"...il mio dicembre è cominciato con la determinazione ad essere serena, a godermi il mio mese preferito voltando le spalle alle nuvole nere che si addensano all'orizzonte perché non è ancora il momento di essere triste.
Il mio impegno è quello di fare ogni giorno "esercizi di felicità" per rendere questo mese e queste feste il più possibile belle."
Esattamente un anno fa rispondevo così ad una mail e, guardandomi indietro, il mese di dicembre dell'anno scorso è stato come lo volevo.
Le nuvole nere sono arrivate qualche settimana dopo e poi, inaspettata, si è scatenata la tempesta.
Ho fatto molta fatica a tornare ad una sorta di normalità, ho avuto difficoltà a gestire il dolore, la rabbia e ad elaborare la perdita.
Non credo di essere stata molto brava visto che ancora, la notte, fatico ad addormentarmi.
Non credo di essere stata molto brava visto che ancora, la notte, fatico ad addormentarmi.
Sono stata per mesi una sorta di mina vagante, una bomba ad orologeria che all'improvviso in agosto è scoppiata (e non ne sono fiera).
Sono cambiata?
Si, credo di aver smarrito la Pollyanna che viveva dentro di me
Sono migliorata?
No, ho peggiorato alcuni lati non esattamente gradevoli del mio carattere come la scarsa indulgenza nei confronti di determinate persone e la difficoltà ad esprimere sentimenti e stati d'animo.
Per tutto il mese di novembre ho temuto l'arrivo di questo giorno, perché non avrei potuto più far finta di ignorare che tra poco è Natale, il periodo dell'anno che amo maggiormente e che quest'anno sarà doloroso.
Dicembre è arrivato e quest'anno non ci saranno decorazioni, perché dentro al cuore manca la gioia ed è inutile far finta di niente e pretendere di ricreare l'atmosfera di festa.
C'è un grande vuoto dato dall'assenza ed è già molto impegnativo gestire il dolore in questo particolare momento.
Il mio impegno, per questo mese che sta cominciando, è quello di resistere ogni giorno e di arrivare in fondo a quest'anno senza crollare.
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