02/05/20

#iorestoacasa 8) Podcast, riflessioni e tristi conclusioni

Già dallo scorso anno mi sono appassionata ad audiolibri e podcast, mi piace avere qualcuno che mi racconta una storia mentre, come per magia, stirare, cucinare e pulire diventano delle attività molto interessanti e poco pesanti.
In queste settimane ho scoperto che su Spotify sono presenti le puntate di Blu Notte di Carlo Lucarelli.
Ascoltandole mi sono resa conto di una cosa piuttosto triste: ho grande memoria degli avvenimenti degli anni 70/80/90 date, nomi, scenari mentre gli avvenimenti più recenti mi risultano per lo più sconosciuti. 
Tirando le somme ero una bambina molto intelligente ed attenta alle dinamiche e ai fatti del mondo in cui viveva che con gli anni si è trasformata in un' adulta disattenta e con un interesse superficiale nei confronti di quello che la circonda.
Altre cose poco gratificanti di questa settimana sono state la consapevolezza che per la prima volta, per risparmiare, avevo pagato l'intero abbonamento annuale in palestra e che già due mesi pieni sono stati bruciati e che sono l'unica, in casa, ad essere ingrassata pur essendo quella che si muove di più (metabolismi di merda e dove trovarli).
Tutto questo stare a casa poi non è affatto rilassante passo un' assurda quantità di tempo in cucina e sembra che il passatempo preferito del resto della famiglia sia pianificare i pasti successivi.
Questa settimana però non è andata sprecata: con C. abbiamo scoperto come e dove ordinare delle meravigliose farine locali macinate a pietra e finalmente dopo 66 giorni ho rivisto mia madre.
Tra due giorni dovrebbe cominciare la fase 2 di questa assurda situazione: prime riaperture e piccole concessioni alle libertà personali.
Il sentimento generale oscilla tra la voglia di cominciare a tornare alla vita normale e la paura di una brusca marcia indietro provocata da un nuovo aumento dei contagi.
Si confida nel buonsenso delle persone come quello di Leoparda e della sua famiglia (gli inquilini del piano di sotto) che durante il lockdown, ad ogni festa comandata (pasqua, pasquetta, 25 aprile e 1° maggio) hanno avuto ospiti a cena.




Alla prossima.




26/04/20

#iorestoacasa 7) Mancanze e pensieri sparsi

Volevo fare un elenco di tutte le cose di cui sento la mancanza ma sarebbe stato troppo lungo perché mi mancano tantissime cose della mia banale normalità quotidiana, arrivati alla settima settimana mi mancano anche le cose che detestavo.
Ho imparato ad accettare la lentezza dei giorni tutti troppo simili tra di loro, talmente simili che sembra di vivere un'unica lenta e pigra domenica con un lunedì che non arriva mai.
Continuiamo a sbarazzare casa in maniera massiccia e cerchiamo di smaltire il martedì con l'indifferenziata (prima o poi i ragazzi che si occupano del ritiro chiederanno lo straordinario) mentre il garage si riempie di sacchi di cose da portare ai centri comunali di raccolta rifiuti (al momento ancora chiusi) ed altri da dare in beneficienza.
Sono diventata campionessa olimpica nello schivare i messaggi complottisti su WhatsApp e solo in rarissimi casi rispondo tono su tono.
Adoro l'ottimismo della newsletter di VivaTicket che puntualmente manda la mail di riepilogo dei concerti della prossima estate che in realtà sono stati annullati o quasi.
Infine, scorrendo le foto in archivio, ho scoperto che già a novembre l'universo ci aveva avvisato...


Alla prossima.

