15/06/18

Perversioni Alimentari

E' inutile che fate l'espressione stupita e innocente, lo so benissimo che il raptus della perversione alimentare ce l' hanno tutti.
Per fortuna il mio capita non troppo di frequente altrimenti finirei direttamente al pronto soccorso.
E' quel giorno in cui si allineano i pianeti del malumore, della noia, del nervosismo, le congiunture astrali dell'ansia e nel peggiore dei casi anche la sindrome premestruale, non parliamo poi se si aggiunge anche la fame chimica...ah, ehm no, non è il caso che ne parliamo.
Insomma il giorno in cui vaghi come uno zombie tra il frigo e la dispensa, ingurgitando alternativamente (o in accoppiata) dolce e salato con accostamenti che quando smetti i panni dell' autocompattatore umano preferisci non pensarci altrimenti ti esibisci nella vomitata dell' esorcista.
Grazie a questo post di Araba Felice ho scoperto che esiste il dolce ideale per il giorno della perversione alimentare.
Un dolce il cui nome è già una sorta di espiazione per il peccato nutrizionale:
No-churn snickerdoodle cookie dough ice cream
Se lo ripeti tre volte davanti allo specchio con in mano la vaschetta vuota e il cucchiaio ancora sporco ti appare un allenatore di fitness salutista, incazzatissimo ,che smette di inseguirti solo quando hai bruciato tutte le calorie ingurgitate... ;)

foto presa qui

04/06/18

Vita vissuta

Lunedì mattina (già troppo caldo per i miei gusti) sullo stesso marciapiede io e lei.

Lei: bionda, longilinea, alta (e per giunta con i tacchi) scende dallo scooter con movenze feline, si toglie elegantemente il casco ed esegue un perfetto swuuuiiiiiischhhh con la fluente capigliatura senza neppure accennare a perdere l'equilibrio.

Io: capelli arruffati che sfidano la forza di gravità, leggins e maglietta sbracata, caracollo affannata in direzione della palestra ed inciampo nel nulla.

Cala il sipario (anche sull'autostima).

31/05/18

Potrei...

... raccontarvi che, sul piano acciacchi familiari, le cose cominciano a girare un pochino meglio.
Potrei raccontarvi del guaio combinato da Mutante.
Potrei raccontarvi di quanto la gente possa fare schifo. 
Potrei raccontarvi dei miei 50 anni e della riuscitissima festa a sorpresa organizzata dal bello.
Potrei ma in questo momento la cosa che mi emoziona maggiormente è condividere con voi la consapevolezza che tra 10 giorni chiuderanno le scuole e che al massimo tra 45 giorni Mutante avrà  terminato gli esami di maturità chiudendo così la lunghissima e sfibrante era del "mamma, domani posso non andare a scuola?".



02/05/18

Ghiaccioli al carciofo 35

Quei buongiornouncazzedì che, appena sveglia, non vedi l'ora che sia già domani.





24/04/18

Nessuna nuova...

...buona nuova.
Non è così, non lo è assolutamente.
Stiamo danzando un folle valzer di sfighe medico-sanitarie che non saprei da che parte cominciare per raccontarvele tutte.
Ma non è un problema perché tanto non ho nessuna voglia di farlo.
immagine presa qua (che è anche un bel blog scoperto per caso)

20/02/18

Il mio 2017

Nuove esperienze, nuove amiche

La meraviglia

Pasqua in solitaria

...e anche Mutante è maggiorenne!

Nuove sfide

Questa città mi sorprende ancora

That's "ammore" 

Il bello di correre all'alba

Esperimento riuscito

La pozzanghera innamorata


Tp porto

Il Natale a cui ti aggrappi con ostinazione

17/12/17

Penelope, scansate!

Come una novella Penelope continuo ad avviare lavori all'uncinetto e, arrivata a buon punto, disfo tutto.
Sono già al terzo tentativo per un scialle leggero leggero con una bella lana sottile sfumata e al quarto (o quinto?) per una copertina rosa che dovrei terminare entro gennaio... per non parlare delle decine di lavori lasciati a metà...
Mi detesto quando faccio così!
Foto presa qui

15/12/17

Mi domando...

