulteriori danni e dopo un paio di settimane se ne esce con un consiglio: vai a fare un' ecografia alla spalla.
Prendo appuntamento e finalmente nel giro di pochi minuti abbiamo un verdetto: una bella lesione al tendine.
Ecco, in quel momento ho avuto una reazione mooolto matura... ero infuriata contro i medici precedenti che avevano minimizzato, rossa di rabbia (credo di aver raggiunto la tonalità Pantone 195C)  con le orecchie che ronzavano e una gran voglia di spaccare tutto.
In un attimo di lucidità mi sono resa conto che non sarebbe stata una cosa carina e ho cercato di darmi una calmata anche se una decina di lacrimoni sono riusciti a fare passerella (e grazie Doc che lo hai raccontato a mio marito durante la visita successiva).

Giusto per dare un'idea della tonalità!

Adesso mi tocca fare una risonanza magnetica per capire se, in questi quattro mesi, sia stata compromessa la funzionalità del muscolo e poi si deciderà come intervenire.
Intanto quella piccola infame della Pollyanna che c'è in me (prima o poi la strozzo) mi ha fatto notare con orgoglio che sto diventando brava ad usare la mano sinistra.
Nel frattempo sono ancora in attesa dei risultati del referendum indetto dai miei ormoni che dovevano votare si o no sulla menopausa.
Al momento vige il caos assoluto e di conseguenza ho saltato due cicli per poi averne uno che ha compensato abbondantemente.
Sono tornate le caldane anche quest'anno in autunno, non capisco questa fissazione per i mesi di settembre e ottobre ma va bene così, penso che se fossero venute in estate sarei potuta morire sul serio per autocombustione.
Tirando le somme, a sei mesi esatti dal 50° compleanno, mi ritrovo nel bel mezzo di un cedimento strutturale travolgente che non fa sperare niente di buono per i 50 anni a venire...


30/03/17

Ghiaccioli al carciofo 34

Ormai è assodato: a casa mia esiste una sacca spazio temporale dove vanno a finire i calzini che si spaiano durante il lavaggio e tutti gli accendini che un momento prima erano in tasca!

22/02/15

La gita

Un esempio riferito al post precedente? Eccolo:
Veglia funebre.
Una signora si avvicina alla vedova e chiede:
"Come mai l'avete portato in clinica? stava male?"
Io, tra me e me: "Naaaa, volevano portarlo in gita!"

21/02/15

Avviso

Quando il mio viso è inespressivo e il mio sguardo perso nel nulla e vi sembra che abbia la stessa espressione concentrata della mucca che guarda passare il treno. 
Sappiate che in quel momento, solitamente del tutto inappropriato, ho appena notato o sentito qualcosa che ha fatto scattare un commento sarcastico che sto sforzando di non esternare!

01/07/13

Riflessioni terra-terra.