17/04/20

#iorestoacasa 6) Nodi al pettine

Il problema è che ero abituata a star sola. 
Il marito fuori per lavoro quasi tutta la settimana, Sid all'università, fuori con gli amici o chiuso nella sua tana-stanza e TralAlì studentessa fuori sede.
Non che averli a casa mi disturbi ma ogni tanto mi viene voglia di chiuderli al balcone per avere un po' di pace. 
Qualche sera fa mentre tutti e tre facevano casino ho avuto un momento di  défaillance  e ripetevo "io non reggo fino al 3 maggio" mentre piangevo e ridevo contemporaneamente.
Caliamo il sipario su questa scena penosa.
Mi manca la palestra, mi mancano le camminate a piedi in giro per la città.
Lo so che è permesso fare un giretto a pochi metri da casa ma non ne ho voglia, io ho bisogno delle mie lunghe passeggiate a passo svelto con la musica a volume adolescenziale nelle orecchie e camminare, camminare fino a stancarmi.
Ma non sono l'unica ad avere le crisi di astinenza: al Bello manca il giardino di Transumaville e prendersi cura delle sue piante. 
Così pian piano l'unico minuscolo balcone che abbiamo in città si sta trasformando in un surrogato di giardino: si è procurato tre vasi di aromatiche, due begoniette antiche di quelle col tronco spinoso e i fiorellini rossi; ha trapiantato rametti spezzati di piante grasse che hanno radicato felicemente e infine ha piantato un semino di mela che era già germogliato all'interno del frutto. 
Prima sono spuntate due foglioline, poi quattro, adesso sei… il Bello, orgoglioso come un neo papà, sta ancora cercando un nome altisonante per questo minimini albero che vede come un segno di speranza, io prosaicamente l'ho battezzato Carmelo, Melo per gli amici.
Di questa settimana voglio conservare la videochiamata di gruppo con mamme e fratelli per cominciare insieme i rispettivi pranzi di Pasqua e la "saggia" riflessione di TralAlì una volta aperto l'uovo kinder : "quando eravamo piccoli le sorprese erano più belle!"    LOL 

Carmelo ;)

12/04/20

#iorestoacasa 5) Cerco di non pensare

Le giornate continuano ad assomigliarsi tra di loro ma il lunedì non si smentisce e fa sempre schifo. 
E' la giornata in cui, non so perché, si concentrano le cattive notizie e si rinnovano le preoccupazioni. 
Questa settimana è stata stranissima: prima la telefonata con cui ci anticipavano le analisi del Bello in vista di un esame particolare e delicato cui deve essere sottoposto, poi la scoperta che la struttura dove avrebbe dovuto svolgere il tutto è diventata un focolaio di contagio ed è stata blindata.
Un'altalena di sentimenti contrastanti: il sollievo per avere sfangato per poche ore il possibile contagio, la preoccupazione per questo esame che continua ad essere rinviato.
Ormai rimanere in casa è diventata un'abitudine e questo mi spaventa. 
Forse era meglio l'ansia delle prime settimane piuttosto che la rassegnazione apatica di questi giorni. 
Mi sembra di vivere sospesa nel tempo e nello spazio e non mi piace per nulla. 
Cercare di non pensare sta diventando un esercizio mentale quotidiano: cerco di non pensare a quando tutto finirà e a quando potremo tornare alle nostre vite normali, cerco di non pensare al fatto che il lavoro è fermo, cerco di non pensare a tutto quello che è rimasto congelato e che dovrei portare a termine.
Ho sfogliato a ritroso la mia agenda, pagine fitte di impegni e meme fino alla prima settimana di marzo, dal 9 in poi solo qualche appunto sporadico relativo a compleanni e ricorrenze e, ogni dieci giorni, le liste della spesa.
Svogliatezza, apatia e malumore sono stati il filo conduttore dei miei ultimi due giorni e mi auguro che sia solo una fase passeggera.
Ovviamente il blocco nazionale è stato prorogato fino al 3 maggio e mi auguro vivamente che dal mese prossimo si possa cominciare gradualmente a tornare alle nostre vite. 
C'è veramente poco da salvare di questa settimana: la nascita di Angelica arrivata puntuale e con graziosa velocità ad allietare la vita (ultimamente piuttosto travagliata) di una cara amica ed il fatto che non solo non ho ucciso il lievito madre ma sono riuscita ad usarlo con risultati eccellenti.



Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza.
                                                                                                          A. Merini

03/04/20

#iorestoacasa 4) Battipanniliberitutt... ah, no!