...quale sia esattamente il problema di chi odia il Natale.
Grossi traumi infantili mai superati?  
Parenti particolarmente odiosi? 
Crisi epilettiche scatenate dalle lucine?
Allergia violenta alla carta da regalo?
Convulsioni provocate dalle canzoncine?
No, perché io quest'odio profondo, sul serio non riesco a capirlo.
Anche a me è capitato di passare qualche Natale particolarmente triste, ma resta comunque la mia festa preferita: molto poco religiosa visto il mio agnosticismo, non eccessivamente consumistica.
E' il periodo in cui ad un certo punto si rallenta e ci si gode la compagnia di famiglia ed amici, ci si coccola di più ed è tutto un po' più magico che nel resto dell'anno.
Io il mio Natale l'ho sempre difeso con le unghia e con i denti, ignorando gli sforzi di chi vuole rovinarlo, impegnandomi a creare bei ricordi.
Forse odia il Natale chi non riesce a trovare gioia dentro di sé.
Mi dispiace per queste persone ma per me resta comunque il periodo più bello dell'anno


Foto presa qui

01/12/17

Anguilla mode on

... sguscio e scivolo tra le avversità, tenendomi stretta al buonumore.

21/11/17

Di cedimenti strutturali ed altre amenità

E' cominciato tutto in luglio quando il mio rapporto con la corsa, che si faceva sempre più coinvolgente e soddisfacente, è stato bruscamente interrotto da una malefica intrusa: la spina calcaneare.
Radiografie, visita ortopedica e il responso è stato "statte ferma ma 'ndo corri?!" 
Contestualmente a causa di un brutto (bruttissimo) movimento (avete presente Fracchia mentre cerca di sfilarsi il reggiseno sportivo "monoblocco"? Uguale uguale!) mi è venuto un forte dolore all'articolazione della spalla destra che, secondo l'ortopedico, altro non era se non uno strappo muscolare che sarebbe guarito da solo.
Passano i mesi e 'sto fantomatico strappo muscolare continua a provocare dolore oltre che a limitarmi nei movimenti.
A settembre decido di rivolgermi ad un fisiatra secondo il quale si tratta di problemi alla cervicale e alla schiena in generale, mi consiglia di iscrivermi ad un corso di pilates per rendere maggiormente elastica la colonna vertebrale e mi manda da un secondo fisiatra che, in ottobre, con un paio di sedute mi "scrocchia" tutta e riesce a sbloccare parzialmente l'articolazione che continua comunque a far male con determinati movimenti.
Nel frattempo mi iscrivo in una palestra vicino casa per iniziare pilates e qui sorvoliamo pietosamente sulla mia agilità e leggiadria e sul fatto che un paio di 70enni sono molto più agili della sottoscritta...


Prima dell'inizio delle lezioni informo l'istruttore che sono da rottamare e con onestà elenco tutti gli acciacchi.
Omino coscienzioso e attento, l'istruttore mi tiene d'occhio per evitare che io possa fare ulteriori danni e dopo un paio di settimane se ne esce con un consiglio: vai a fare un' ecografia alla spalla.
Prendo appuntamento e finalmente nel giro di pochi minuti abbiamo un verdetto: una bella lesione al tendine.
Ecco, in quel momento ho avuto una reazione mooolto matura... ero infuriata contro i medici precedenti che avevano minimizzato, rossa di rabbia (credo di aver raggiunto la tonalità Pantone 195C)  con le orecchie che ronzavano e una gran voglia di spaccare tutto.
In un attimo di lucidità mi sono resa conto che non sarebbe stata una cosa carina e ho cercato di darmi una calmata anche se una decina di lacrimoni sono riusciti a fare passerella (e grazie Doc che lo hai raccontato a mio marito durante la visita successiva).

Giusto per dare un'idea della tonalità!

