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06/10/22

QUATTORDICI MESI...

E' il tempo passato dall'ultimo post. 

In questi quattordici mesi è successo di tutto: cose belle (poche ma buone) e cose brutte (un po' troppe per i miei gusti). 

Il problema sono sia le bastonate che arrivano inaspettate sia il fatto che si susseguono con ritmo sincopato. 

Ormai ho ricominciato a tenere le spalle contratte e la mascella serrata H24; rilassarsi è un optional e si campa aggrappandosi al pensiero che un altro giorno è passato e che domani andrà meglio.

Il mio sarcasmo sta raggiungendo vette da record e grazie al cielo non ho perso l'autoironia.

Ho notato però che, come già successo in passato, nei periodi di stress e fatica fisica e mentale il mio livello di tolleranza si abbassa molto, moltissimo, di più!!! 

E' tutto un frullìo e giramento di cabasisi: non sopporto più chi si lamenta per ogni cosa e chi parla in continuazione di malanni, malattie, lutti e catastrofi. Alcune volte sembra quasi che ci godano.

Mi rendo conto che non siamo tutti uguali: ci sono persone introverse che preferiscono metabolizzare le avversità e persone estroverse che preferiscono esternarle.

A queste ultime rivolgo il mio appello accorato: per favore ogni tanto evitate di comunicare urbi e orbi qualsiasi problema anche minuscolo, in quel momento la persona che avete di fronte potrebbe star attraversando un momento un pelino più drammatico dell'unghia incarnita* e mandarvi a quel paese senza passare dal via.

Io, nel frattempo, mi aggrappo al mio pensiero felice: mancano 79 giorni a Natale :)




(*del fidanzato della vicina del fratello della cugina di quarto grado del vostro padrone di casa)


02/02/21

Punti di vista (fateviica##ivostri)

Durante questa pandemia abbiamo scelto (e continuiamo a farlo) di proteggere noi stessi e le persone a noi care: nessuno di noi quattro incontra gli amici, abbiamo azzerato le uscite non necessarie e anche le visite mediche non urgenti (io pagherò un prezzo alto per questo, lo so già). Non si può andare a mangiare fuori ma, per dare una mano, una volta a settimana ordiniamo a domicilio dai ristoratori che frequentavamo abitualmente. 

Le nonne sono piuttosto anziane e mio cognato è cardiopatico quindi cerchiamo di evitare visite e contatti. Nessuno di noi ha voglia di contrarre questo virus dal quale non sai cosa aspettarti visto che si comporta come una roulette russa: positivo asintomatico, positivo pauci sintomatico e via via sempre peggio fino ad ucciderti.

Non abbiamo festeggiato i 50 anni del Bello e ci siamo limitati ad ospitare le nonne solo per il pranzo di Natale con tutti gli accorgimenti del caso: tavola in salotto allungata come se fossimo 20 (eravamo solo in sette) per tenere più spazio possibile tra i commensali, timer nel cellulare per ricordarci di arieggiare la stanza ogni ora, detergente con alcool, disinfettante e rotolo di carta al posto degli asciugamani in bagno, niente baci e abbracci.

Non ci vedevamo dai primi di ottobre e continuiamo a non vederci se non in video chiamata. Unico strappo alla regola una domenica pomeriggio per il compleanno di mia madre, ma sono andata da sola per portarle il regalo e mi sono fermata per un'oretta senza togliere la mascherina.

Tirando le somme la sensazione è di essere assediati e non passa giorno senza sentire o pronunciare la fatidica frase: "sai chi è risultato positivo?"

Segui le regole e i comportamenti consigliati e realizzi che questi 11 mesi assurdi stanno cominciando a presentare il conto in termini di stanchezza mentale e fisica, sai che non potrà migliorare se non quando (quando?) questo virus sarà finalmente debellato e aspetti, sopporti, cerchi di dare coraggio anche quando ti viene voglia di urlare per la frustrazione. 

Nel frattempo guardi con schifata costernazione chi continua a minimizzare o addirittura negare la gravità della situazione.