Com'era prevedibile è arrivato il primo prolungamento della quarantena nazionale. 
Signore e signori si resta a casa fino al 13 aprile ma non fatevi illusioni si prolungherà ancora.
E intanto io continuo a spezzare denti a furia di serrare le mascelle e faccio avanti e indietro dal dentista, con tutto quello che ne consegue in ansia e nervosismo.
Preparo il modulo di autocertificazione ma circolo sentendomi una fuorilegge anche se ogni volta il dentista per rassicurarmi compila un certificato di cure dentali urgenti. 
L'assenza di traffico mi permette di attraversare la città in pochissimi minuti ma puntualmente torno a casa stanca come se avessi guidato per ore e ore.
Le giornate cominciano a diventare tutte uguali, faccio fatica a ricordare che giorno sia e faccio fatica a concentrarmi, in compenso sono diventata bravissima a dimenticare le cose.
Si continua a "giocare col cibo" TralAlì e Sid si sono dati ai biscotti: cookies con pepite di cioccolato fondente e biscotti cacao e cocco, devo ammettere che in entrambi i casi il risultato è stato veramente buono.
Ogni tanto anche il bello si mette ai fornelli (così ti riposi un po', dice) ma visto il suo talento nello sporcare una quantità industriale di teglie, pentole, caccavelle ed utensili vari alla fine il mio presunto riposo va farsi benedire visto che devo pulire il triplo delle cose
Con il resto della famiglia si organizzano sfide culinarie a tema: sfincione, arancine, torte salate e i risultati vengono condivisi su WhatsApp.
Con una delle vicine ci scambiamo torte e dolcetti lasciandoli appesi alla porta e avvisandoci con un messaggio sul telefono.
Alla fine della quarantena in pratica avrò una decina di chili in più e una dentiera nuova di zecca!
A proposito di vicini ce ne sono alcuni che stanno praticamente trascorrendo la quarantena sul pianerottolo passando da un appartamento all'altro in continuazione, va be' che appartengono alla stessa famiglia ma avendo diversi bambini ed essendo costretti per esigenze di salute a frequentare personale sanitario che giornalmente viene da fuori io al posto loro una calmata me la darei.
I vicini del piano di sotto invece continuano a litigare imperterriti e quando lo fanno con le finestre aperte hanno la capacità di fare affacciare l'intero vicinato.
I gabbiani sono diventati padroni incontrastati della città e schiamazzano impudenti ad ogni ora del giorno e della notte ebbri di quella libertà che comincio ad invidiargli.
Di questa settimana voglio salvare la nascita del secondo figlio di una coppia di amici e il ritorno delle rondini.

A mezzanotte
quando avrai bisogno di forza
quando sentirai il cuore pesante
fuggi via, fuggi via verso casa
io non starò qui ancora per molto
                        Spiritual afroamericano


  
                                                       



28/03/20

#iorestoacasa 3) E poi ci sbatti la faccia

Prima la notizia di un parente stretto che vive nell'hinterland milanese e che sembrava avesse contratto il virus (allarme fortunatamente rientrato), poi la telefonata con un'amica che vive e lavora a Milano. 
"Disperata" è la parola che continuava a frullarmi nella testa mentre lei parlava: i suoi racconti, il tono di voce stanco e rassegnato, la voce che tratteneva a stento il pianto.
Non erano più le immagini e le notizie tristi degli organi di informazione, all'improvviso è diventato tutto reale in maniera dolorosa. 
Qui da noi il contagio è ancora contenuto, la vita procede abbastanza serena nonostante la reclusione forzata anche se cominciamo a interrogarci sulla durata delle restrizioni e sui tempi che verranno a livello economico e lavorativo.
Non ho voglia di raccontare aneddoti stavolta, li conservo per il prossimo post.
Per questa settimana voglio solo aggrapparmi al senso di gratitudine per la convivenza serena che stiamo trascorrendo in famiglia.

21/03/20

#iorestoacasa 2) E' tutto vero

E' la frase che mi viene in mente al mattino appena sveglia, forse inconsciamente durante la notte il mio cervello si convince che sia tutto un sogno,  
Il primo input è quello di rimanere nascosta sotto le coperte, poi mi spingo fuori dal letto.

Mi sono autoimposta delle piccole regole che mi aiutano ad affrontare meglio le giornate:

  • Lasciare puntata la sveglia del mattino
  • Non rimanere in pigiama
  • Tenere in ordine e pulita la casa
  • Informarmi sull'andamento dell'epidemia solo un paio di volte al giorno e solo su determinate testate, non ho bisogno di notizie infondate o allarmistiche: la situazione è abbastanza schifosa di suo.
  • Evitare, sui social, quegli account che si stanno rivelando rabbiosi e rancorosi; su Twitter non vado più dall'inizio del mese e su Instagram ho diminuito il numero dei following. 
  • Mi impegno a cercare sul web e nella vita reale delle piccole cose belle.

Sul fronte familiare la convivenza procede bene anche se qualche segno di cedimento si è verificato: 
Sid che attraversa il corridoio camminando come il gobbo di Notre Dame o che imita il verso dei delfini, TralAlì che guarda la tv seduta a testa in giù sul divano o che si trucca per passare il tempo.

