09/11/20

"Frolli" punti di vista

Durante l'infanzia sono stata la disperazione del nonno paterno. 

La domenica mattina lui, rasato di fresco e profumato di dopobarba, passava a prendermi e insieme andavamo in edicola e in pasticceria, ordinava i dolci per tutti e poi mi pregava di scegliere un dolcetto.

Restavo lì indecisa, a fissare la vetrina e alla fine sceglievo a caso qualcosa che poi regolarmente a casa, con somma delusione del nonno, non avrei mangiato.

Non mangiavo dolci, non mi piacevano, mi limitavo a leccare via le fragole dalle paste e mi dannavo quando addentavo una fragola di martorana (pasta reale) che non sapeva di fragola ma di mandorla.

Negli anni ho recuperato (troppo) e se fosse per me i dolci li servirei al posto degli antipasti quando, non ancora sazio, li puoi gustare in tutto il loro splendore.

Sono davvero pochi i dolci che non mangio: i macaron, tutti i dolci con la banana (sia nell'impasto che tra le decorazioni) e lei, la più amata dagli italiani, la pasta frolla.

Io detesto la frolla, ancor di più quella "montata" e più che mai quella che "ci ho aggiunto un pizzichino di lievito per renderla più morbida"! 

Ovviamente non la preparo quasi mai se non per accontentare marito che ogni tanto riemerge dalla monomania della torta di mele e chiede la crostata alla marmellata. Seguono lunghe trattative nel corso delle quali io propongo numerose alternative e lui resta arroccato sulla crostata. La discussione si conclude sempre con lo stesso scambio di battute:

Lui: non la vuoi fare perché non ti viene bene! (😒 se non mi viene bene perché la mangi?).

Io: non la voglio fare perché non mi piace!

E non è una bugia: se una cosa non mi piace non riesco a cucinarla e mi capita anche con i cibi salati.

Quando cucino ho bisogno di amare quello che faccio, di essere incuriosita da un cibo nuovo, di pregustare il risultato...non parliamo poi dell'umore che condiziona il risultato finale. Posso preparare dolci se il mio umore è neutro, se sono felice, se sono triste, ma è meglio che mai io prepari dolci se sono incazzata; il risultato è spaventoso e qualche volta finisce dritto nella pattumiera.

Arrivata a questo punto la domanda sorge spontanea: sono l'unica che ha questo legame tra l'umore, il piacere e il cibo o capita anche a voi?

Se ne avete voglia fatemi sapere.

Ciao.










05/11/20

Karma...e sangue freddo

I dpcm sono ormai diventata l'unità di misura dello scorrere del tempo in questo anno che difficilmente dimenticheremo.

Tra un dpcm e l'altro il mese di ottobre è scivolato via velocissimo e ci ritroviamo a novembre con una nuova serie di restrizioni nel tentativo di rallentare i contagi che ormai anche qui in terronia stanno diventando, purtroppo, pane quotidiano e cominciano a colpirci da vicino: non passa giorno senza che arrivi la notizia che qualche parente, amico, conoscente, collega è risultato positivo al tampone. 

In famiglia si cerca di mantenere il buon umore e la speranza, si esce pochissimo e solo per lo stretto indispensabile, cerchiamo di proteggere le nonne che ormai non vediamo da oltre una ventina di giorni con la speranza di poterci riunire senza pericolo almeno per le feste. 

Personalmente cerco di non farmi prendere dal panico e dalla disperazione; affronto un giorno alla volta  sforzandomi di pensare positivo, di cercare la bellezza e i pensieri positivi, impegnandomi in nuovi progetti che mi tengano occupata: uncinetto, gruppi di lettura, corsi on line di bon ton (non è mai troppo tardi per diventare una donnina a modo), pianificazione del Natale a dita incrociate (nuova disciplina legata all'andamento dei dpcm).

Mi rifiuto di farmi contagiare da quella che sembra essere diventata la moda del momento soprattutto sul web: sfogare sugli altri la propria frustrazione.

A marzo si diceva che saremmo usciti migliori da questa pandemia, sono passati sei mesi, la pandemia è ancora in corso e mi sembra che la gente faccia a gara per dare il peggio di se: su qualsiasi social è tutto un fiorire di offese, cattiverie, malignità. Urla virtuali che però hanno anche loro un lato positivo: mi aiutano a capire molto velocemente con chi non voglio interagire.