Va be', lo so, il concetto di riflessione accostato alla mia persona è a dir poco fuori luogo non per niente, infatti, ho aggiunto "terra-terra".
Personalmente credo che il mio modo di interagire sul web e sui social rispecchi, nel bene e nel male, il mio carattere: mi accosto in punta di piedi cercando in primis di capirne i meccanismi, cerco di non essere invadente, offensiva o pedante, anche se involontariamente mi è capitato di urtare la suscettibilità di qualcuno particolarmente sensibile e/o poco incline all'ironia. 
Voglio sentirmi libera nella presenza e nella frequenza. 
Non voglio vincoli di alcun genere e se per settimane decido di non frequentare l'uno o l'altro lo faccio a cuor leggero, perchè nulla mi fa stancare di una cosa quanto il sentirla come un obbligo.
Voglio essere libera di potermi esprimere, libera di usare ironia e sarcasmo e di non rispettare le finte regole inventate dallo pseudoesperto di turno. 
Grazie al cielo non sono ossessionata dalla quantità di follower, mania che a mio avviso snatura l'essenza di libertà.
Sul web, come nella vita, porto rispetto e lo pretendo.
Non ho mai provocato una lite nè accettato provocazioni. 
Posso aver avuto qualche battibecco o diversità di vedute ma non sono mai degenerate, forse ho semplicemente avuto la fortuna di trovare sempre persone intelligenti anche tra quelli che la pensano diversamente da me.
Ritengo che porsi in maniera educata sia d'obbligo anche se tollero (e a volte uso) il turpiloquio. 
Invece pur essendo agnostica mi disturba, e parecchio, la bestemmia che sembra andare tanto di moda tra gli under 25.
Va da sè che ogni social ha per me una diversa forma di coinvolgimento: il mio preferito è Twitter che in molti continuano a non amare e a non capire, c'è pure chi lo frequenta usandolo in maniere fastidiose e inopportune, ma quella è un'altra storia ;)
Segue il Blog, che considero "casa mia" e dove mi sento assolutamente a mio agio, unico posto in cui pretendo che vengano osservate le mie regole. 
Ultimamente sul blog sto facendo "pulizie" eliminando dalla lista dei blog che seguo quelli che non vengono aggiornati da tempo, quelli che nel frattempo sono stati resi privati, quelli che "non ho idea del perchè ho cominciato a seguirli". In pratica da una lista iniziale di oltre 400 blog sono arrivata a poco meno di 300 e sono decisa ad arrivare a seguirne non più di 100! Il tempo a mia disposizione sembra essere sempre troppo poco quindi preferisco seguirne pochi ma buoni.
Del Forum che dire? Oscillo tra periodi di frequenza costante e periodi di abbandono ingiustificato.
Per FB solo poche parole: continua a non piacermi ma continuo a usarlo per monitorare la prole e per gli avanzamenti di livello di Candy Crush (faccina mortificata!).
Infine immenso amore e gratitudine per Pinterest: la mia isola felice, il posto della cose belle, lo scrigno delle idee e dei link, dove mi rifugio (letteralmente) quando sono particolarmente nervosa o di cattivo umore. Pinterest riesce a distrarmi e rilassarmi, anche se resta sempre una punta di insoddisfazione per tutte le cose che vorrei fare e per le quali mi manca il tempo...


10/05/13

Di scuole, "ggente" e incazzature...

Sarà l'età, o  forse è solo la primavera ma sono particolarmente stanca ed insofferente.

Insofferente nei confronti della società che mi circonda e del modo piccolo, miope e provinciale che la "Palermobbene" (da leggere rigorosamente con le vocali aperte e la b doppia) ha di condurre la propria esistenza e di giudicare gli altri.
Mi riferisco al tono schifato con cui una persona mi ha definito "coraggiosa".
Coraggiosa perchè ho iscritto i miei figli alle superiori seguendo le loro inclinazioni e desideri,  scartando a priori i licei classico e scientifico tappa obbligata della borghesia palermitana, escludendo le scuole private gestite dal clero, ricettacolo della "crème de la crème" cittadina.
TralAlì e Mutante non sono due secchioni, hanno un'intelligenza vivace e buone basi che permettono loro anche di tralasciare lo studio per qualche mese per poi recuperare in extremis. 
E' sbagliato, non si fa, ci litighiamo sù...ma alla fine mi rendo conto che alla loro età anche io ero così (pure peggio visto che sono riuscita anche a farmi bocciare) e che si tratta di una fase che fa parte della crescita. 
Hanno scelto loro cosa frequentare dopo le medie, si tratta di due scuole che, pensando positivo, possono offrire delle opportunità di lavoro già dopo la maturità senza necessariamente dover frequentare l'università.

E' vero: diventi grande e le tue prospettive cambiano, poi diventi genitore e cambiano di nuovo radicalmente.
Poi i tuoi figli crescono e non solo le prospettive cambiano ulteriormente ma addirittura ti ritrovi a riconsiderare sotto una nuova luce dei concetti che credevi facessero parte integrante di te  e del tuo modo di pensare. 
E questo ti destabilizza enormemente. 
Ti fa sentire ipocrita, e ci stai male. 
Poi ci rifletti e rimoduli concetti e prospettive, li adatti alla tua vita e a quella dei tuoi figli.