Ma la cosa che mi fa diventare una iena più dei minimizzatori, dei negazionisti, dei nasi fuori dalla mascherina e dei vaccinofobi del piffero sono quelli/e (alcuni/e nemmeno li/e conosco di persona) che non si fanno i cazzi propri e che durante le conversazioni telefoniche si permettono di giudicare e criticare il nostro mantenere le distanze.

LORO non potrebbero rinunciare MAI ad abbracciare madri/padri/sorelle/fratelli fino alla settima generazione, LORO agli affetti ci tengono TROPPO e non potrebbero stare tutto questo tempo senza incontrarsi!!!

Da ciò si evince che noi, invece, siamo delle piccole teste di cazzo esagerate, senza cuore né sentimento che abbiamo approfittato della paura del contagio per tenere alla larga i nostri affetti.

Per la cronaca: io, piccola testa di cazzo senza cuore, preferisco non vedere mia madre piuttosto di essere veicolo di contagio o, peggio ancora, dovere fare i conti con il rimorso se dovesse finire in ospedale.

E come direbbero a Berlino... 





 

20/12/20

-5 a Natale

Il mio spirito natalizio collassa ad intervalli regolari. Mi sento come quei medici dei telefilm che continuano ostinatamente a praticare il massaggio cardiaco rifiutando l'idea di perdere il paziente.


immagine presa qua





18/10/20

...isti

Negazionisti, complottisti, menefreghisti, edonisti, polemisti.

Tanti "isti" un solo grande risultato: stanno tornando le restrizioni anti-contagio con mini lockdown, orario di chiusura anticipato per diverse attività, mascherine obbligatorie all'aperto, divieti vari ed eventuali.

Ed eccomi qui con "l'ansietta" che si sta nuovamente arrampicando sulla spalla a pensare freneticamente come riuscire a comprare per tempo e in maniera meno traumatica possibile i regali di Natale,  a modificare per la quarta o quinta volta i festeggiamenti per i 50 anni del Bello (di questo passo festeggerà da solo chiuso in cucina) a cercare di organizzare le prossime settimane cercando di anticipare e concentrare nel minor tempo possibile analisi, visite mediche e impegni vari.

Attività mentale piuttosto vivace (anche se il risultato è un enorme stato confusionale che non aiuta per niente) mentre in realtà vorrei nascondermi sotto le coperte e sbucare fuori quando tutto questo sarà finito. 



04/08/20

Ringraziamenti e piani di fuga

Un doveroso ringraziamento climatico al mese di luglio che è stato come quelli della mia infanzia: caldo sopportabile di giorno, fresco ristoratore durante la notte.
Purtroppo luglio è terminato ed agosto è entrato a gamba tesa con tre giorni di caldo afoso h24. 
Per tre giorni all'alba si è ripetuta la scena penosa di me che alle 5.45 uscivo in terrazzo, respiravo vapore e dopo due minuti ero nuovamente a letto con l'aria condizionata rinunciando alla mia camminata mattutina. 
Camminata che dopo un mese sta cominciando a dare i primi risultati a livello fisico, che mi aiuta a sfogare tensioni, rabbia e malumori e che spesso viene conclusa con un tuffo a mare (semivestita).
Tra i motivi di malumore di questa estate spicca quello che sembra essere diventato il passatempo preferito del parentame ossia dispensare una quantità spropositata di consigli non richiesti. 
Signore e signori se si chiamano consigli non richiesti e se mi fanno imbufalire fatevi una domanda e datevi una risposta.
Aggiungiamoci anche che, grazie alla straordinaria organizzazione di marito e figlia, per una decina di giorni avrò la casa piena di persone. 
La classica ciliegina sulla torta visto che la stanchezza mentale e fisica che mi accompagna da mesi è più presente che mai.
Comincio a valutare vie di fuga alternative... 