Ci sono anche i momenti che ti sbattono in faccia l'assurdità di quello che stiamo vivendo: l'altoparlante della protezione civile che invita a stare a casa (va be' che la prima volta ero mezza addormentata e mi sono incazzata perché credevo fosse l'arrotino), la riflessione su quante cose davamo per scontate, il magone che mi ha riempito gli occhi di lacrime quando ho visto per la prima volta la Via Libertà senza auto e con pochissime persone, i dubbi su come dovremo comportarci una volta finita l'emergenza (mi auguro che il ritorno alla normalità avvenga gradualmente).
E infine il senso di impotenza che ti assale quando una persona cara viene colpita da un lutto e non puoi andare oltre la telefonata o quando un'amica, a causa di tutte le restrizioni in corso, si ritrova a vivere come un incubo quello che di solito è uno dei momenti più belli nella vita di una donna.

Di questa seconda settimana voglio salvare l'emozione delle piccole belle notizie ricevute da persone a me care e questa frase di Giovanni Falcone.





14/03/20

#iorestoacasa 1) Stai ferma lì e non ti muovere!

E' quello che ripeto all'ansia che in questi giorni cerca di farsi largo a gomitate.
Sono impegnata a schivare le notizie inutilmente allarmistiche mentre insieme con tutta la famiglia cerchiamo di adattarci alle indicazioni necessarie a contenere il contagio anche se non siamo in zona rossa.
Anche qui palestre chiuse, scuole chiuse, si cerca di stare in casa ed evitare luoghi affollati.
Si rinuncia agli incontri con gli amici e si evita di andare dalle nonne.



L'inizio di questo post l'avevo scritto lunedì pomeriggio, prima che l'intero territorio nazionale diventasse zona protetta, prima che le restrizioni diventassero ancora più restrittive, prima che prendessi l'abitudine della tisanina rilassante della sera altrimenti col cavolo che riesco ad addormentarmi.
L'ansia oramai mi si è appollaiata sulla spalla e lì vive  tranquilla (l'ansia non è ansiosa). 


Siamo tutti in casa a studiare e lavorare on line, anche il bello ha rinunciato a percorrere le poche centinaia di metri che lo separano dall'ufficio.
La convivenza è abbastanza serena, ogni tanto c'è qualche scatto di nervi ma niente di tragico. 


I ragazzi si sono adattati abbastanza bene alle restrizioni e alla clausura, almeno per questa prima settimana, tra allenamenti fitness casalinghi (per lui) e immancabile beauty routine (per lei), incursioni estemporanee tra forno e fornelli, maratone di serie tv su Netflix, lezioni on line e lauree di amici in streaming le loro giornate trascorrono abbastanza agevolmente.


Marito (un po' germofobico ma si sta rassegnando) passa la mattina e gran parte del pomeriggio tra telefonate, conference call, telefonate, discussioni su whatsapp e telefonate; il salotto è la sua base operativa e il balcone la zona telefonate.
Non ho ancora capito se si è reso conto che, con il silenzio di questi giorni, le voci si sentono a grande distanza e che tutto il vicinato è al corrente dei suoi affari.


La città è silenziosa in maniera inusuale considerato che viviamo a pochi metri da una delle strade centrali. 
Questo silenzio mi destabilizza, non capisco "ad orecchio" se le finestre di casa sono aperte o chiuse e sono costretta a guardare l'orologio per sapere che ora sia, io che con inquietante approssimazione riuscivo a capirlo, di giorno e di notte, basandomi sui rumori provenienti dalla strada.


Mi ero ripromessa di dedicare ai miei hobby quelli che vedevo come giorni di noia:  ricamo, uncinetto, lettura, serie tv… invece sbrigo il lavoro d'ufficio, cerco di mantenere la casa più in ordine e pulita del solito, ne approfitto per fare un tantino di decluttering ogni giorno, e poi lava, stira, cucina, telefonate e video chiamate con madre (che già non usciva da 15 giorni perché era stata raffreddata) e con fratello (dalle sue parti la clausura è iniziata una settimana prima) per sentirci più vicini, messaggi nelle varie chat di gruppo per tenerci un po' su anche se siamo distanti.
Insomma mi ritrovo a sera che sono talmente stanca che non riesco a far altro che spalmarmi sul divano e fingere di guardare la tv mentre con un occhio già dormo.