Ho provato rabbia, tanto da avere i lucciconi ogni volta che penso a quel "coraggiosa", ma alla fine ho deciso di fottermene. 
Forse i miei figli non frequenteranno i figli di notai, avvocati e dottori, ma avranno la possibilità di confrontarsi con culture, stili di vita e condizioni socioeconomiche molto differenti dalla nostra.
Spero ne facciano buon uso, che si arricchiscano di queste diversità, che imparino ad apprezzare a fondo quei "privilegi" di cui è fatta la loro vita.
Io ho cercato di crescerli secondo i princìpi che ho sempre ritenuto giusti, ho cercato di farne persone tolleranti, rispettose delle diversità, capaci di riflettere con la propria testa.
I miei figli non hanno il massimo dei voti, non frequentano scuole esclusive ma quando portano a casa la brutta copia dei temi di attualità (e storia) io sono ORGOGLIOSA delle persone che stanno diventando.
Quindi, cara "Palermobbene" ho un messaggio per te:


04/03/13

Quella straordinaria...

...inequivocabile, paralizzante sensazione di panico che ti coglie quando realizzi di avere mandato a monte quattro anni di riservatezza.
E non è neanche colpa mia!

01/06/12

Mi rilasso... lunedì

Il mio personale concetto di relax è delimitato da alcuni semplici, fondamentali paletti che vado ad elencarvi:

*Spiaggiamento in posizione orizzontale o semi orizzontale
*Libri e/o musica e/o lavori manuali da poter effettuare nella posizione sopradescritta
*Possesso di sigarette e/o tabacco in quantità sufficiente
*Ombra e Fresco
*Eventuale pennichella random
*E, possibilmente, non cucinare

Casa mia - interno sera - mercoledì
Io sto preparando la cena, il Bello entra in cucina con aria sorniona:
"Sai cos'ho pensato?"
Io, continuando a spignattare: "no"
Lui: "venerdì sera lasciamo i ragazzi in campagna da tua madre ....
(di colpo la mia attenzione è al 100%)
...poi torniamo in città...
(nella mia mente cominciano a farsi largo immagini di dolce far niente)
...sabato mattina ci alziamo col nostro comodo...
(oh si, si, si, si!)
...prendiamo la moto...
(....cooosaaa?!?...)
...raggiungiamo il pontile, prendiamo il gommone, la tenda e facciamo campeggio nautico per due giorni!!"
(..................................................ploff!......................................)
Sorride felice e mi guarda in attesa di una reazione di entusiasmo che tarda ad arrivare.
"Non sei contenta?"
Io, con la faccia del condannato a morte, mimando il gesto di sventolare una bandierina: "Yu....hu!"
Lui, deluso: "se vuoi vado da solo..."
Io, rassegnata: "............................................no......................"
The End



Della scomodità del pernottamento non mi frega granchè visto che dormo ovunque e in qualsiasi posizione. 
Quando mi addormento (personale interpretazione di morte apparente) non mi svegliano neppure le esplosioni dentro casa (è successo realmente e passata l'emergenza mi hanno dovuto svegliare per accertarsi che non fossi morta nel sonno...).

Ma odio il caldo e al mare sto bene solo a mollo o in navigazione.
Ho due simpaticissime patologie dermatologiche: la prima avrebbe bisogno di sole, la seconda viene scatenata dall'esposizione al sole motivo per cui sono costretta allo spalmamento cadenzato di creme solari con fattori di protezione assurdi che neppure gli svedesi o gli albini...il solo pensiero mi innervosisce.