02/05/20

#iorestoacasa 8) Podcast, riflessioni e tristi conclusioni

Già dallo scorso anno mi sono appassionata ad audiolibri e podcast, mi piace avere qualcuno che mi racconta una storia mentre, come per magia, stirare, cucinare e pulire diventano delle attività molto interessanti e poco pesanti.
In queste settimane ho scoperto che su Spotify sono presenti le puntate di Blu Notte di Carlo Lucarelli.
Ascoltandole mi sono resa conto di una cosa piuttosto triste: ho grande memoria degli avvenimenti degli anni 70/80/90 date, nomi, scenari mentre gli avvenimenti più recenti mi risultano per lo più sconosciuti. 
Tirando le somme ero una bambina molto intelligente ed attenta alle dinamiche e ai fatti del mondo in cui viveva che con gli anni si è trasformata in un' adulta disattenta e con un interesse superficiale nei confronti di quello che la circonda.
Altre cose poco gratificanti di questa settimana sono state la consapevolezza che per la prima volta, per risparmiare, avevo pagato l'intero abbonamento annuale in palestra e che già due mesi pieni sono stati bruciati e che sono l'unica, in casa, ad essere ingrassata pur essendo quella che si muove di più (metabolismi di merda e dove trovarli).
Tutto questo stare a casa poi non è affatto rilassante passo un' assurda quantità di tempo in cucina e sembra che il passatempo preferito del resto della famiglia sia pianificare i pasti successivi.
Questa settimana però non è andata sprecata: con C. abbiamo scoperto come e dove ordinare delle meravigliose farine locali macinate a pietra e finalmente dopo 66 giorni ho rivisto mia madre.
Tra due giorni dovrebbe cominciare la fase 2 di questa assurda situazione: prime riaperture e piccole concessioni alle libertà personali.
Il sentimento generale oscilla tra la voglia di cominciare a tornare alla vita normale e la paura di una brusca marcia indietro provocata da un nuovo aumento dei contagi.
Si confida nel buonsenso delle persone come quello di Leoparda e della sua famiglia (gli inquilini del piano di sotto) che durante il lockdown, ad ogni festa comandata (pasqua, pasquetta, 25 aprile e 1° maggio) hanno avuto ospiti a cena.




Alla prossima.




12/04/20

#iorestoacasa 5) Cerco di non pensare

Le giornate continuano ad assomigliarsi tra di loro ma il lunedì non si smentisce e fa sempre schifo. 
E' la giornata in cui, non so perché, si concentrano le cattive notizie e si rinnovano le preoccupazioni. 
Questa settimana è stata stranissima: prima la telefonata con cui ci anticipavano le analisi del Bello in vista di un esame particolare e delicato cui deve essere sottoposto, poi la scoperta che la struttura dove avrebbe dovuto svolgere il tutto è diventata un focolaio di contagio ed è stata blindata.
Un'altalena di sentimenti contrastanti: il sollievo per avere sfangato per poche ore il possibile contagio, la preoccupazione per questo esame che continua ad essere rinviato.
Ormai rimanere in casa è diventata un'abitudine e questo mi spaventa. 
Forse era meglio l'ansia delle prime settimane piuttosto che la rassegnazione apatica di questi giorni. 
Mi sembra di vivere sospesa nel tempo e nello spazio e non mi piace per nulla. 
Cercare di non pensare sta diventando un esercizio mentale quotidiano: cerco di non pensare a quando tutto finirà e a quando potremo tornare alle nostre vite normali, cerco di non pensare al fatto che il lavoro è fermo, cerco di non pensare a tutto quello che è rimasto congelato e che dovrei portare a termine.
Ho sfogliato a ritroso la mia agenda, pagine fitte di impegni e meme fino alla prima settimana di marzo, dal 9 in poi solo qualche appunto sporadico relativo a compleanni e ricorrenze e, ogni dieci giorni, le liste della spesa.
Svogliatezza, apatia e malumore sono stati il filo conduttore dei miei ultimi due giorni e mi auguro che sia solo una fase passeggera.
Ovviamente il blocco nazionale è stato prorogato fino al 3 maggio e mi auguro vivamente che dal mese prossimo si possa cominciare gradualmente a tornare alle nostre vite. 
C'è veramente poco da salvare di questa settimana: la nascita di Angelica arrivata puntuale e con graziosa velocità ad allietare la vita (ultimamente piuttosto travagliata) di una cara amica ed il fatto che non solo non ho ucciso il lievito madre ma sono riuscita ad usarlo con risultati eccellenti.



Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza.
                                                                                                          A. Merini

28/03/20

#iorestoacasa 3) E poi ci sbatti la faccia

Prima la notizia di un parente stretto che vive nell'hinterland milanese e che sembrava avesse contratto il virus (allarme fortunatamente rientrato), poi la telefonata con un'amica che vive e lavora a Milano. 
"Disperata" è la parola che continuava a frullarmi nella testa mentre lei parlava: i suoi racconti, il tono di voce stanco e rassegnato, la voce che tratteneva a stento il pianto.
Non erano più le immagini e le notizie tristi degli organi di informazione, all'improvviso è diventato tutto reale in maniera dolorosa. 
Qui da noi il contagio è ancora contenuto, la vita procede abbastanza serena nonostante la reclusione forzata anche se cominciamo a interrogarci sulla durata delle restrizioni e sui tempi che verranno a livello economico e lavorativo.
Non ho voglia di raccontare aneddoti stavolta, li conservo per il prossimo post.
Per questa settimana voglio solo aggrapparmi al senso di gratitudine per la convivenza serena che stiamo trascorrendo in famiglia.

13/01/20

Uffici pubblici? No,grazie

Il mio rapporto con gli uffici pubblici è assolutamente bipolare.

Avete presente quando nei film parte la sequenza con il protagonista che sbrocca, si infuria, distrugge tutto urlando come un ossesso e poi -PUFF- cambio scena: il protagonista in realtà è ancora lì fermo, immobile a subire la situazione?
Ultimamente, avendo avuto a che fare con troppi uffici pubblici, questo scenario si è ripetuto diverse volte.

Sono riuscita a ringraziare sorridendo l'impiegato della agenzia delle entrate che, dopo avermi fatto fare avanti e indietro per 4 mesi e aspettare un'ora "a màtula", ha messo il timbro necessario su una pratica avviata solamente 11 anni prima.
Per l'assenza del timbro e il mancato protocollo della pratica ci era stata notificata una multa di quasi 500€.

Mi sono arresa all'impossibilità di effettuare una voltura on line del contratto di fornitura dell'acqua per manifesta incapacità dell'impiegato che via email continuava a richiedere certificati e documenti inutili.
Alla decima mail mi sono rotta le scatole e sono andata a fare la voltura di persona: gran parte dei documenti e certificati richiesti via mail erano assolutamente non dovuti (ma va'?). 
In mezz'ora tutto fatto e cordiali ringraziamenti all'impiegata. 

Domani mi tocca andare all'ufficio anagrafe e presentare un modulo in cui chiedo di correggere il mio cognome negli atti di matrimonio: qualche genio del male ha pensato bene di aggiungere una vocale al mio cognome, pertanto se richiedo il certificato a nome mio risulto non sposata (il che volendo potrebbe avere anche qualche risvolto positivo XD), mentre se lo richiedo a nome di mio marito spuntano i miei dati ma con il cognome storpiato.
E così domattina alle 6.30 la sveglia suonerà, prenderò la metro per mettermi a turno all'ufficio anagrafe verso le 7.30, attenderò l'apertura degli uffici prevista per le 8.30 per presentare un'istanza di "correzione errori materiali di scrittura".

Ancora una volta sorriderò e ringrazierò mentre dentro sarò una furia nei confronti di chi non è neppure capace di ricopiare correttamente un cognome.






15/12/19

Mi manca il Natale...

… e mi aggrappo a quello degli altri perché ci sono momenti in cui mi sembra di non riuscire a respirare. 
Mi sento circondata dal buio, sono piena di buio e mi tornano alla mente le parole di Liria: "dovresti farlo perché a tuo padre avrebbe fatto piacere" e penso che forse ho sbagliato a decidere di ignorare il Natale.
Penso a mio fratello e alla sua famiglia che hanno scelto di passare le feste in Sicilia con noi e non sono sicura che si aspettino di trovare una casa disadorna e buia.
Guardo dentro me stessa e vedo solo buio e tristezza e penso che forse, illuminare un pochino l'ambiente che mi circonda potrebbe aiutarmi a stare meglio.
Non so che cosa sia giusto fare ma qualcosa devo fare, perché  ho bisogno di tirarmi fuori da questa palude nella quale mi sembra di annegare e soffocare lentamente e inesorabilmente.