Non parliamo poi dei detentori-illuminati-tuttologi delle Verità Assolute (faccia di me perplessa e leggermente schifata). Recentemente ho scoperto una cosa bellissima che mi ha aperto gli occhi su determinati atteggiamenti e mi ha fatto ridere pensando ad alcuni soggetti dell'entourage familiare, si tratta del cosiddetto Effetto Dunning-Kruger cliccate sulle parole in grassetto e vi si aprirà il link che vi consiglio di leggere ;)

Ma il karma che c'entra? C'entra, c'entra! 

Per una vita ho schifato e snobbato Facebook, avevo un account, creato giusto per tenere d'occhio la figliolanza, che poi ho cancellato senza neppure togliere la ragnatele quando i ragazzi hanno abbandonato FB. 

Poi è arrivato il secondo dpcm d'autunno (suona romantico ma non lo è) e hanno chiuso le palestre, a questo punto la struttura dove seguo i corsi di power yoga ha pensato bene di continuarli on line e tra tutte le meravigliose soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia moderna ha scelto FB.

Perplessa e incredula ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco e pur di continuare (l'inattività del primo lockdown non ha fatto bene alle mie articolazioni) ho creato un account sul social che più detesto. 

Se non è karma non so come chiamarlo!

 

18/10/20

...isti

Negazionisti, complottisti, menefreghisti, edonisti, polemisti.

Tanti "isti" un solo grande risultato: stanno tornando le restrizioni anti-contagio con mini lockdown, orario di chiusura anticipato per diverse attività, mascherine obbligatorie all'aperto, divieti vari ed eventuali.

Ed eccomi qui con "l'ansietta" che si sta nuovamente arrampicando sulla spalla a pensare freneticamente come riuscire a comprare per tempo e in maniera meno traumatica possibile i regali di Natale,  a modificare per la quarta o quinta volta i festeggiamenti per i 50 anni del Bello (di questo passo festeggerà da solo chiuso in cucina) a cercare di organizzare le prossime settimane cercando di anticipare e concentrare nel minor tempo possibile analisi, visite mediche e impegni vari.

Attività mentale piuttosto vivace (anche se il risultato è un enorme stato confusionale che non aiuta per niente) mentre in realtà vorrei nascondermi sotto le coperte e sbucare fuori quando tutto questo sarà finito. 



15/09/20

Bentornato Settembre

In agosto avrei potuto scrivere parecchio ma sarebbero stati post malmostosi, pieni di insofferenza, fastidio, nervosismo, stanchezza, dolore e rabbia.

Mi sono detta che non valeva la pena di lasciare traccia di tutto ciò, che mettere nero su bianco tutti quei sentimenti negativi sarebbe stata solo un’inutile perdita di tempo il cui unico risultato sarebbe stato dare un’importanza eccessiva a cose, fatti e persone che non la meritano affatto.

Ho lasciato scorrere i giorni e nel frattempo ho raccolto, custodito e curato piccoli istanti preziosi di bellezza e gioia.

Voglio che di questa estate lunga e anomala restino le emozioni gradevoli come la bellezza effimera delle nuvole, delle onde e dei fiori






























04/08/20

Ringraziamenti e piani di fuga

Un doveroso ringraziamento climatico al mese di luglio che è stato come quelli della mia infanzia: caldo sopportabile di giorno, fresco ristoratore durante la notte.
Purtroppo luglio è terminato ed agosto è entrato a gamba tesa con tre giorni di caldo afoso h24. 
Per tre giorni all'alba si è ripetuta la scena penosa di me che alle 5.45 uscivo in terrazzo, respiravo vapore e dopo due minuti ero nuovamente a letto con l'aria condizionata rinunciando alla mia camminata mattutina. 
Camminata che dopo un mese sta cominciando a dare i primi risultati a livello fisico, che mi aiuta a sfogare tensioni, rabbia e malumori e che spesso viene conclusa con un tuffo a mare (semivestita).
Tra i motivi di malumore di questa estate spicca quello che sembra essere diventato il passatempo preferito del parentame ossia dispensare una quantità spropositata di consigli non richiesti. 
Signore e signori se si chiamano consigli non richiesti e se mi fanno imbufalire fatevi una domanda e datevi una risposta.
Aggiungiamoci anche che, grazie alla straordinaria organizzazione di marito e figlia, per una decina di giorni avrò la casa piena di persone. 
La classica ciliegina sulla torta visto che la stanchezza mentale e fisica che mi accompagna da mesi è più presente che mai.
Comincio a valutare vie di fuga alternative... 