Fossi in mio marito non sottovaluterei anche un altro piccolo particolare: io mi sveglio sempre incarognita con il mondo intero, staccherei la testa al primo che mi dice "buongiorno" (si dice ciao, perchè se è davvero un buongiorno lo scopriremo solo tra un paio di ore!!!) e torno di un umore vagamente umano solamente dopo la famosissima e mai troppo apprezzata sequenza caffè-cibo-caffè-sigaretta-magari-di-nuovo-caffè.
In caso di emergenza si invertono i termini della sequenza mettendo la sigaretta al primo posto, in questa maniera la nicotina va in circolo e ci sono 20 minuti di relativa tregua durante la quale è meglio che ci sbrighiamo (preeeeestoooo) a trovare caffè-cibo-caffè.
Prevedo un cazziatone spaventoso appena sveglia: ovviamente non ci sarà caffè, io mi accenderò una sigaretta, lui (ex fumatore dei miei stivali) avrà da ridire ed io mi trasformerò nel mitologico essere mezzo Hulk e mezza iena!
Credo che uno dei due (al 70% io) finirà a mollo "ca' matinata".

Ma la cosa che più mi sta facendo andare fuori di testa è il problema minzione.
Non quella durante il giorno che col bagnetto strategico risolvo egregiamente ma...
LEI, la prima del mattino.
LEI quella terribile, da fare assolutamente entro 10 secondi dopo avere conquistato la posizione verticale altrimenti le conseguenze sono catastrofiche stile "sono un fiume in piena ed esonderò tra 3...2...1...oooops".
LEI quella che non conosce mezze misure: al mattino o ti alzi per prima o aspetti che tutti gli altri siano usciti di casa per avere campo libero.
Mi sono spiegata? Il Niagara delle minzioni, quella che non ti lascia scampo...e per la quale non siamo preparati!
Noi, gommonauti nudi e crudi che circa un anno fa abbiamo fatto una traversata notturna di cinque ore con mare forza 5 e grecale a traverso bagnandoci fino alle mutande, non abbiamo il bagno chimico!
Io sono convinta che uno di noi tre: io, lui o il matrimonio non sopravviverà a questo fine settimana.





09/02/12

Bimbominkia a chi?

Va bene, va bene....in qualità di genitrice di una 14enne e di un quasi 13enne probabilmente sono un po' di parte...ma io questa storia di "tutti contro i bimbominkia" non la capisco davvero, perchè ricordo molto bene il periodo della mia adolescenza. 
Per i più curiosi e maligni: sì, i dinosauri erano già estinti da un pezzo, la guerra era finita e la tv era già a colori!
Ricordo i sentimenti, i sogni e gli entusiasmi tipici di quell'età, l'euforia  e la convinzione di essere "più" di tutti, di sapere tutto della vita ed il senso di inadeguatezza che ti arrivava addosso all'improvviso. 
Essere adolescenti è forza e fragilità al tempo stesso, è voglia di ridere fino a farsi mancare il fiato e di piangere tutte le lacrime del mondo sempre senza un motivo.
Ricordo le prime incursioni nel mondo del rock, nelle cose "da grandi"...a volte troppo grandi,  ricordo anche la passione per certi cantanti che ora, a quasi 44 anni, non confesserei neanche sotto tortura e ricordo il poster (quello gigantesco!) di Rambo regalatomi dal gestore del cinema, che per un paio d'anni  rimase appeso ad occupare l'intera parete sopra il mio letto. 
Trent'anni fa (ma anche 20) le nostre passioni, le manie, le prime cotte e le conseguenti delusioni, rimanevano dentro confini ben precisi: il diario segreto, quello di scuola, la comitiva e le pareti della stanzetta. 
L'adolescenza con tutta la sua carica di entusiasmo, arroganza e avventatezza non se ne andava allegramente in giro per il mondo a cavallo di Facebook, Twitter e quant'altro... in quegli anni, i computer andavano a carbone ed erano per lo più "roba" per l'ufficio ed il Commodore 64 non era certo il pc portatile o il tablet dei nostri giorni; alcuni di voi forse non se lo ricordano ma all'epoca non c'erano i telefoni cellulari e neppure gli smartphone.
Oggi gli adolescenti hanno invaso la rete, e ben vengano a ricordarci che c'è un'età in cui ti sembra di poter dominare il mondo, in cui credi che la tua vita sarà piena di esperienze eccezionali e grandi soddisfazioni e che anche noi, un tempo, siamo stati così. 
Spero che riescano a ricordare la propria adolescenza anche tutti quei 30/40enni che ce l'hanno a morte con i cosiddetti "bimbominkia".
Adulti che frequentano i social network come fosse un lavoro, che si prodigano per la libertà della rete ma caccerebbero gli adolescenti fuori da tutti i social network; che sostengono emergency ma sono intolleranti verso le fan di Justin Bieber e simili.
A queste persone consiglierei di fare mente locale e sforzarsi di ripensare a sè stessi 14enni, di andare a rileggere i diari (anche scolastici) della loro adolescenza: ritroveranno passioni assurde, idoli inconfessabili ed anche qualche errore di grammatica... e magari, se la serietà non li ha completamente soffocati, troveranno un barlume di tolleranza per gli adolescenti di oggi (che sono messi molto peggio di noi ma cerchiamo di non farglielo capire).
A questi 30/40enni convinti di essere depositari del dono della perfetta fruizione del web (e della vita in generale) suggerirei infine di ispirarsi a persone come Ermanno Ferretti insegnante e scrittore, che con gli adolescenti ci lavora ogni giorno e riesce a ridere con loro, non di loro (e per dirla tutta è stato un suo tweet di qualche tempo fa che ha dato lo spunto a questo post).
Infine un paio di specifiche per mettere a tacere le malelingue:
TralAlì ascolta musica punk, rock e metal degli anni 70/80, Mutante ama il rap e  Ermanno "Scrip" Ferretti non mi sta pagando per la citazione ;)

