26/04/20

#iorestoacasa 7) Mancanze e pensieri sparsi

Volevo fare un elenco di tutte le cose di cui sento la mancanza ma sarebbe stato troppo lungo perché mi mancano tantissime cose della mia banale normalità quotidiana, arrivati alla settima settimana mi mancano anche le cose che detestavo.
Ho imparato ad accettare la lentezza dei giorni tutti troppo simili tra di loro, talmente simili che sembra di vivere un'unica lenta e pigra domenica con un lunedì che non arriva mai.
Continuiamo a sbarazzare casa in maniera massiccia e cerchiamo di smaltire il martedì con l'indifferenziata (prima o poi i ragazzi che si occupano del ritiro chiederanno lo straordinario) mentre il garage si riempie di sacchi di cose da portare ai centri comunali di raccolta rifiuti (al momento ancora chiusi) ed altri da dare in beneficienza.
Sono diventata campionessa olimpica nello schivare i messaggi complottisti su WhatsApp e solo in rarissimi casi rispondo tono su tono.
Adoro l'ottimismo della newsletter di VivaTicket che puntualmente manda la mail di riepilogo dei concerti della prossima estate che in realtà sono stati annullati o quasi.
Infine, scorrendo le foto in archivio, ho scoperto che già a novembre l'universo ci aveva avvisato...


Alla prossima.

17/04/20

#iorestoacasa 6) Nodi al pettine

Il problema è che ero abituata a star sola. 
Il marito fuori per lavoro quasi tutta la settimana, Sid all'università, fuori con gli amici o chiuso nella sua tana-stanza e TralAlì studentessa fuori sede.
Non che averli a casa mi disturbi ma ogni tanto mi viene voglia di chiuderli al balcone per avere un po' di pace. 
Qualche sera fa mentre tutti e tre facevano casino ho avuto un momento di  défaillance  e ripetevo "io non reggo fino al 3 maggio" mentre piangevo e ridevo contemporaneamente.
Caliamo il sipario su questa scena penosa.
Mi manca la palestra, mi mancano le camminate a piedi in giro per la città.
Lo so che è permesso fare un giretto a pochi metri da casa ma non ne ho voglia, io ho bisogno delle mie lunghe passeggiate a passo svelto con la musica a volume adolescenziale nelle orecchie e camminare, camminare fino a stancarmi.
Ma non sono l'unica ad avere le crisi di astinenza: al Bello manca il giardino di Transumaville e prendersi cura delle sue piante. 
Così pian piano l'unico minuscolo balcone che abbiamo in città si sta trasformando in un surrogato di giardino: si è procurato tre vasi di aromatiche, due begoniette antiche di quelle col tronco spinoso e i fiorellini rossi; ha trapiantato rametti spezzati di piante grasse che hanno radicato felicemente e infine ha piantato un semino di mela che era già germogliato all'interno del frutto. 
Prima sono spuntate due foglioline, poi quattro, adesso sei… il Bello, orgoglioso come un neo papà, sta ancora cercando un nome altisonante per questo minimini albero che vede come un segno di speranza, io prosaicamente l'ho battezzato Carmelo, Melo per gli amici.
Di questa settimana voglio conservare la videochiamata di gruppo con mamme e fratelli per cominciare insieme i rispettivi pranzi di Pasqua e la "saggia" riflessione di TralAlì una volta aperto l'uovo kinder : "quando eravamo piccoli le sorprese erano più belle!"    LOL 

Carmelo ;)