15/07/20

DIETA VIRTUALE E PESCI EXTRACOMUNITARI

La dieta virtuale la conosciamo tutti, è quella che parte il lunedì futuro di una settimana imprecisata, di un mese sconosciuto, di un anno non meglio identificato. 
E’ quella che marito (e non solo il mio da quanto risulta da un confronto tra amiche su whatsapp) invoca puntualmente alla fine di un pasto luculliano e che dimentica sistematicamente al pasto successivo salvo poi lamentarsi della quantità di cibo ingerito.
E’ quella che “voglio mangiare leggero” ma qualsiasi proposta di pasto leggero viene cassata con scuse pretestuose e notevole esaurimento della pazienza della moglie; un po’ come i bambini quando ti dicono che hanno fame ma fame di gelato!
Ognuna di noi attua delle strategie personali per evitare di soccombere alle paturnie alimentari del coniuge, la mia è quella di non anticipare cosa cucinerò in modo da evitare brontolii e proposte sconclusionate; la lamentela arriverà lo stesso davanti al piatto ma a quel punto i giochi sono fatti e, come dicevano le nonne, “o ti mangi la minestra o ti butti dalla finestra”.
Il Bello ha scoperto un nuovo macellaio e lunedì ha comprato una imbarazzante quantità di carne, gran parte è stata stipata nel congelatore e il resto è stato consumato a cena al termine della quale se ne esce con la dichiarazione apocalittica: “per un paio di settimane non voglio mangiare carne!”.
Nel mio cervello gli gnomi malefici urlavano come ossessi “e allora perché czz hai comprato carne per un reggimento?”
Veniamo alla cena di martedì, so che non ama le uova e decido di comprare due saraghi che (zitto tu e zitta io) decido di cucinare in forno al cartoccio.
Ci sediamo a tavola, i saraghi sprigionano un delizioso profumo di pesce ed erbe aromatiche e comincia una bella conversazione surreale (lui tono inquisitorio e sospettoso, io tra l’irritato e il rassegnato):
“dove li hai comprati?”
“al banco pesce del supermercato X”
“…” (faccia di lui un po’ schifata)
“fammi una cortesia, prima mangialo e poi casomai lamentati”
“non credo che siano saraghi, troppo grossi”
“lo scopriremo solo mangiando”
“ma con tutti i pescatori…”
“lo sai che il pescivendolo del supermercato mi da solo roba buona” *
“sicuramente non è pesce locale”
“non gli ho chiesto la carta d’identità”
“sicuramente sono pesci tunisini”
“non lo so Furio**, il pesce era già morto e non abbiamo potuto fare conversazione!”
Ha mangiato senza lamentarsi quindi sono sicurissima che fosse sarago, buono e fresco 😉

*il pescivendolo è un simpaticissimo signore rumeno che sa perfettamente che in nessun caso deve farmi fare cattiva figura con mio marito, quando arrivo al banco è lui a dirmi tra quali pesci scegliere.

**Quando lo chiamo Furio capisce che è il momento di smetterla di rompere le scatole. Allego foto di Furio e Magda



09/07/20

Luglio

Tra discese settimanali in città e fioriture esagerate di piante grasse (marito le ama e le loro ricambiano in maniera incondizionata) il mese di giugno è praticamente volato.
Si sta confermando un'estate anomala: poca gente in giro, niente sagre, una spensieratezza contenuta.
Io sto cominciando a reagire all'apatica immobilità che mi trascinavo appresso da marzo e ho ripreso le sessioni mattutine di camminata sportiva, le sei del mattino è l'orario che preferisco: nessuno in giro, l'aria ancora fresca della notte, i colori ancora pallidi. Ho aggiunto anche delle sessioni di pilates fatte in casa (e sempre sia lodata l'app Decat'Coach) e un ridimensionamento nelle porzioni dei pasti.
L'umore è ancora ballerino soprattutto perché gli ultimi 10 giorni non sono stati dei migliori.
Un lutto ci ha colpiti, uno di quelli che sai già che arriveranno e che speri arrivino in fretta, perché alcune malattie sono più bastarde di altre e consumano la dignità della persona in modi che preferiresti non conoscere e ti rendi conto che solo la morte può restituire pace e serenità alla persona ammalata e ai familiari.
Sul fronte sociopatia le cose non sono molto migliorate, durante la veglia funebre ho avuto (più di una volta) l'impulso di "tumpuliàre" (prendere a ceffoni) alcune persone ma sono stata brava e non solo ho tenuto a posto le mani ma anche la lingua biforcuta.
Vi lascio con la foto scattata al volo in autostrada (no, non guidavo io. Si, ho usato un filtro!)