Da un lato è una cosa positiva perché le giornate trascorrono abbastanza in fretta, dall'altro un po' meno: il pensiero che domani e domani ancora, fino al 3 aprile se tutto va bene, saranno uguali ad oggi mi butta giù.




Cerco di affrontare un giorno per volta, di tenermi in contatto con le amiche, alcune hanno seri problemi di salute resi ancora più problematici dall'emergenza sanitaria in corso, altre hanno figlie e figli "bloccati fuori" alcuni anche all'estero.
C'è un sottile filo di solidarietà che corre tra di noi, parole taciute per non aggravare ulteriormente il peso dell'anima, battute per alleggerire la tensione, consigli per affrontare momenti di sconforto ma ci siamo le une per le altre in maniera discreta e costante, pronte a condividere le buone notizie, che in questi giorni sono merce rara, per farci forza a vicenda.


Di questa prima settimana di clausura voglio salvare questo strano silenzio, la forza della solidarietà femminile, la gioia suscitata dal messaggio vocale di un'amica che annuncia che della sua leucemia non resta traccia =)

foto presa dal web



13/02/20

C'è da fare la spesa

Io non amo fare la spesa, non mi piace, dimentico regolarmente la lista a casa e vado in trance davanti gli scaffali.
Detesto fare la spesa, piuttosto preferisco stirare.
Non so fare la spesa: mio padre aveva un supermercato e portava a casa quotidianamente quello che mia madre chiedeva al mattino.

Sid è un bravo soldatino: se gli dai la lista ti porta tutto quello che c'è scritto, ma se lo lasci fare compra cibi precotti, semilavorati e dolciumi che causerebbero un collasso anche al più tollerante dei nutrizionisti.

TralAlì è quella più coscienziosa, assennata e oculata: prepara la lista (s'è scaricata un' app apposita) controlla frigo, dispensa e gli armadietti di detersivi e detergenti per vedere se manca qualcosa, non dimentica nulla, compara i prezzi… ma ha un difettuccio: fosse per lei dovremmo mangiare tonnellate di vegetali, ortaggi e frutta ma nessuno di noi ama brucare o ha tendenze vegetariane e men che mai suo fratello.

Il Bello ama fare la spesa ma ha una passione smisurata per salumi, formaggi e robe inutili da "antipastino", compra in quantità da caserma, ignora l'esistenza del reparto detersivi e si lascia ammaliare da shampoo e dentifricio che acquista in  quantità e varietà imbarazzanti (a questo proposito non fatevi tentare dal dentifricio allo zenzero: è terribile!).
Ma la cosa che, del suo modo di fare la spesa, mi fa davvero andare fuori di testa è che al momento di comprare la carne, per lui esistono solo trinche e salsiccia!
Mucca e maiale, due animali dalle dimensioni ragguardevoli ridotti a qualche fettina e un po' di tritato insaccato, e il resto della bestia muta!



27/01/20

Non mi smentisco mai!

Ho scelto la frase.
Ho preso le misure. 
Ho cercato di mantenere le proporzioni per creare qualcosa di gradevole che non fosse troppo vistoso o necessitasse di lente d'ingrandimento. 
Ho fatto un paio di prove su carta.
Ho usato la matita da sarta per tracciare la scritta sul tessuto.
Ho cancellato e riscritto.
Ho scelto il colore del filo da ricamo.
Ho ricamato la scritta che, ovviamente, è venuta sfacciatamente storta.
Ho scucito il ricamo.
Ho nuovamente cancellato la scritta a matita la cui ombreggiatura risultava comunque visibile.
Ho lavato il tessuto.
Ho ricamato su una semplice striscia di Aida già pronta scegliendo un carattere che non fosse troppo lezioso.
Ho stirato il tessuto.
Ho cucito la striscia.
Ho guardato il tutto e improvvisamente mi è venuto in mente che se avessi ricamato sul cencio da sfilare (ben riposto nel cassetto accanto alle strisce in Aida ) avrei ottenuto senza fatica l'effetto che cercavo e con una settimana di anticipo.
Facciamo ciao-ciao con la manina all' ultimo neurone funzionante che mi era rimasto.



20/01/20

Buoni propositi...

...per l'anno in corso.

In realtà il proposito è solo uno: resistere alla tentazione di registrarsi sui siti locali di notizie on line per sottolineare l'immensa stupidità (e ignoranza) dei commentatori seriali.
Devoresisteredevoresisteredevoresistere...  


