Visto che, contro il mio desiderio, mi è stato formalmente impedito di mandarti "affa" telefonicamente, quello che ho da dirti lo lascio scritto qua.
Considerato che le vie del web sono infinite, un bel giorno potresti inciampare in questo post e riconoscerti.
E allora, mia cara E., sappi che so perchè mi detesti: non ti è andata giù quella volta che hai cercato di addossarmi un tuo errore e ho dimostrato a tutti che non ero stata io a sbagliare.
Ho evitato di farlo le due volte successive sperando che ti addolcissi, ma così non è stato, pertanto la prossima volta mi premurerò di farti fare la tua bella figura di M.
Si dice che sia nella tua indole essere acidina con tutti...ma penso che ci sia anche un po' di cattiveria.
E' perfettamente inutile che la mattina alle 9.05 telefoni al mio capo per dire che hai chiamato in ufficio ed io non sono ancora arrivata...
Il mio capo lo sa benissimo, visto che esce di casa prima di me e mi lascia mentre mi preparo o sto rifacendo i letti...ooops...nessuno t'ha detto che è anche mio marito? Peccato!
Che poi non ho ancora capito che accidenti hai di urgente da dirmi ogni mattina alle 9.00!
E inoltre volevo chiarire un paio di cosine: poichè nella mia vita non hai alcun valore e per me non rappresenti niente, non me ne può fregare una benemerita mi###i@ se scrivi le tue mail tutte in maiuscolo, senza mettere i saluti e non dai mai la conferma di lettura ai messaggi che ti invio.
Non considero tutto ciò un dispetto ma solo l'indicazione esatta della tua maleducazione.
Non sono stupida, mi accorgo del tono di sufficienza di quando devi sottolineare un mio errore e della falsa cordialità di quando hai bisogno di qualcosa.
Mi auguro che, al di fuori dell'ambito lavorativo, non affronti la vita alla stessa maniera...sarebbe troppo squallido.
Se proprio non riesci a rilassarti e a sorridere accetta un consiglio: rivolgiti allo spacciatore di zona!
Visto che durante la stesura di questo post sei riuscita a dare il peggio di te stessa per ben due volte...non posso fare a meno di dirtelo: "Mavvaffanculovà!"





