 

12/12/19

Dai un titolo...

...da film al tuo 2019.
Il mio è "Piovono sfighette".
Evidente non avevo completato l'album delle figurine "sfighini".


11/12/19

STAND BY

La lista dei regali è ancora intonsa, solo un paio di idee e nessuna spunta.
La cena della vigilia saremo a casa mia e non ho ancora pianificato il menù.
Non un addobbo in casa anche se avevo pensato di mettere qualcosa sulla tavola, giusto per figli e nipoti.
A meno di due settimane dal Natale la situazione è quella appena descritta e nel frattempo affronto la situazione con un entusiasmo ben descritto nella gif che segue...

06/12/19

Il mood...

...di oggi è stato quello delle incazzature a livello personale, familiare e lavorativo condito da un gradevolissimo mal di testa da cervicale che mi ha accompagnato per tutta la giornata e contro il quale nulla hanno potuto le pillolette.
Degno coronamento è stata la scoperta del tutto casuale di avere, tra i post dell'ultimo anno, una cinquantina di commenti spam in arabo e indiano.
Dopo la cancellazione in blocco ho deciso di riattivare la moderazione dei commenti giusto per dare meno visibilità possibile a queste stronzate.
Che poi, caro amico (lo so che sei un botdemmerda) arabo-indiano-vattelapeschisiano secondo te quante probabilità ci possono essere che qualcuno clicchi su un link in una lingua che non conosce e che nel 101% dei casi ti fa beccare dei virus? Neanche mia madre o mia suocera che sono all'abc  all'ab dell'internet.


02/05/18

Ghiaccioli al carciofo 35

Quei buongiornouncazzedì che, appena sveglia, non vedi l'ora che sia già domani.





24/04/18

Nessuna nuova...

...buona nuova.
Non è così, non lo è assolutamente.
Stiamo danzando un folle valzer di sfighe medico-sanitarie che non saprei da che parte cominciare per raccontarvele tutte.
Ma non è un problema perché tanto non ho nessuna voglia di farlo.
immagine presa qua (che è anche un bel blog scoperto per caso)

17/12/17

Penelope, scansate!

Come una novella Penelope continuo ad avviare lavori all'uncinetto e, arrivata a buon punto, disfo tutto.
Sono già al terzo tentativo per un scialle leggero leggero con una bella lana sottile sfumata e al quarto (o quinto?) per una copertina rosa che dovrei terminare entro gennaio... per non parlare delle decine di lavori lasciati a metà...
Mi detesto quando faccio così!
Foto presa qui

21/11/17

Di cedimenti strutturali ed altre amenità

E' cominciato tutto in luglio quando il mio rapporto con la corsa, che si faceva sempre più coinvolgente e soddisfacente, è stato bruscamente interrotto da una malefica intrusa: la spina calcaneare.
Radiografie, visita ortopedica e il responso è stato "statte ferma ma 'ndo corri?!" 
Contestualmente a causa di un brutto (bruttissimo) movimento (avete presente Fracchia mentre cerca di sfilarsi il reggiseno sportivo "monoblocco"? Uguale uguale!) mi è venuto un forte dolore all'articolazione della spalla destra che, secondo l'ortopedico, altro non era se non uno strappo muscolare che sarebbe guarito da solo.
Passano i mesi e 'sto fantomatico strappo muscolare continua a provocare dolore oltre che a limitarmi nei movimenti.
A settembre decido di rivolgermi ad un fisiatra secondo il quale si tratta di problemi alla cervicale e alla schiena in generale, mi consiglia di iscrivermi ad un corso di pilates per rendere maggiormente elastica la colonna vertebrale e mi manda da un secondo fisiatra che, in ottobre, con un paio di sedute mi "scrocchia" tutta e riesce a sbloccare parzialmente l'articolazione che continua comunque a far male con determinati movimenti.
Nel frattempo mi iscrivo in una palestra vicino casa per iniziare pilates e qui sorvoliamo pietosamente sulla mia agilità e leggiadria e sul fatto che un paio di 70enni sono molto più agili della sottoscritta...


