28/04/16

Pesi e misure. Il cibo come metafora.

Una ricetta riesce quando, combinando gli ingredienti nella giusta misura, si creano un equilibrio ed un'armonia che regalano al palato un' esperienza piacevole.
Il cibo esalta, pacifica, coccola, consola, sfida, dona certezze, suscita ricordi, apre a nuove conoscenze.

Dall'approccio di una persona nei confronti del cibo e dei piaceri della tavola si riescono a capire parecchie cose sul carattere, sull'atteggiamento mentale e sul modo di comportarsi.
Ho notato che chi si accosta in maniera schifignosa, piluccando pezzetti microscopici con aria disgustata e il nasino arricciato come se stesse assaggiando palline di cacca di coniglio (Betty, dite?) e chi è restio a provare nuovi sapori ha solitamente lo stesso atteggiamento nei confronti della vita e delle persone.

Ho scoperto negli anni, con la pratica, che cucinando si possono trasmettere sentimenti, tradizioni, affetti, esperienze.
Il cibo è condivisione ma è anche un esercizio intimo, perché preparando da mangiare si cresce, si cambia, si impara, si acquisisce consapevolezza.
Imparando a cucinare ho imparato a conoscere meglio me stessa.
Maneggiando le "materie prime" (come va di moda dire adesso) ho imparato a pesare, misurare, combinare e ho scoperto che tutto ciò si può applicare alla vita di tutti i giorni.
Misurare e dosare le persone affrontando la vita come se fosse una ricetta: combino ed esalto gli ingredienti/persone che rendono il piatto/vita gustoso e allontano quelli che lo guastano o lo avvelenano.

Bon Appetit

Foto presa qui

                                             



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