13/01/20

Uffici pubblici? No,grazie

Il mio rapporto con gli uffici pubblici è assolutamente bipolare.

Avete presente quando nei film parte la sequenza con il protagonista che sbrocca, si infuria, distrugge tutto urlando come un ossesso e poi -PUFF- cambio scena: il protagonista in realtà è ancora lì fermo, immobile a subire la situazione?
Ultimamente, avendo avuto a che fare con troppi uffici pubblici, questo scenario si è ripetuto diverse volte.

Sono riuscita a ringraziare sorridendo l'impiegato della agenzia delle entrate che, dopo avermi fatto fare avanti e indietro per 4 mesi e aspettare un'ora "a màtula", ha messo il timbro necessario su una pratica avviata solamente 11 anni prima.
Per l'assenza del timbro e il mancato protocollo della pratica ci era stata notificata una multa di quasi 500€.

Mi sono arresa all'impossibilità di effettuare una voltura on line del contratto di fornitura dell'acqua per manifesta incapacità dell'impiegato che via email continuava a richiedere certificati e documenti inutili.
Alla decima mail mi sono rotta le scatole e sono andata a fare la voltura di persona: gran parte dei documenti e certificati richiesti via mail erano assolutamente non dovuti (ma va'?). 
In mezz'ora tutto fatto e cordiali ringraziamenti all'impiegata. 

Domani mi tocca andare all'ufficio anagrafe e presentare un modulo in cui chiedo di correggere il mio cognome negli atti di matrimonio: qualche genio del male ha pensato bene di aggiungere una vocale al mio cognome, pertanto se richiedo il certificato a nome mio risulto non sposata (il che volendo potrebbe avere anche qualche risvolto positivo XD), mentre se lo richiedo a nome di mio marito spuntano i miei dati ma con il cognome storpiato.
E così domattina alle 6.30 la sveglia suonerà, prenderò la metro per mettermi a turno all'ufficio anagrafe verso le 7.30, attenderò l'apertura degli uffici prevista per le 8.30 per presentare un'istanza di "correzione errori materiali di scrittura".

Ancora una volta sorriderò e ringrazierò mentre dentro sarò una furia nei confronti di chi non è neppure capace di ricopiare correttamente un cognome.






10/01/20

Tutto sommato...

...è stato meno brutto di quanto temessi.
E' stato un Natale anomalo, in punta di piedi, con me che ho delegato a marito e figli l'acquisto dei regali e con la casa pressoché disadorna. 
E' mancata l'atmosfera festosa e gioiosa ma eravamo insieme, sereni, e questo è stato importante. 
Una settimana prima della vigilia è anche arrivato Pinuccio gentile omaggio del bello (temo che la mancanza dell'albero e degli addobbi sia stata sentita parecchio).


Gli ultimi giorni di dicembre e i primi di gennaio li abbiamo trascorsi saltellando da un ufficio pubblico all'altro per finire di sistemare alcune pratiche burocratiche ancora aperte.
Archiviate le feste ho comunque tirato un sospiro di sollievo.
Si volta pagina, si ricomincia a camminare guardando avanti anche se il vecchio anno è andato via lasciando delle "ipoteche" su quello nuovo.
So già che ci saranno dei giorni difficili.
Affronterò quello che so deve arrivare nel momento in cui si presenterà, non posso farlo ora.
Adesso ho bisogno di leggerezza, di lentezza, di equilibrio, di prendermi cura di me.


15/12/19

Mi manca il Natale...

… e mi aggrappo a quello degli altri perché ci sono momenti in cui mi sembra di non riuscire a respirare. 
Mi sento circondata dal buio, sono piena di buio e mi tornano alla mente le parole di Liria: "dovresti farlo perché a tuo padre avrebbe fatto piacere" e penso che forse ho sbagliato a decidere di ignorare il Natale.
Penso a mio fratello e alla sua famiglia che hanno scelto di passare le feste in Sicilia con noi e non sono sicura che si aspettino di trovare una casa disadorna e buia.
Guardo dentro me stessa e vedo solo buio e tristezza e penso che forse, illuminare un pochino l'ambiente che mi circonda potrebbe aiutarmi a stare meglio.
Non so che cosa sia giusto fare ma qualcosa devo fare, perché  ho bisogno di tirarmi fuori da questa palude nella quale mi sembra di annegare e soffocare lentamente e inesorabilmente.