Prima dell'inizio delle lezioni informo l'istruttore che sono da rottamare e con onestà elenco tutti gli acciacchi.
Omino coscienzioso e attento, l'istruttore mi tiene d'occhio per evitare che io possa fare ulteriori danni e dopo un paio di settimane se ne esce con un consiglio: vai a fare un' ecografia alla spalla.
Prendo appuntamento e finalmente nel giro di pochi minuti abbiamo un verdetto: una bella lesione al tendine.
Ecco, in quel momento ho avuto una reazione mooolto matura... ero infuriata contro i medici precedenti che avevano minimizzato, rossa di rabbia (credo di aver raggiunto la tonalità Pantone 195C)  con le orecchie che ronzavano e una gran voglia di spaccare tutto.
In un attimo di lucidità mi sono resa conto che non sarebbe stata una cosa carina e ho cercato di darmi una calmata anche se una decina di lacrimoni sono riusciti a fare passerella (e grazie Doc che lo hai raccontato a mio marito durante la visita successiva).

Giusto per dare un'idea della tonalità!

Adesso mi tocca fare una risonanza magnetica per capire se, in questi quattro mesi, sia stata compromessa la funzionalità del muscolo e poi si deciderà come intervenire.
Intanto quella piccola infame della Pollyanna che c'è in me (prima o poi la strozzo) mi ha fatto notare con orgoglio che sto diventando brava ad usare la mano sinistra.
Nel frattempo sono ancora in attesa dei risultati del referendum indetto dai miei ormoni che dovevano votare si o no sulla menopausa.
Al momento vige il caos assoluto e di conseguenza ho saltato due cicli per poi averne uno che ha compensato abbondantemente.
Sono tornate le caldane anche quest'anno in autunno, non capisco questa fissazione per i mesi di settembre e ottobre ma va bene così, penso che se fossero venute in estate sarei potuta morire sul serio per autocombustione.
Tirando le somme, a sei mesi esatti dal 50° compleanno, mi ritrovo nel bel mezzo di un cedimento strutturale travolgente che non fa sperare niente di buono per i 50 anni a venire...


17/10/17

Signori si nasce

Quando sei costretto a servirti in un'officina ortopedica non è mai per diletto. 
Ovviamente qualcuno a cui vuoi bene ha necessità di un presidio medico specifico e già ti girano le palle per mille mila motivi e hai l'umore sotto i piedi.
Vai in una delle più note e antiche officine ortopediche della città; al di là del bancone ti aspetti di trovare una persona minimamente empatica e invece sei costretta a relazionarti con un individuo poco simpatico che fornisce informazioni in maniera stitica e con aria di sufficienza e infine, in tono risentito, sottolinea che lui non è il signor Tal dei Tali, ma il dottore Tal dei Tali.
Va da sè che, dopo questa sparata, ho ringraziato e me ne sono andata senza acquistare nulla. 
"Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente" diceva Totò e tu, caro il mio dottorino, nonostante la laurea non sei un signore sei solo un "piruòcchio arrinisciutu".



13/06/17

Il mio peggio

E' che sono stanca, confusa e arrabbiatissima.
Ho sbalzi di umore repentini, sono malmostosa h24 e mi accendo come una miccia.
Vorrei riuscire a fare di più e meglio e invece sto solo facendo del mio peggio.
Per il resto tutto bene (sarcasmo come se piovesse).



                                     

03/05/17

Ci sono cose...

...che in questo periodo, stanno diventando difficili: portare pazienza, non cedere all'impulso di litigare con chicchessia solo per sfogare la rabbia accumulata, trovare la "pollyannata" del giorno, farsi una ragione di quello sta accadendo e di come sta accadendo. 
Mi pesa dover indossare sorrisi che non nascono da dentro.
Mi sento stanca.
E ho paura.