Adesso mi tocca fare una risonanza magnetica per capire se, in questi quattro mesi, sia stata compromessa la funzionalità del muscolo e poi si deciderà come intervenire.
Intanto quella piccola infame della Pollyanna che c'è in me (prima o poi la strozzo) mi ha fatto notare con orgoglio che sto diventando brava ad usare la mano sinistra.
Nel frattempo sono ancora in attesa dei risultati del referendum indetto dai miei ormoni che dovevano votare si o no sulla menopausa.
Al momento vige il caos assoluto e di conseguenza ho saltato due cicli per poi averne uno che ha compensato abbondantemente.
Sono tornate le caldane anche quest'anno in autunno, non capisco questa fissazione per i mesi di settembre e ottobre ma va bene così, penso che se fossero venute in estate sarei potuta morire sul serio per autocombustione.
Tirando le somme, a sei mesi esatti dal 50° compleanno, mi ritrovo nel bel mezzo di un cedimento strutturale travolgente che non fa sperare niente di buono per i 50 anni a venire...


20/10/17

C'era una volta...

...una trentina di anni fa, un bel maglione a trecce con il collo ad anello, morbido morbido, tessuto con un filato misto di lana e seta, di color azzurro polvere. 
Un giorno, un ragazzino innamorato comprò il maglione con il suo primo stipendio per regalarlo ad una ragazzina innamorata che lo indossò felice per tanto tempo.
Passarono gli anni e il maglione, diventato un po' démodé, rimase a dormire nell'armadio fin quando la ragazzina (divenuta nel frattempo una donna scricchiolante) decise di fare repulisti e regalare gli abiti che non indossava più.
Non riusciva però a separarsi da quel maglione pur sapendo che non lo avrebbe indossato e allora decise di scucirlo e dargli una nuova forma in modo da poterlo nuovamente indossare.
Sfila, sfila, sfila (la parte dove imprecava perché era piena di pelucchi la saltiamo) si ritrovò con tanti bei gomitoli, poi cominciò a girovagare in una terra incantata chiamata Pinterest in cerca di ispirazione e infine con l'aiuto di un uncinetto una bacchetta magica trasformò i gomitoli in un caldo abbraccio da indossare ogni giorno durante la stagione fredda.


Hug me cardigan

Ah dimenticavo: e vissero tutti felici e contenti ^___^

17/10/17

Signori si nasce

Quando sei costretto a servirti in un'officina ortopedica non è mai per diletto. 
Ovviamente qualcuno a cui vuoi bene ha necessità di un presidio medico specifico e già ti girano le palle per mille mila motivi e hai l'umore sotto i piedi.
Vai in una delle più note e antiche officine ortopediche della città; al di là del bancone ti aspetti di trovare una persona minimamente empatica e invece sei costretta a relazionarti con un individuo poco simpatico che fornisce informazioni in maniera stitica e con aria di sufficienza e infine, in tono risentito, sottolinea che lui non è il signor Tal dei Tali, ma il dottore Tal dei Tali.
Va da sè che, dopo questa sparata, ho ringraziato e me ne sono andata senza acquistare nulla. 
"Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente" diceva Totò e tu, caro il mio dottorino, nonostante la laurea non sei un signore sei solo un "piruòcchio arrinisciutu".



22/08/17

Il coraggio

Stanchezza, caldo, stanchezza, spostamenti da una provincia all'altra, stanchezza, attesa di messaggi di figli viaggiatori e/o nottambuli, stanchezza, piccoli problemi di salute e stanchezza.
Anche quest'anno le cacanze restano tali. 
Non mollo ma non vedo l'ora di tornare alla routine cittadina.

Di questa estate ricorderò il coraggio (non il mio che mi faccio venire attacchi di nausea ogni volta che l'architetto fa un passo avanti nella progettazione della ristrutturazione) il coraggio, quello vero, quello con la C maiuscola.

Il coraggio di due donne eccezionali: 

D. che ha deciso di lasciare la Sicilia e andare a lavorare e crescere le sue figlie a millemila chilometri di distanza.

A. che ha scelto la dignità dell'essere madre single piuttosto che moglie bistrattata e che adesso, purtroppo, ha un mostro enorme contro il quale lottare.