01/02/12

Strage evitata...per questa volta ;)

Che io e le poste non andiamo molto d'accordo è ormai noto e risaputo...qui e qui... purtroppo però, per un motivo o per un altro alla posta ogni tanto ci devo andare, e questa settimana ci sono dovuta andare sia lunedì che martedì pomeriggio (ebbene si, gli dei mi odiano!).
Lunedì pomeriggio preso il turno ho frettolosamente e incautamente gongolato per due motivi: davanti a me c'erano solo 12 persone e per di più giusto ieri cominciava l'orario "lungo" grazie al quale lo sportello rimane aperto fino alle 19.10. 
Ma non ho fatto i conti con una delle contorte leggi dell' Universo Postale quella per cui l'aumento dell'orario di apertura dello sportello è direttamente proporzionale alla lentezza degli impiegati ed inversamente proporzionale al numero degli sportelli aperti.
E gli allegri (?) impiegati dell'ufficio postale sotto casa sono "osservantissimissimi" delle leggi dell' U.P. 
di conseguenza su 9 sportelli solo 2 erano aperti e per far scorrere 12  numeri ci sono voluti la bellezza di 50 minuti...
Martedì pomeriggio credo di avere battuto ogni record di idiozia postale visto che per 10 minuti ho dovuto fare la fila allo sportello con nessuno davanti!!!
Mi spiego: ore 15:26 entro e prendo il numerino 158,  il display sullo sportello segna che l'ultimo numero servito è il 157, quindi mi piazzo davanti l'impiegato che mi guarda, guarda le tre buste corredate di bollettini e ricevute di ritorno che ho in mano e continua a fare il suo lavoro per 10 minuti come se io non esistessi.
Ore 15.35 chiude finalmente il suo plico e fa scorrere il numero sul display, accoglie le mie buste e con aria serafica mi comunica che le mie raccomandate partiranno domani visto che il plico che ha chiuso (con10 minuti d'anticipo) conteneva l'ultima posta in partenza della giornata.
Mutismo e sguardo gelido da parte mia... mentre nella mia testa prendevano corpo scene pulp degne del miglior Tarantino... poi siccome in questa vita non mi è dato di somigliare fisicamente ad Uma Thurman ho preferito il mutismo alla strage degli impiegati, ho pagato e sono andata via.
Tornando verso casa continuavo a riflettere sul senso di frustrazione che determinati episodi ti lasciano dentro e su quale sia il limite di sopportazione di un essere umano prima di dare il via alla propria personalissima interpretazione di "Un Giorno di Ordinaria Follia"

15/11/11

Fatemi capire!