12/04/20

#iorestoacasa 5) Cerco di non pensare

Le giornate continuano ad assomigliarsi tra di loro ma il lunedì non si smentisce e fa sempre schifo. 
E' la giornata in cui, non so perché, si concentrano le cattive notizie e si rinnovano le preoccupazioni. 
Questa settimana è stata stranissima: prima la telefonata con cui ci anticipavano le analisi del Bello in vista di un esame particolare e delicato cui deve essere sottoposto, poi la scoperta che la struttura dove avrebbe dovuto svolgere il tutto è diventata un focolaio di contagio ed è stata blindata.
Un'altalena di sentimenti contrastanti: il sollievo per avere sfangato per poche ore il possibile contagio, la preoccupazione per questo esame che continua ad essere rinviato.
Ormai rimanere in casa è diventata un'abitudine e questo mi spaventa. 
Forse era meglio l'ansia delle prime settimane piuttosto che la rassegnazione apatica di questi giorni. 
Mi sembra di vivere sospesa nel tempo e nello spazio e non mi piace per nulla. 
Cercare di non pensare sta diventando un esercizio mentale quotidiano: cerco di non pensare a quando tutto finirà e a quando potremo tornare alle nostre vite normali, cerco di non pensare al fatto che il lavoro è fermo, cerco di non pensare a tutto quello che è rimasto congelato e che dovrei portare a termine.
Ho sfogliato a ritroso la mia agenda, pagine fitte di impegni e meme fino alla prima settimana di marzo, dal 9 in poi solo qualche appunto sporadico relativo a compleanni e ricorrenze e, ogni dieci giorni, le liste della spesa.
Svogliatezza, apatia e malumore sono stati il filo conduttore dei miei ultimi due giorni e mi auguro che sia solo una fase passeggera.
Ovviamente il blocco nazionale è stato prorogato fino al 3 maggio e mi auguro vivamente che dal mese prossimo si possa cominciare gradualmente a tornare alle nostre vite. 
C'è veramente poco da salvare di questa settimana: la nascita di Angelica arrivata puntuale e con graziosa velocità ad allietare la vita (ultimamente piuttosto travagliata) di una cara amica ed il fatto che non solo non ho ucciso il lievito madre ma sono riuscita ad usarlo con risultati eccellenti.



Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza.
                                                                                                          A. Merini

03/04/20

#iorestoacasa 4) Battipanniliberitutt... ah, no!

Com'era prevedibile è arrivato il primo prolungamento della quarantena nazionale. 
Signore e signori si resta a casa fino al 13 aprile ma non fatevi illusioni si prolungherà ancora.
E intanto io continuo a spezzare denti a furia di serrare le mascelle e faccio avanti e indietro dal dentista, con tutto quello che ne consegue in ansia e nervosismo.
Preparo il modulo di autocertificazione ma circolo sentendomi una fuorilegge anche se ogni volta il dentista per rassicurarmi compila un certificato di cure dentali urgenti. 
L'assenza di traffico mi permette di attraversare la città in pochissimi minuti ma puntualmente torno a casa stanca come se avessi guidato per ore e ore.
Le giornate cominciano a diventare tutte uguali, faccio fatica a ricordare che giorno sia e faccio fatica a concentrarmi, in compenso sono diventata bravissima a dimenticare le cose.
Si continua a "giocare col cibo" TralAlì e Sid si sono dati ai biscotti: cookies con pepite di cioccolato fondente e biscotti cacao e cocco, devo ammettere che in entrambi i casi il risultato è stato veramente buono.
Ogni tanto anche il bello si mette ai fornelli (così ti riposi un po', dice) ma visto il suo talento nello sporcare una quantità industriale di teglie, pentole, caccavelle ed utensili vari alla fine il mio presunto riposo va farsi benedire visto che devo pulire il triplo delle cose
Con il resto della famiglia si organizzano sfide culinarie a tema: sfincione, arancine, torte salate e i risultati vengono condivisi su WhatsApp.
Con una delle vicine ci scambiamo torte e dolcetti lasciandoli appesi alla porta e avvisandoci con un messaggio sul telefono.
Alla fine della quarantena in pratica avrò una decina di chili in più e una dentiera nuova di zecca!
A proposito di vicini ce ne sono alcuni che stanno praticamente trascorrendo la quarantena sul pianerottolo passando da un appartamento all'altro in continuazione, va be' che appartengono alla stessa famiglia ma avendo diversi bambini ed essendo costretti per esigenze di salute a frequentare personale sanitario che giornalmente viene da fuori io al posto loro una calmata me la darei.
I vicini del piano di sotto invece continuano a litigare imperterriti e quando lo fanno con le finestre aperte hanno la capacità di fare affacciare l'intero vicinato.
I gabbiani sono diventati padroni incontrastati della città e schiamazzano impudenti ad ogni ora del giorno e della notte ebbri di quella libertà che comincio ad invidiargli.
Di questa settimana voglio salvare la nascita del secondo figlio di una coppia di amici e il ritorno delle rondini.

A mezzanotte
quando avrai bisogno di forza
quando sentirai il cuore pesante
fuggi via, fuggi via verso casa
io non starò qui ancora per molto
                        Spiritual afroamericano