 

12/12/19

Dai un titolo...

...da film al tuo 2019.
Il mio è "Piovono sfighette".
Evidente non avevo completato l'album delle figurine "sfighini".


11/12/19

STAND BY

La lista dei regali è ancora intonsa, solo un paio di idee e nessuna spunta.
La cena della vigilia saremo a casa mia e non ho ancora pianificato il menù.
Non un addobbo in casa anche se avevo pensato di mettere qualcosa sulla tavola, giusto per figli e nipoti.
A meno di due settimane dal Natale la situazione è quella appena descritta e nel frattempo affronto la situazione con un entusiasmo ben descritto nella gif che segue...

09/12/19

ORGOGLIOSA E COCCIUTA

Qualche post fa vi ho scritto del carattere che è peggiorato e che alcune peculiarità  alcuni difetti si sono accentuati.
Da sempre se una persona mi ferisce, per quanto mi riguarda, cessa di esistere: non discuto, non litigo semplicemente smetto di considerarla e vado per la mia strada, ciò non toglie che resto lì in attesa del tocco sereno del karma o del momento propizio per restituire la "cortesia".
Tra questi individui annovero anche Bettyboop e Crudelia sua madre.
Di Betty ho taciuto in questi ultimi anni perché lei e il Santo si sono separati e, per mia buona pace, non sono stata più costretta a frequentarla. 
L'ho incontrata solo una volta in occasione della cerimonia di laurea di nipote Gandhi e in quella circostanza, ad un mese esatto dalla morte di mio padre, lei e sua madre (che pur avendolo saputo non si erano disturbate nemmeno a telefonare) hanno "dimenticato" di farmi le condoglianze.
Bene! Brave! A buon rendere.
Questo mio atteggiamento mi porta, a volte, a prendere delle decisioni che vanno anche a scapito della mia comodità.
Ho smesso di frequentare la comoda palestra sotto casa e il corso tri settimanale di poweryoga (anche questo in un orario comodissimo) per manifesta indegnità sociale della proprietaria.
Se hai un'attività commerciale non ti puoi permettere di trattare i clienti come se fossero cacche puzzolenti. 
E' quel tipo di persona che ha più riguardo per gli animali che per gli esseri umani e ho notato che spesso queste persone hanno serie difficoltà a relazionarsi con i propri simili.
L'ho vista più di una volta rispondere sgarbatamente a richieste educate e del tutto legittime e anche nei miei confronti si è comportata in maniera talmente indelicata e scortese che, senza fare alcuna discussione, ho deciso di non frequentare più la sua palestra (e pare che la stessa decisione sia stata presa da parecchie altre persone). 
Ma c'è sempre un ma.
Io ho bisogno di questo tipo di attività perché mi fa bene fisicamente e mi aiuta anche a livello psicologico e in questi anni mi sono trovata benissimo con l'istruttore che conosce i miei problemi fisici ed è sempre molto attento.
Così ho cominciato a "cercare" on line e finalmente l'ho trovato in un'altra palestra:
Mi sono iscritta a novembre e ho ripreso a frequentare i suoi corsi.
L'orario è scomodissimo: dalle 14.30 alle 15.30, la palestra è bruttina e per raggiungerla ci vogliono 20 minuti di camminata a piedi.
E ogni volta che mi viene il dubbio di avere fatto una min**iata ripenso all'espressione acida della proprietaria della vecchia palestra e dico a me stessa che l'orgoglio ha il suo prezzo e che va bene così



06/12/19

Il mood...

...di oggi è stato quello delle incazzature a livello personale, familiare e lavorativo condito da un gradevolissimo mal di testa da cervicale che mi ha accompagnato per tutta la giornata e contro il quale nulla hanno potuto le pillolette.
Degno coronamento è stata la scoperta del tutto casuale di avere, tra i post dell'ultimo anno, una cinquantina di commenti spam in arabo e indiano.
Dopo la cancellazione in blocco ho deciso di riattivare la moderazione dei commenti giusto per dare meno visibilità possibile a queste stronzate.
Che poi, caro amico (lo so che sei un botdemmerda) arabo-indiano-vattelapeschisiano secondo te quante probabilità ci possono essere che qualcuno clicchi su un link in una lingua che non conosce e che nel 101% dei casi ti fa beccare dei virus? Neanche mia madre o mia suocera che sono all'abc  all'ab dell'internet.