TralAlì : "Mamma sai, la scuola offre l'opportunità di frequentare il quarto anno in America per conseguire il diploma americano e poi tornare in Italia per conseguire quello italiano il quinto anno."
Io: "Poi vediamo, dipende dai risultati che ottieni in questi primi tre anni..."
Mutante: "Mamma sai, io vorrei proseguire gli studi in accademia militare."
Io: "Poi vediamo, intanto vedi di finire la scuola media..."
Ora fatemi capire una cosa cuoridimamma, se le cose vanno come desiderate (momentaneamente) io tra 3 anni dovrei già avere la casa tristemente vuota...non vi sembra un po' prestino?

07/04/11

Una cosa con la o....

Io: "Avete fatto la visita medica a scuola?"
Mutante: "Si..."
Io: "E com'è andata?"
Mutante: "Hanno detto che ho una cosa alla schiena..."
Io: "Una cosa, cosa? Gliel' hai detto che la pediatra ha diagnosticato una lieve dismetria che teniamo sotto controllo?"
Mutante: "Si, ma hanno detto che ho una cosa alla schiena..."
Io: "Si, ma cosa? Scoliosi? Lordosi? Cifosi? Gobba? Bubboni? Ti sta spuntando la coda?"
Mutante: "...mah...non ricordo...una cosa con la o...poi ti mandano una lettera..."
Io: ".........?!............"
Visto che la stimatissima e validisima pediatra dei miei figli non si accontenterebbe di tale definizione e  per la prima volta in 14 anni mi manderebbe a quel paese; prima di chiamarla aspettiamo di ricevere la preziosa missiva che faccia luce sul mistero della "cosa con la o".
Intanto sono aperte le scommesse: sbizzarritevi, ma mi raccomando...che sia "una cosa con la o"!

06/04/11

La Sindrome dell'Orca




Colpisce indifferentemente tutti gli uomini di età compresa tra 0 e 99 anni, quando si ritrovano davanti ad un lavandino munito di rubinetto funzionante.
Nel giro di pochi secondi riescono a schizzare d'acqua tutte le superfici nel raggio di un paio di metri.
Ancora ignote le tecniche usate per trasformare in un delirio idrico gli stessi comunissimi gesti che la donna, essere umano più evoluto e mentalmente superiore, compie senza schizzare alcunché. 
Alcuni studi recenti ipotizzano che l'uomo cerchi di praticare il tuffo a bomba nel lavandino...un'altra teoria, maggiormente accreditata, sostiene che il suono dell'allegro sgorgare faccia regredire l'uomo ad uno stato mentale di circa 6 mesi, cosa che lo porta a battere le mani sull'acqua o cercare di afferrare e/o bloccare con il dito il flusso.
Intanto a casa mia è stato svelato il mistero sul perchè stranamente questa mattina, l'acqua non aveva formato la solita pozza sul ripiano... merito dei dischetti struccanti il cui involucro era aperto anche sotto... @##*@#**!!!

15/03/11

Avevamo dubbi?