Vi ammiro molto ragazze, ammiro il vostro coraggio e la vostra forza, il vostro essere profondamente donne e madri senza eccessi e ostentazioni ma con quel coraggio e quella tenacia che hanno radici ancestrali.

Ad entrambe rivolgo il mio abbraccio virtuale più forte e l'augurio di vincere le proprie sfide.
 

17/07/17

Tutto sommato...

...è chiaro che la discrezione, la gentilezza e l'educazione non pagano. 
Pensare sempre che gli altri siano migliori di me è un errore.
Cercare di far ragionare chi è ottuso e preferisce dar credito a teorie strampalate e inesistenti complotti è tempo sprecato.
Il fatto che io riconosca con lucidità ed onestà i miei difetti non significa che debba sottovalutare i miei pregi.
Mi sono stancata di essere tollerante ed educata con chi è stupido e/o maleducato.
Sono alla soglia dei 50 e non credo che mi sia concesso di viverne altrettanti, quindi tirando le somme  il tempo che mi resta da vivere è meno di quello che ho già vissuto.
Non è depressione: è un dato di fatto, una presa di coscienza che mi deve aiutare ad aggiustare ancora una volta la rotta per migliorare ulteriormente la qualità della mia vita.

28/06/17

Con gli occhi dell'amore

Invio a mia madre alcune foto dopo una drastica seduta dal parrucchiere e...





