La 101 è la linea di autobus che attraversa quasi tutta la città.
A bordo si trova una fauna cittadina variegata e, come in tutte le grandi città, ne succedono di tutti i colori.
Io, che mi servo quasi esclusivamente dei trasporti pubblici, ne ho viste delle belle: a volte mi sono divertita, altre spaventata, altre ancora infastidita.
Le stesse sensazioni le provo prendendo il Palermo-Bologna (e viceversa) della Ryan Air, al punto che a casa mia è stato ribattezzato la 101 di Ryan.
Ho visto gente arrivare ai controlli e scoprire di aver dimenticato a casa biglietto e/o documenti, persone anziane offese per non aver potuto imbarcare i più svariati oggetti con conseguente lite con gli agenti addetti alla sicurezza accusati di rastrellare cibi, liquidi e quant'altro al solo scopo di farne scorte personali.
Si, signora, il poliziotto sessantenne e sovrappeso che le ha appena sequestrato il suo puzzolentissimo deodorante spray non vede l'ora di finire il turno per infilarsi nella toilette e profumarsi dalla testa ai piedi!
Ho visto una donna andare fuori di testa perché erano finiti i calzari da indossare al posto delle scarpe, ma attraversare il metal detector con le tue calze senza bloccare per 20 minuti l'intera fila no, eh?
Ho visto uno steward aggredito da un passeggero perché al figlioletto piangente (un bestione di 10 anni poco più basso di me) non era stato permesso di portare a bordo la palla.
Ho visto una signora anziana portare a bordo una gran pianta di basilico (vaso in terracotta compreso) e qui potremmo anche aprire un dibattito sul fatto che, a mio parere, un vaso pieno di terra è potenzialmente più minaccioso di una palla di gomma.
Ho visto gente viaggiare in tenute poco probabili (stai volando in un ambiente climatizzato, non stai andando in spiaggia), e intere comitive lanciarsi frizzi e lazzi da un capo all'altro del velivolo come se in mezzo non ci fosse nessuno, stile gita parrocchiale in pullman.
Per non parlare di quelli che si ammassano al gate e poi protestano vivacemente quando i passeggeri con priorità vengono fatti passare avanti.
La cosa più divertente (quando non hai l'imbarco prioritario) è mettersi in coda alla fila, salire per ultima e dire ad alta voce "possiamo andare!".
Poi ci sono quelli che viaggiano in gregge, scelgono di non prenotare il posto a sedere e una volta a bordo pretendono di rivoluzionare i posti di mezzo aereo.
No, bello, se ho pagato il posto a sedere le mie chiappe restano incollate alla poltrona con buona pace del tuo gruppo.
Ma la cosa più allucinante che ho vissuto è stato l'allegro trillare di un vecchio Nokia appartenente ad una carampana ultra settantenne seduta nella fila accanto alla mia, in fase di atterraggio a Punta Raisi.
La sottoscritta (che in fase di decollo e atterraggio è notoriamente tesa) si è girata con gli occhi fuori dalle orbite e in maniera molto poco educata ha sibilato: "Spegni quel ca##o di telefono, idiota!" .
Chissà perché non ha replicato?