Puntuale come un orologino svizzero ieri mattina, intorno alle 7, la ditta incaricata dei lavori di messa in sicurezza dei balconi, si è presentata per montare i ponteggi.
Nel corso delle varie riunioni di condominio durante le quali sono stati pianificati i lavori, la signora Giramondopernecessità aveva chiesto ripetutamente che i lavori cominciassero dal lato destro del prospetto perchè aveva grosse difficoltà a tornare dalla Cittàdoltreoceano, in marzo. Oltretutto la sua assenza disagia gli operai che devono ingegnarsi per spostare le sue innumerevoli piante ed i condizionatori.
Tutti i condomini avevano appoggiato la sua richiesta; compresa la sottoscritta felice perchè, cominciando dal lato destro, il ponteggio davanti il suo balcone sarebbe stato smontato prima dell' arrivo della bella stagione e della conseguente transumanza, con notevole abbattimento delle ansie da ladri.
L'unico a fare difficoltà, senza presentare peraltro valide argomentazioni, era stato Il Duce: amministratore e capo del condominio, pensionato, pignolo e rompiballe che, per inciso, non è interessato ai lavori in quanto aveva già fatto riparare il proprio balcone diversi anni fa.
Ovviamente, ieri, i lavori sono cominciati dal lato sinistro del palazzo...avevamo dubbi?

16/02/11

Riflessioni di una casalinga...

...lo ammetto: sono un tantinello paranoica in merito allo "sciorinare il bucato" (forbiiita), 'nsomma se è troppo umido uso lo stendino così asciugano meglio, se devo uscire uso lo stendino onde evitare campioni omaggio di feci piccioniche o di detriti edibili e non, dei condomini soprastanti, se solo sospetto che il tempo potrebbe cambiare nelle prossime 48 ore uso lo stendino, se c'è troppo traffico (e polveri sottili) uso lo stendino, se devo stendere di notte uso lo stendino...il problema è che non ho un balcone sufficientemente grande da ospitare lo stendino...così tra i pezzi d'arredamento di casa c'è, a pieno titolo, lo stendino perennemente piazzato in corridoio vicino al termosifone.
In pratica stendo fuori solo le lenzuola (giusto perchè non riesco a tollerare che asciughino piegate) solo se posso monitorarle ogni 15 minuti e ritirarle al volo non appena asciutte ;)
Va da se che le giornate di scirocco diventano l'orgia selvaggia del bucato...con la lavabiancheria che alla fine minaccia di andarsene da casa.
Tutta questa farneticante tiritera è solo un prologo, infatti la vera questione è un' altra: qualche sera fa mentre strabicamente ricamavo (un occhio alla tela e l'altro a CSI) ho avuto l'illuminazione.
La soluzione allo stendino è lei: l'asciugatrice!!! 
Mi sono fiondata (solo 52 secondi per rimettermi in posizione eretta ed altrettanti per riattivare la circolazione e le articolazioni delle gambe) su internet ed ho cominciato a studiare...valutazioni, modelli, costi, tipologie, consumi etc...etc...
'Nsomma in un paio di orette mi sono fatta una cultura sull'argomento ed entusiasta e gasatissima me ne sono andata a nanna immaginando scenari bucolici di biancheria mordida ed asciutta pronta da piegare e riporre (ferro da stiro: tiè). 
L'indomani, a tavola, stavo per argomentare sulla necessità di acquistare l'elettrodomestico delle meraviglie ma, mentre prendevo fiato per far partire la tiritera, sono stata folgorata da un'immagine che mi ha bloccata a bocca aperta: il resto della famiglia che, comprese a fondo le potenzialità della magica asciugatrice, cominciava ad avanzare assurde pretese sui tempi di restituzione  della biancheria...
Non so se mi spiego... avete presente una scena tipo "Sono già due ore che ho messo la maglietta (o i jeans o altro) nel cestone della biancheria sporca....non è ancora pronta??? Daaaai che devo uscire tra un po'..." o anche "Domani mi serve la camicia a righine...ci pensi tu???"  quando la camicia a righine è l'unica tra tutte ad essere sporca (richiesta che conosco bene nella versione stiratura...)
Per farla breve mi sono bloccata prima di cominciare a parlare, ho lasciato vagare lo sguardo sul resto della famiglia e mi sono affrettata ad infilare il cibo in bocca ;) 
Ho deciso che devo rifletterci ancora un po'.