...rileggendo qualche vecchio post mi sono resa conto che di gente strana o che ti da risposte strane ne esiste parecchia...e mi sono tornati in mente due episodi memorabili:
Il primo risale a circa 5 anni fa quando abbiamo cominciato ad impiantare il giardino...ero innamoratissima di quest'albero

che in primavera si ricopre di minuscoli fiorellini fucsia e poi si riempie di foglie rotonde verde tenero.
Cercavo disperatamente di scoprire come si chiamasse ed una mattina mentre accompagnavo i bambini a scuola ho deciso di chiedere informazioni al fioraio che ha il suo chioschetto proprio all'ombra di uno di questi alberi...
Io: "Scusi, mi sa dire come si chiama quest'albero?"
Lui: "Chistu? Arbuolo anutile!!!" (Questo? Albero inutile!!!)
Io:"........................................ah!....................grazie..............."
Inutile dire che il resto della strada lo abbiamo fatto sghignazzando come i pazzi e che ancora oggi il piccolo Cercis Siliquastrum (o Albero di Giuda) che abbiamo in giardino viene chiamato l' albero anutile .
Il secondo episodio è avvenuto nell'autunno di due anni fa: dovevamo andare a Genova e siccome sono sempre Lasignoraultimominuto la vigilia della partenza ho deciso di comprare un soprabito anti pioggia comunemente indicato come "impermeabile".
Dopo avere girato inutilmente tutti i negozi del quartiere ( ecchevolete erano anni di siccità :D :D :D ) arrivo sfinita ed accaldata vicino casa e mi accorgo che durante l'estate era spuntato un negozio con i lampioncini rossi: "oh beh tentar non nuoce!" ed entro.
All'interno una giovane donna cinese ed una ragazzetta panormita.
Vengo accolta da grandi sorrisi a mandorla e da gesti cortesi che mi fanno capire di rivolgermi alla fanciulla locale.
Io: "Buongiorno, avete impermeabili?"
Lei: "....................in che senso?"
Io: "Nel senso di impermeabili!"
Lei: "........ma che sono?"
Io: "Tipo dei cappotti, però leggeri che se piove non si inzuppano!"
Lei: "..........non li conosco"
Io: "................................può chiedere alla titolare?"
Lei: " e cchi parru cinisi? (e che parlo in cinese?)
(se è per questo neanche l'italiano!!!)
Insomma dopo avere abbozzato qualche nota di "Singin' in the rain", mimato il gesto di una persona che si ripara dalla pioggia ed avere rifiutato di comprare un ombrello sono uscita a mani vuote, mortificata e con un dubbio atroce:
Queste due donne: una straniera che non conosce l'italiano e una italiana che non conosce l'italiano, durante le canoniche 8 ore di lavoro in qualche modo dovranno pur comunicare.... e quando sono costrette a comunicare....COME ACCIDENTI LO FANNO???