04/12/19

Mutante fa cose

Mutante in realtà è già mutato da un pezzo e, in virtù delle sue attitudini, si è guadagnato pure un nuovo soprannome: Sid


Naaa non è anarchico, punk e ribelle come il leader dei Sex Pistols
Piuttosto è pigro (ma solo dentro casa) come un bradipo e quindi, se ve lo state chiedendo, è il Sid della foto sotto...
Dicevamo che Mutante fa cose e le fa permeate di svogliatezza e pigrizia.

E così gli chiedi di cambiare il rotolo di carta igienica ormai esaurito e dopo un po' trovi, al posto della carta igienica, un pacchetto di fazzoletti di carta.

Apparecchiare la tavola? Si, ma in ordine sparso così ti tocca alzarti di volta in volta perché manca la grattugia, un tovagliolo o l'acqua.

Finita la doccia? Perché chiudere il tappo del flacone del bagnoschiuma e sollevarlo da terra? Vediamo se anche stavolta mamma se ne accorge o se riesco a mandare qualcuno in ortopedia.

Prendi una qualsiasi cosa da un qualsiasi posto? Perché macchiarsi dell'onta di rimetterla dov'era piuttosto che lasciarla in giro?

Ma la cosa che più mi manda fuori di testa è il fatto che usi i tovaglioli di carta al posto dei fazzoletti perché, sostiene, sono più delicati e non gli irritano il naso.
Il problema sorge nel momento in cui dimentico di controllare le tasche di pantaloni e felpe prima del bucato (rigorosamente scuro) e a fine lavaggio tutta la biancheria è disseminata di minuscoli e tenacissimi frammenti di carta. 
Ormai ha in dotazione una spazzola adesiva ed è suo compito, una volta che la biancheria è asciutta, divertirsi a passarla sugli indumenti per eliminare ogni traccia di carta.
Su queste, e tante altre cose, abbiamo scazzettini frequenti con lui che sbuffa e io che mi sgolo a vuoto; ma non c'è verso: continua a fregarsene bellamente.

Non credo dipenda dal tipo di educazione impartita altrimenti non avrei una figlia maniaca dell'ordine e delle pulizie.

La ciliegina sulla torta è sentirsi fare i complimenti per l'impegno e la serietà quando gli capita di fare dei lavoretti fuori casa, in quel momento non sai se sputtanarlo pubblicamente o continuare a sorridere perplessa ringraziando l'interlocutore.


01/12/19

Dicembre

"...il mio dicembre è cominciato con la determinazione ad essere serena, a godermi il mio mese preferito voltando le spalle alle nuvole nere che si addensano all'orizzonte perché non è ancora il momento di essere triste.
Il mio impegno è quello di fare ogni giorno "esercizi di felicità" per rendere questo mese e queste feste il più possibile belle."

Esattamente un anno fa rispondevo così ad una mail e, guardandomi indietro, il mese di dicembre dell'anno scorso è stato come lo volevo.

Le nuvole nere sono arrivate qualche settimana dopo e poi, inaspettata, si è scatenata la tempesta.

Ho fatto molta fatica a tornare ad una sorta di normalità, ho avuto difficoltà a gestire il dolore, la rabbia e ad elaborare la perdita.

Non credo di essere stata molto brava visto che ancora, la notte, fatico ad addormentarmi. 

Sono stata per mesi una sorta di mina vagante, una bomba ad orologeria che all'improvviso in agosto è scoppiata (e non ne sono fiera).

Sono cambiata? 
Si, credo di aver smarrito la Pollyanna che viveva dentro di me 

Sono migliorata? 
No, ho peggiorato alcuni lati non esattamente gradevoli del mio carattere come la scarsa indulgenza nei confronti di determinate persone e la difficoltà ad esprimere sentimenti e stati d'animo.
Per tutto il mese di novembre ho temuto l'arrivo di questo giorno, perché non avrei potuto più far finta di ignorare che tra poco è Natale, il periodo dell'anno che amo maggiormente e che quest'anno sarà doloroso.

Dicembre è arrivato e quest'anno non ci saranno decorazioni, perché dentro al cuore manca la gioia ed è inutile far finta di niente e pretendere di ricreare l'atmosfera di festa.

C'è un grande vuoto dato dall'assenza ed è già molto impegnativo gestire il dolore in questo particolare momento.

Il mio impegno, per questo mese che sta cominciando, è quello di resistere ogni giorno e di arrivare in fondo a quest'anno senza crollare.