01/06/20

E' già giugno...

...tempo di albicocche, dall'aspetto maturo ma aspre al gusto e di ciliegie, di 2° scelta che per quelle di 1° ci vuole il mutuo.
Mezza famiglia è transumata, l'altra metà ha preferito rimanere in città abbracciata al wi-fi in vista delle sessioni di esami.
A Transumaville, per Covid di forza maggiore, non ci sono i turisti del nord Europa che solitamente appaiono già dai primi di maggio e che sono i miei preferiti: educati e silenziosi, tranne i russi che bevono come motori di Formula1 e si lasciano andare a schiamazzi disinvolti.
Nei dintorni è tutto abbastanza tranquillo a parte i piccoli eserciti di giardinieri che, con mezza stagione di ritardo, si occupano di sistemare i giardini con il relativo concertino di motoseghe, tagliaerba, decespugliatori etc. 
Quando vanno via, ci pensa marito a rompere il silenzio con il soffiatore che usa, ad intervalli regolari,  a mo' di scopa e considerando che siamo circondati da giardini in una località discretamente ventosa, gli intervalli regolari sono frequenti, troppo frequenti!
(Gif di me che urlo "te lo buco il soffiatore!!!")
Mi sono resa conto che quest'uomo è incapace di poltrire: non sa stare fermo in relax, è in perenne movimento e  deve sempre avere qualcosa da fare compreso rompere le scatole alla moglie (che è bravissima a stare immobile a leggere) con proposte che comprendono un brusco e traumatico allontanamento dalla sdraio.

26/05/20

Pensieri sparsi

Sono passati 8 giorni dalla fine della quarantena e ancora non mi sono abituata del tutto alle persone con le mascherine che hanno ricominciato a frequentare le strade. Una piccola parte del mio cervello è ancora convinta che si tratti di uno strano scherzo e spera che duri il meno possibile. 
Mi auguro comunque che, una volta finita l'emergenza prenderemo l'abitudine, come in oriente, di indossare le mascherine chirurgiche quando raffreddati per limitare il contagio. 
Una consuetudine che ho sempre ammirato e che probabilmente in gennaio ha evitato il contagio ad uno dei miei nipoti che si trovava a Firenze e che fotografava entusiasta decine e decine di turisti cinesi e giapponesi che andavano in giro con le mascherine chirurgiche.
Ho scoperto anche che almeno una cosa del lockdown mi mancherà: non aspettare il rientro dei figli la sera...
A proposito del lockdown ma avete pensato al trauma che devono avere subito tutti quelli che credono negli oroscopi? Ho controllato con cura e nessun astrologo aveva previsto quanto è successo, ma pensa te!
Rimanendo in tema di Covid mi infastidisce non poco la tendenza, di alcune testate nazionali, di parlare di questi mesi di quarantena come se fosse passato chissà quanto tempo. Signori, era ieri e rischiamo che sia anche domani quindi andiamoci cauti e magari aspettiamo marzo del 2021 per lasciarci andare al "ti ricordi quando?" 
A proposito di rischi sono solo io a notare l'incoerenza del "non vogliamo fare gli esami di maturità a scuola perché c'è pericolo di contagio però lasciateci pascolare in gregge, senza mascherine, davanti pub e bar…" ?
Per il resto ho passato un compleanno alternativo cenerentoleggiando per due giorni a Transumaville, un mondo a parte dove stai talmente in pace che dimentichi virus, mascherine e quant'altro.
Alla fine del tour de force di pulizie finalmente la prima cena in terrazzo della stagione: pizza, birra, il blues antico di Blind Blake e un tramonto spettacolare.  
                                        

16/05/20

#iorestoacasa 10) il grande punto interrogativo

Da lunedì si torna, più o meno, liberi anche se per molto tempo niente sarà più come prima.
Sulla fine del lockdown si sta molto discutendo e polemizzando e questo microscopico blog non sarà mai il posto più adatto per fare analisi a largo raggio su quanto è successo e su quello che accadrà.
Questo blog è un microscopio puntato sulle piccole cose della mia vita come ad esempio, i progressi di crescita di CarMelo

Ho pensato di chiudere questo capitolo surreale delle nostre vite rendendo omaggio ai chili accumulati in questo periodo con una breve carrellata di foto che rappresentano solo una parte di quello che abbiamo preparato e mangiato.
Il cibo è bellezza, è gioia e conoscenza, spero vivamente che torni presto ad essere anche sinonimo di convivialità.



























Buon ritorno alle nostre vite "normali".