15/06/17

Io, il metodo Konmari e il corredo

Decidere di fare repulisti e ordine in casa non è mai una cattiva idea.
Soprattutto se ti rendi conto che l'ordine ti aiuta ad essere più serena, a mantenere la calma e che forse è meglio soffocare sul nascere quella malsana abitudine che ti porta a conservare troppe cose e che, col passare degli anni, potrebbe trasformarti in una accumulatrice seriale.
E allora, complice la generosità di Rosy, cominci a curiosare tra le righe del metodo Konmari per cercare di "alleggerire" cassetti, armadi e anima.
Fermo restando che il periodo della transumanza non è esattamente l'ideale per cominciare un'attività tanto radicale, qualcosina sono riuscita a sistemare nel mio guardaroba ma il "buttatuttobuttatutto" l'ho rimandato a settembre sia perché avevo già fatto il cambio di stagione e mi scocciava terribilmente ricominciare da capo sia perché materialmente non ho il tempo (e sinceramente neppure la voglia) di stressarmi e stancarmi. 
Ho quindi sistemato parte dell'armadio, i miei cassetti, il cassetto dei pigiami del marito... ma poi è stato il turno di quelli della biancheria da letto, da bagno e da tavola e qui la filosofia zen orientale ha dato la prima sonora craniata contro la muraglia del corredo occidental-terrone.
Si, perché non credo che sull'argomento in questione le mamme giapponesi siano ossessivo-compulsive quanto quelle meridionali: la mamma sicula (allegramente sostenuta, incoraggiata e istigata dall'entourage familiare di sesso femminile) comincia ad accumulare la "robba" per la figlia femmina sin dalla primissima infanzia nel timore che una volta maritata possa ritrovarsi a dormire sul materasso nudo o altri scenari domestici apocalittici: fare la doccia e asciugarsi con la carta del rotolo da cucina, pranzare sulla tavola senza la tovaglia o asciugare i piatti con la carta igienica. 
Il corredo meridionale è quella cosa che se hai una o più sorelle, te la cavi a buon mercato e nella migliore delle ipotesi al 30º anniversario di matrimonio puoi finalmente permetterti di comprare della biancheria per la casa senza farti venire i sensi di colpa; ma se sei l'unica femmina hai davvero pochissime alternative: o ti trovi un bravo psicologo che ti aiuti a convivere con il lacerante rimorso di aver acquistato una tovaglia "per tutti i giorni" quando hai i cassetti pieni di meravigliose e preziose tovaglie ricamate oppure morirai a 99 anni e 8 mesi durante un'interminabile sessione di stiratura della splendida tovaglia di lino con le applicazioni in chiacchierino (altrimenti detta "machicazzomel'hafattofare").
Il corredo deve essere bello, prezioso, possibilmente confezionato con stoffe pregiate e ricamato a mano, arricchito e ingentilito con applicazioni e intagli. 
Verrà poi il giorno in cui, finalmente, avrai vinto le tue paure e per un'occasione speciale deciderai di apparecchiare la tavola con una di queste tovaglie speciali e alla prima macchia ti verrà un collasso che cercherai maldestramente di camuffare per non offendere gli ospiti e infine durante le due/tre ore di stiratura imprecherai all'indirizzo di tutta la componente familiare femminile.
E poi sarà un crescendo, perché il ciclo della vita farà il suo corso e al tuo corredo si aggiungerà parte di quello delle nonne, delle zie, della mamma e tutto passerà a tua figlia e alla sua e, facendo un paio di calcoli, la bis bis nipote avrà bisogno di un armadio quattro stagioni solo per il corredo di famiglia che a quel punto sarà ingiallito, un po' bucherellato, incartapecorito, praticamente vecchio senza essere mai stato usato ma ancora tanto bello, tanto prezioso.
Cara Konmari, vieni in Sicilia e parlaci tu con le madri di figlie femmine!
Tornando alla nostra maestra dell'ordine è sottinteso che io mi rifiuto di ringraziare abiti e accessori prima di rimetterli a posto, anche se mi è venuto un dubbio atroce: le lenzuola sporche è più educato ringraziarle prima di riporle nel cestone o dopo averle stirate e riposte nel cassetto? E mentre le stiro devo domandare scusa per la temperatura del ferro?
Scherzi a parte, come ha detto Anna , il segreto della riuscita del metodo sta nell'adattarlo a noi stesse, alla nostra casa-vita-personalità.
Tornando alla sistemazione dei cassetti sappiate che la verticalizzazione (segue foto esplicativa perché sono le due del mattino e non ho la benché minima intenzione di spiegare di cosa si tratta) non funziona molto bene con sacchi copripiumone, lenzuola, tovaglie, accappatoi e asciugamani non usati (si, sono esattamente parte di quelli del corredo che dopo 19 anni non sono ancora riuscita ad utilizzare) mentre con gli asciugamani già strapazzati da lavabiancheria e ferro da stiro funziona benissimo.
Non escludo di poter tornare in futuro sull'argomento Konmari e affermo categoricamente che, per quanto mi riguarda, mai nessun libro verrà buttato!

Vi lascio la foto di un paio di cassetti "verticalizzati" e, più sotto, un link che spiega un po' meglio del mio post il metodo in questione:





13/06/17

Il mio peggio

E' che sono stanca, confusa e arrabbiatissima.
Ho sbalzi di umore repentini, sono malmostosa h24 e mi accendo come una miccia.
Vorrei riuscire a fare di più e meglio e invece sto solo facendo del mio peggio.
Per il resto tutto bene (sarcasmo come se piovesse).



                                     

03/05/17

Ci sono cose...

...che in questo periodo, stanno diventando difficili: portare pazienza, non cedere all'impulso di litigare con chicchessia solo per sfogare la rabbia accumulata, trovare la "pollyannata" del giorno, farsi una ragione di quello sta accadendo e di come sta accadendo. 
Mi pesa dover indossare sorrisi che non nascono da dentro.
Mi sento stanca.
E ho paura.

10/04/17

Cammina, cammina...

...alla fine ho cominciato a correre.
In realtà più che una corsa è una fuga: dal dolore, dall'impotenza, dalla rabbia.
Un modo per evitare di somatizzare lo stress con orticaria e psoriasi selvaggia, per non ricominciare a rosicchiare le unghia.
Stancare il corpo per lenire le ferite del cuore.

04/04/17

Quel momento in cui...

...l'equilibrio del tuo mondo si ribalta e, all'improvviso, ti ritrovi ad essere il punto d'appoggio dei tuoi genitori.